Archive for dicembre, 2003

Chiamami Aquila

mercoledì, dicembre 31st, 2003
By Gianluca Armani. Replicato qui da Roberto Armani.

La storia di Luca Armani è nota: proprietario di un timbrificio, da sei anni lotta contro il proprio cognome. O, meglio, con quello che si ritiene il legittimo proprietario del suo cognome.

Luca registra il dominio www.armani.it il 24 ottobre 1997: a quei tempi Internet – nella convinzione comune, ma soprattutto per i canoni di uno stilista – era un gingillo per sfigati che non si sarebbero mai potuti permettere un capo d’alta moda. Neanche uno prèt-a-porter, forse.

Poi succede che si gonfia la bolla speculativa: gira voce che la rete è il futuro, che con Internet si fanno i soldi, che la nuova frontiera dell’economia è il commercio elettronico. E allora uno, anche se di mestriere fa lo stilista, si sveglia e pensa che ci deve essere, a tutti i costi.

Siccome è uno stilista, fa lo stilista, e ha i tempi di uno stilista, si sveglia tardi, e registra il suo dominio il 24 aprile 1998, con sei mesi di ritardo.

Lo fa utilizzando nome e cognome, che è poi la firma attraverso la quale si presenta sul mercato.

Poi, siccome è uno stilista, fa lo stilista, e ha i modi di uno stilista, pensa di essere troppo famoso, e che quelli troppo famosi abbiano il diritto di monopolizzare un cognome, di nobilitarlo, che non fa chic chiamarsi come mezzo milione di altri poveracci che magari tirano a campare fabbricando timbri…

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Signor Disney lei è licenziato

martedì, dicembre 9th, 2003

Non sto qui a compiangere le sorti di un’anziano erede di (parte) di una fortuna miliardaria.
Forse sono addirittura un po’ sollevato nel sapere che il settantatreenne nipote di Walt Disney, buttato fuori dall’azienda che porta il suo nome, possa finalmente smettere di fare di tutto per somigliare fisicamente al mitico zio.
Per Roy Edward Disney basta baffetti anni ’20, basta sorriso da sogno americano, anzi: una bella gragnuola di accuse all’attuale mr. Big della multinazionale del Topo: quel Michael Eisner in sella del 1984, inizialmente salvatore del regno, oggi (secondo Roy), inefficace despota di un’impero in declino.
I punti di dolenza li potete leggere, cliccando più sotto, nella lettera integrale che l’erede Disney ha mandato al consiglio di amministrazione del suo gruppo.
Il mio post è giustificato in realtà da due ragioni.

La prima è che condivido almeno uno dei punti che il signor Roy Edward fionda in faccia agli ex-soci: aver reso la bottega di Zio Waltrapacious, soul-less” agli occhi dei collaboratori e del pubblico. Nel mio piccolo lo sottolineo pure io da qualche tempo: il marketing spregiudicato, la spremitura a fondo dei caracters, l’erosione della pluridecennale aura mitica che i lungometraggi animati dell’epoca d’oro conservavano intatta.
Questo depauperamento del mito dell’azienda ha realmente impoverito la Disney, e sorprende che ai vertici non sembrino curarsene affatto, come avessero pianificato un futuro di svendita totale e stop.

La seconda è che Roy Edward è colui che ha fortemente voluto “FANTASIA 2000“, ideale prosecuzione del celeberrimo film del 1940, un filo pretenzioso, di scarso successo commerciale, contenente alcuni gioiellini di puro conio disenyano d’altri tempi.
Uno degli episodi di Fantasia 2000 è costruito sulle note della Rapsodia in Blue di Gershwin, che continua ad essere uno dei cartoni animati preferiti di Emma e Gioconda.
Per quanto si è incaponito a portare in fondo quel suo progetto così fuori target, a nome della mia famiglia lo ringrazio.

E con questa abbiamo messo un altro tassello al più ambizioso dei miei progetti: la costituzione del movimento per una “Rifondazione Disneyana“.

la lettera di dimissioni di Roy Edward Disney dalla Disney


(altro…)

Papà pam pam

mercoledì, dicembre 3rd, 2003

Accumulo da tanto tempo un rancore che probabilmente ha ragioni edipiche, ma anche così fosse?
Riguarda una figura ben precisa, quasi quotidianamente alla ribalta verso il 15° minuto dei TG (terzo o quarto su Mediaset): il maschio over 50 che va fuori di zucca e ammazza, generalmente in quest’ordine: 1) moglie, 2) figlia maggiore, 3) altri figli, 4) sorella o madre della moglie 5) vicino di casa. Da 6) a 10) vari ed eventuali del rione. 11) se stesso (opzionale).
Fateci caso: è quasi sempre maschio; la/le vittima/e assolutamente donne, impalmate o meno che siano.
Il bel tomo è generalmente un portatore di armi autorizzato: ex-tutore dell’ordine, guardia giurata, cacciatore. A causa dell’instabilità esistenziale in cui è piombato da quando moglie / figli grandi / colleghi gli hanno revocato qualunque autorevolezza, mastica frasi amare nel bar, accennando all’intenzione di farla finita. Nelle interviste postume però tutto il vicinato si dichiarerà incredulo: “era una persona così tranquilla“. E: “veniva qui nel mio bar… sì è vero, ultimamente vestiva in mimetica e mostrava a tutti un tascapane pieno di granate, ma non pensavamo fosse capace di fare del male a qualcuno“.
Se per caso il nucleo familiare sopravvive, ascoltiamo la consorte affranta e microfonuta che esprime il suo sbigottimento: “quando ha decorato il suo garage con le teste delle Barbie di Giulia cosparse di sangue di piccione ho solo pensato volesse farci una festa a sorpresa“. Si signora, era proprio quello che voleva farvi. Per fortuna che si è confuso e ha invertito l’ordine della scaletta, iniziando con un pò di pirotecnìa dentro la propria testaccia inceppata.
Se invece è il Patriarca Funesto a sopravvivere, egli viene preso in consegna dall’ala catodica specializzata in squilibrati. “Raptus” diventerà la password di ogni bollettino, di ogni talkshow.
Mi piacerebbe che per una volta i medici spiegassero con estrema chiarezza prodromi, indici, strascichi di questo “raptus“. Vorrei capire, da totale incompetente, quanto è ascrivibile fra le patologìe che causano una totale sospensione della coscienza e dell’autocontrollo.
Perchè se non fosse così, se si evidenziasse invece che lo Stragista da Soggiorno aveva più di una possibilità di non commettere, mi segnerei volentieri la data della sua dimissione dal carcere psichiatrico. Vorrei accoglierlo sul portone con una cura di calci in culo da somministrarsi senza interruzione per svariati anni.

Cliccando sul disegnino: illustrazione fatta per Cuore nel 1996.

Papa punfete

lunedì, dicembre 1st, 2003

Mi aggrego volentieri al gruppetto che estima gli interventi di Sua Santità JPS sul Blog Confuso per eccellenza.
Provo sincero affetto per questo Papa, che mi ricorda (scusate l’autocitazio) il pontefice latore di SMS apparso in Net To Be.
Ho pensato: noi si ride, ma poi una piccola malinconia ci prende nel pensare a quel vecchio, che forse non è poi così diverso da quello che posta sul blog. O magari, invece, il vero Karol somiglia di più a quello descritto in “All’ombra del Papa Infermo” (letto l’anno scorso, inquietante…). Oppure niente di tutto questo.
Quel signore in bianco è, volenti o nolenti, una presenza percepibile all’interno delle nostre italiche esistenze. A me piacerebbe fosse simpatico come quello di x§°.


…e dato che qui siamo nel mio Magazzino, per ogni post-ino c’è sempre un bilino pronto…
Dalla sterminata ma ahimè, dispersa in gran parte, produzione di scarabozzi per Cuore, alcune vignette papali. Le avevo fatte quando, forse ricorderete, Woitila si procurò una serie di contusioni in situazioni un po’ strane (1993 o giù di lì). La mia ipotesi scioccona additava una serie di cardinali quali responsabili occulti di quegli incidenti domestici.
Clarence ripropose le vignette qualche anno dopo, e ora eccole qui sugli scaffali di Warehouse. Per carità, niente di eccezionale, ma qui nulla si butta. :)

Il Papetto che brinda sopra a sinistra è un’icona disegnata per Clarence in occasione del ventennale del pontificato di JPS.


PIANI CARDINALI (Cuore 1993)
ditino.gif Piano di S.E. Cardinale Savage

ditino.gif Piano di S.E. Cardinale Owaan’do

ditino.gif Piano di S.E. Cardinale Richelieu

ditino.gif Piano proposto da un lettore dell’Osservatore Romano

ditino.gif Piano di S.E. Cardinale Agostini

ditino.gif Piano di S.E. Cardinale Braun