20.07.85

ZARK! le tavole narranti / mostra

Comune di Jesi (AN) - Regione Marche "Notturni locali immaginari" (estate 85)

PALAZZO DEI CONVEGNI 20 LUGLIO / 4 AGOSTO

ZARK! le tavole narrantiZARK! le tavole narranti
esposizione di lavori originali di 30 disegnatori del fumetto d'avanguardia

autori presenti: JORI, JGORT, IOSA-GHINI, CARPINTERI, PAZIENZA, GIACON LIBERATORE, MATTIOLI, SCOZZARI, TAMBURINI, ZINGONI-GLESSI, BALDAZZINI, BERTOTTI, BURNS, BROLLI, CORONA, ECHAUNEN, FARA, SEMERANO, GOZI GIANDELLI, GRASSILLI, LEONE, MATTOTTI, RENZINI, SCALA, VILELLA, CATACCHIO, PALUMBO, GHERMANDI

Curatrice della mostra: Mariella Mastri; progetto grafico e allestimento: Elena D'Agostino
Catalogo a cura di Mariella Mastri con saggi di Lucia Corrain, Renato Giovannoli, Daniele Barbieri e prefazione di Giovanni Anceschi del Dipartimento di Comunicazione dell'Università di Bologna. Pubblicato da Editori del Grifo (Siena). Inaugurazione della mostra: sabato 20 luglio 1985, ore 18,30.


Mauro Gozzi
"L'iniziativa ZARK nasce dall'esigenza di riunire organicamente in un'unica manifestazione le tavole originali di quei disegnatori del nuovo fumetto italiano, facenti capo a pubblicazioni mensili come Alter, Frigidaire, Corto Maltese... L'operazione si pone come momento di sintesi e sospensione critica su di un fenomeno giovane e per questo ancora carente di studi specializzati. Non soltanto una mostra di fumetti quindi, ma anche e soprattutto la presentazione di una nuova grafica che sta influenzando più di quanto possa sembrare il gusto contemporaneo, ponendosi come riferimento costante nelle strategie estetiche e del mercato dell'immagine... . La collaborazione di molti autori italiani e stranieri con la moda e la reciproca influenza con il teatro ed il cinema (si pensi alle scenografie di Moebius per "Alien" od a quelle apocalittiche di "Blade Runner") dimostrano quanto la lezione di Andy Warhol e la pop-art sia stata finalmente assimilata da questi nuovi designers: allontanati ormai di fatto gli sterili antagonismi tra arte / prodotto, tra artista / businessman il nuovo produttore estetico possiede ormai la completa consapevolezza dell'inserimento del manufatto artistico all'interno di una più complessa realtà di mercato. Per ciò che riguarda il fumetto, di cui questa mostra vuole essere documento espositivo ed esplicativo, il discorso non cambia sostanzialmente; sfogliando le pagine di uno di questi mensili illustrati notiamo immediatamente una rivalutazione della componente grafica nel fumetto, in origine considerata mero supporto visivo alla storia da raccontare (vedi striscie-comics). L'elaborazione tecnica dell'immagine, coadiuvata dalle recenti innovazioni elettroniche, contribuisce così ad una vera e propria sublimazione della componente visiva: I'elemento grafico-pittorico surclassa l'elemento verbale al punto che spesso concetti elaborati vengono espressi in un'unica tavola, per altro povera di testo scritto. Tra le righe di questo evidente salto qualitativo c'è tutta una revisione critica dell'esperienze delle avanguardie storiche nel campo dell'immagine: il dinamismo e la scomposizione del movimento di matrice futurista, le "macchine" del costruttivismo, le ipertrofie figurative del cubismo e non ultima la suggestione onirico-demenziale cara a surrealismo e dadaismo. Tutta questa serie di citazioni più o meno palesi, si concreta formalmente in un intenso spessore cromatico, possibile attraverso l'assemblaggio di tecniche differenti. Il colore diventa movimento ed il movimento parte essenziale di una visione più globale del reale. Motivo di nutrimento per questa arte nuova è la sconcertata riflessione sul tragico empasse che la società sta vivendo: una sensazione di profondo disagio che nasce dalla perduta armonia dell'uomo con il proprio ambiente, un uomo disarmato e stanco, incapace di controllare i mostri da lui stesso creati. Per questo motivo nelle tavole di questi disegnatori non c'è mai comicità sguaiata, ma invece un'ironia quasi sempre discreta e sotterranea anche se carica di immagini aberranti, di elementi grotteschi e paradossali. In questo senso le soluzioni formali dei nostri autori si assomigliano in quanto comune metafora di questa perduta armonia, di questo movimento centrifugo del reale in cui le forze contrastanti non sembrano trovare una propria sincronia e dove l'uomo si dibatte in una solitudine abissale, senza la minima possibilità di catarsi".
Posted by robgrassilli at 20.07.85 21:51

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