Anni di pongo

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Settembre 1978: all’incrocio fra le suggestioni scatenate dalla visione di American Graffiti (Grease e Happy Days stavano per uscire in Italia, ma in questo momento ancora non c’erano) e la voglia di “radio libera” che possedeva tutti i ragazzi di allora, sta questa Radio NOI, emittente provvisoria che copriva forse metà San Pietro in Casale e che é vissuta il tempo di una festa parrocchiale.
L’immersione in questi anni ’50 assolutamente nostrani fu un bellissimo gioco condiviso con gli amici di allora; ognuno ci mise del proprio e tutto divenne “vero”.

Realtà Diminuita 2016-1

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RD16#1. Per Bowie, per Clarence, per Jo, per tutti gli altri angeli #angel #realtadiminuita #disegniGrassilli

Che significa “ci ha lasciati”? Guardate che é su Marte che c’é vita, non qui.

Risuona Rimini 2016/a

Suona il campanello e fa scambiare i disegnatori, così che ognuno continui il disegno dell’altro“… Lo abbiamo fatto con il rotolo Mala, ereditato da qualche camera di figlie o direttamente dal nostro proprio adolescere giocherellone (grazie Ikea). Un pomeriggio saturo di bellezza, bellismo e godibilità. Il sei, befanaio, dalle ore 16 siamo stati in compagnia di musicisti, artisti, figure poetiche e genericamente amiche, nella nuova edizione (#3) di RISUONA RIMINI, svoltasi nell’ala nuova dei Musei Comunali di Rimini.
Marianna Balducci e il sottoscritto stavano nella loro stanza piena di illustrazioni, a matite sguainate.  Sessioni di disegno scambiate di colpo dal campanello dispettoso… Ci siamo consumati ma è stato bellissimo in vostra compagnia, #‎chidisegna‬ ringrazia.

/ Ring the bell and make the illustrators switch to draw on each other drawing. We did it at Rimini’s Museum with our Mala paper roll. Thanks #ikea!

 

I soliti accordi

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Sarà ora che ve la mostro per bene, l’illustrazione con cui ho partecipato a “Gente d’altri tempi“.
È dedicata alla canzone che l’Enzo ha fatto in piena era Tangentopoli: “I Soliti Accordi”.
La presentò anche a SanRemo, con quel pasticcione di Paolo Rossi. Immagino che Sandro Paté me l’abbia assegnata per i miei trascorsi cuoreschi!
Comunque sia, questo é quanto gli ho dato indietro.

Avvento / finestrella 2

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Avvento 2015, finestrella 2 / Advent 2015, window #2
#realtàdiminuita #realitydecreased #advent #xmas2015 #disegniGrassilli #sledge

Eugenia De Recamiér

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La Rattona Cosmica

Eugenia De Recamiér é una delle trentadue ultracreature eterne; fu comprata da Dio per il compleanno di una figlia di sua sorella, nel Pet Shop di Pierre “Big Bang” Tavanardi, sessantadue eoni fa.
Eugenia é vissuta a lungo, lunghissimo in una gabbietta intra-universi, accudita con amore dalla giovane divinità che in seguito, data la maturità, prima di andarsene al college decise di lasciarla libera nelle galassie naturali che si estendono dopo Beetlejeuse, ad ovest di Pieve di Cento.

La Rattona ebbe non pochi problemi ad adattarsi all’ambiente selvaggio: viaggiò e viaggiò, si rifugiò su una cometa, imparò la curvatura del tempo, la teoria delle stringhe e ad impiattare i contorni di pesce; assistette alla nascita di varie supernove e persino alla morte del superotto, in quanto pellicola superata dai nuovi supporti magnetici vhs.

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Cover dell’ultimo libro di R8_MP-robGAlcuni amici hanno lamentato affettuosamente che nel pacchetto “Merry PRINTmas” le tavole mie, fra cui scegliere, sono poche.

Allora ho rispolverato questa e ora vado ad aggiungerla alle altre.

 

(Cover dell’ultimo libro di R
oberto Ranieri “Terapie a Rischio” – 2014)

Basta cerchi attorno al fuoco

Sono preoccupato, ma non per i fatti di questo momento. Viviamo da anni immersi in questo clima di rabbia pilotata da freddo interesse che però stavolta ha colpito un simbolo che tutti amiamo. Verrebbe da buttarci, magari con ancora più foga, su quello che ci limitamo a fare, appunto, da anni: rincorrere hashtag, cambiare la nostra foto profilo con icone luttuose, accodarci a link più o meno riflessivi o apocalittici. Indignarci contro quella parte di concittadini che va in orgasmella quando sente parlare di guerra e vendetta, rimbalzare schifati i titoli dei giornali saprofagi. Sono reazioni evidentemente umane, ci servono e diciamo pure che tutto quello che faremo e diremo nelle prossime 48 ore sono di proprietà della nostra componente empatica, con un robusto aiuto degli amici operatori delle news e del maleficio a cui sono sottomessi: riempire spasmodicamente ogni minuto dei loro canali pagati dal mercato delle merci.
Io sono stanco di questa ritualità autoconsolatoria, secondo me lo siamo in tantissimi. Come posso andare oltre all’incupimento che mi mettono le bandiere a mezz’asta, le dichiarazione dei ministri, gli slogan delle nostre sinistre gran-cru?
Ho bisogno di capire meglio, di uscire da questo labirinto di specchi, dal cerchio che facciamo attorno al fuoco per sentirci uniti quando siamo così spaventati. Fuori dal cerchio, nel buio, i mondi creati dai nostri nonni e bisnonni si dilaniano e si spintonano in direzioni che non capiamo, che non vediamo.
Noi restiamo a bordo di una Europa che non riusciamo più a definire, una scenografia da fiction, con confini che si restringono sempre di più.
Invece penso che avremmo bisogno di immergerci nel pensiero: leggere e studiare, smettere di farci queste sveltine di notiziari da 140 caratteri. Bisogna comprare il lavoro di chi é andato a conoscere davvero quei paesi, quelle tragedie e ne ha scritto con intelligenza. Dobbiamo lavorare su noi stessi, diventare noi un flusso, una pressione che modifichi, con i tempi necessari (che non saranno brevi) la traiettoria della nostra esaustissima civiltà occidentale.
Alieni che sparano sulla folla: sarebbe bello fossero davvero arrivati a bordo di astronavi da mondi ostili e lontani. Invece sono ragazzi cresciuti nelle nostre periferie. Contro questo avvelenamento endogeno, polizie, squadre speciali, presidenti che dichiarano lo stato di guerra, mi sembrano sul pezzo quanto una lontana, polverosa, corte di Versailles.
Noi, persone senza potere, la possibilità di urlare, piangere, maledire, minacciare la abbiamo avuta, così come quella di lanciare grandi dichiarazioni di disponibilità al confronto, all’integrazione. Poco sembra aver funzionato, perché con poco abbiamo pensato di sbrigarcela.
Ritroviamo l’umiltà di chi vuole capire. Poi, solo poi, parliamo.

Neuroni Specchio nr.6

 

 

 

 

Una di quelle della serie #‎neuronispecchio‬.

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Questo biscottone elettronico é comparso da poco in alcuni punti del centro storico di #Rimini. Appena i contenuti saranno pronti, darà informazioni a chi vorrà svegliarlo con un dito. Alcuni miei disegni però sono già visibili, ruotano come la girandola di una lanterna magica e io divento ogni giorno più riminese. #MyRimini #disegniGrassilli 900piazzacavour

Realtà Diminuita / The ‪Decreased Reality‬

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La “Realtà Diminuita” messa in campo per l’INKtober 2015. Questo spunto nato dal gioco del sovrapporre, affiancare, allineare ecc… un disegno, uno schizzo, ad una inquadratura domestica, trasforma con gesto semplice un punto di vista, ne diminuisce la “realtà”, la veridicità. Eppure, all’interno di questo carosello, diventa più autentico che mai.
Il gioco continuerà oltre INKtober e sono curioso io per primo di vedere che strade potrà prendere 😉

INKtober Day 22

Ultimo ‪#‎Inktober 2015, day #22: inkCHIOSTRO / inkCLOISTER #‎disegniGrassilli‬ ‪#‎realtàdiminuita‬ La “Realtà Diminuita” continuerà comunque oltre Inktober. Restate sintonizzati – The ‪#‎decreasedreality‬ will continue over Inktober. Stay tuned

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INKtober Day 21

un paio di disegni con l’inchiostro al centro per concludere ‪#‎INKtober‬ 2015.
Day #21: inkiOSTRO ‪#‎disegniGrassilli‬‪#‎decreasedreality‬‪#‎realtàdiminuita‬
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Un corriere ha portato la Smemo 2016 dove c’é dentro Lia. È la Smemo Pink pantone 219 U / milf-cougar small xxs e si fa i selfi da sola.

la veste dei fantasmi del passato mi é finita in lavatrice con i capi colorati

INKtober Day 20

‪#‎INKtober‬ day #20: Mok-out ‪#‎disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬‪#‎realtàdiminuita‬

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INKtober Day 19

‪#‎INKtober‬ day #19: Come ottenere due semitoni / How to obtaining two semitones
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disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬

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INKtober Day 18

#INKtober day #18: Porcospazzola / Porcush #disegniGrassilli #decreasedreality #realtàdiminuita #porcupine

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INKtober Day 17

‪#‎INKtober‬ day #17: dedicated to John Belushi ‪#‎disegniGrassilli‬‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬

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INKtober Day 16

‪#‎INKtober‬ day #16: sedia rilassa te stessa!
chair relax yourself! ‪#‎disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬

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INKtober Day 15

‪#INKtober‬ day #15: all-essi (the children) on the carousel
#‎
disegniGrassilli ‬‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬ 

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INKtober Day 14

‪#‎INKtober‬ day #14: Sink Ness ‪#‎disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬‪ #‎realtàdiminuita‬

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INKtober Day 13

900day13 #‎INKtober‬ day #13: LanTardis
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disegniGrassilli‬
#‎decreasedreality‬
#‎
realtàdiminuita‬

INKtober Day 12

day12‪#‎INKtober‬ giorno 12: la chiave per la salvezza /
day #12: the key to the salvation
#‎disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬

Gli angoli di Jannacci

Roberto Grassilli appartiene alla categoria dei creativi multiformi che ha avuto in Enzo Jannacci uno dei suoi picchi più alti.
Fumettista, illustratore e cantante (con la rock-band di culto “Lino e i Mistoterital”), è anche lui parte dalla sontuosa squadra di artisti che comporranno la mostra “Gente d’altri tempi” (dal 10 dicembre al Castello Sforzesco di Milano).12122572_1489387964689570_1453360293413296059_n

Così Grassilli (di cui potete vedere un dettaglio dall’illustrazione “I soliti accordi”) ricorda il “suo” Jannacci:

«Non é “come” se Enzo Jannacci ci fosse sempre stato.
Lui c’era stato sempre, DAVVERO, nella mia vita. Dentro al televisore in bianco e nero, come la sua faccia smunta in contrasto con gli occhiali, a meravigliare me bambino. Tutti gli altri sorridenti e morbidi, lui spigoloso e smarrito. Mia nonna lo chiamava “Nacci“.
Dopo qualche anno, in combutta con Cochi e Renato: trasmissioni in orari ancora a rischio per me, primi tormentoni esilaranti, canzoni disperate che facevano ridere. “Baila Carrete, che te pago!”. Ed era lui sotto quel casco a guidare la moto che portava via Ponzoni e Pozzetto nella sigla finale.
Grazie mitica Rai dei ’60.

Poi un giovane professore, in quelle scuole medie già in odore di eskimo, me lo suona con la chitarra, sul prato. Lui, Gaber, Fo. Individuo il collegamento. Grazie Professore.

Epoca del cantautore trionfante: mentre tutti predicano, lui tira fuori un album come “Ci vuole orecchio” e assesta una ennesima zampata “con la forza di un leuùn“. Mi godo una sua esibizione con la fidanzatina, lo vedo dal vivo a Rimini che intrattiene e non perde un colpo. L’unica volta, purtroppo. O meglio: l’unica volta mentre fa spettacolo.

Io cresco, disegno, canto con una mia band stralunata per tutti gli anni’80. Jannacci spunta e contrappunta in tante occasioni. Capisco che ormai la sua é la dimensione di un “maestro”. Con la compagna più importante, quella con cui creo una famiglia, condivido anche l’amore, ormai intenerito, per le canzoni che entrambi sentivamo da bambini.
Aveva un taxi nero che andava col metano con una riga verde allo chassis…

Anni e canzoni, il lavoro mi porta spesso a Milano. In piena new-economy lo rivedo ancora una volta. Un fine serata, mii hanno riaccompagnato, sto per scendere dall’auto ma sul marciapiede qualcuno sta lì che guarda nel vuoto.
– Ma é …?
– Sembra proprio lui.. Sta male?
– Uhm…
– Aspettiamo un momento… Non andate… Un momento

In silenzio, dentro all’auto, stiamo fermi. Voglio dire: QUELLO é Jannacci. Nessuno vuole andare via se forse Jannacci sta male. Lui ha quella sua solita aria imprecisa… ma stavolta non é davanti a una telecamera. Dal giubbotto tira fuori una fiaschetta e beve un sorso. Si riavvia, gira l’angolo, la camminata é abbastanza rassicurante. Siamo tutti sollevati.

Due anni fa l’Enzo ha girato un angolo più serio. Ci siamo rimasti tutti male e da allora ci diamo da fare per trattenere il più possibile quello che ci ha lasciato. Io stavolta, per esempio, ho disegnato una sua canzone.»

INKtober Day 11

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‪#‎INKtober‬ giorno 11: Gran Salone dei trofei di caccia / day #11: Great Hall of the hunting trophies ‪#‎disegniGrassilli‬ ‪#‎decreasedreality‬ ‪#‎realtàdiminuita‬