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segnalazione – Arcana/Beatles/illustr.(2)

febbraio 18, 1993
Il Tempo
18 febbraio 1993

a corredo dell’articolo: particolare di una mia tavola, con la disdascalia: COMUNICATIVI – “Beatles, tutti i testi, 1962 – 1970″. Illustrazioni di Roberto Grassilli

BEATLES, 10 IN LETTERATURA

L’altra faccia degli “scarafaggi di Liverpool”

“Quei ragazzi hanno del talento, potrebbero rovinarci tutti”. Con queste parole un critico inglese coglieva il cataclisma culturale, oltreché musicale. rappresentato dagli “scarafaggi” di Liverpool: i Beatles. E a loro il British Council ha dedicato una mostra fotografica in occasione della presentazione della raccolta di tutti i testi letterari della band inglese dal ’62 al ’70, curata da Donatella Franzoni e Antonio Taormina. Il 5 ottobre di trent’anni fa debuttavano con il loro primo singolo “Love me do” Iniziava l’epopea di un gruppo che avrebbe rivoluzionato mode, mentalità, spettacolo, cultura musicale. Tutto su di loro è stato detto, anche il superfluo. ma solo da poco quello che fu un fenomeno culturale viene visto sotto la lente d’ingrandimento della letteratura. In un momento storico, quello degli anni ’60, afflitto a disagi e lacerazioni ma ricca di impulsi artistici, le loro canzoni divennero i canali popolari di una nuova comunicazione. Minimalismo ante-litteram. liriche d’avanguardia capaci di influenzare il linguaggio comune, sperimentalismo letterario affidato al ritmo e alla musica. “Furono altro, non solo dei grandi musicisti – sottolinea Taormina – bensì degli incredibili comunicatori”. E proprio questa capacità di inventare e rinnovare tecniche espressive, di rendere il “rock un medium” comunicativo alla maniera di Bob Dylan, rese il loro messaggio musicale qualcosa di indelebile. Un rapporto dialogico e personalizzato con il pubblico a colpi di “you”, -yeah”, “come on”, capaci di scatenare identificazioni e consensi di massa. Un’nterrelazione totale degna della tradizione orale letteraria e del suo archetipo: il teatro popolare. I Beatles infatti furono in grado di spaziare. dalla poesia celtica irlandese fatta di leggende e fiabe, alla teatralità, per approdare al cinema, ai mass media, alla lingua degli slogan pubblicitari, senza dimenticare la seduzione delle arti figurative. L’etichetta Apple nasce infatti da Magritte e la Pop Art di Wharol contamina le loro copertine. Ricchissima è la suggestione letteraria presente nei loro testi: dal non sense e dallo humor di Carroll e Lear, alle libere associazioni di Joyce, dall’innocenza stupita dei romantici inglesi al surrealismo, da Oscar Wilde a Edgqar Allan Poe. Tutti hanno visto tutto nelle loro parole. Atto finale della loro avventura “Abbey road” affidato alle parole di Paul Mc Cartney “e alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che fai”. Iniziava la leggenda.

Francesca Cersosimo