Due anni fa il mio amico Andrea Romeo iniziò a raccontarmi una sua idea, un festival cinematografico da erigere ex-novo. Poteva sembrare la scoperta dell’acqua calda, ma ebbi subito l’impressione che il fuoco fosse sul soggetto giusto: la vita, anzi, le vite umane.
Una kermesse dedicata alle biografie, soggetto filmico ben definito e campo sconfinato, fecondo di interconnessioni ma ancora spoglio di un appuntamento dedicato.
Mentre di chiacchiera in chiacchiera il progetto si precisava nelle nostre capocce, Romeo, assieme ai suoi ditheCultureBusiness, metteva in moto pulegge e tiranti.
Oggi il nuovo festival è quasi pronto, ronza di fronte alla pista di decollo. C’è già un sito, dove potete trovare i primi interessanti materiali. Leggete la presentazione di Andrea, vi farete un’idea del perchè e del percome. Poi, se siete in fregola pazzesca, potete leggervi anche il mio commento qui sotto, il mio autorevole parere sulla faccenda.
Ah, dato che sono graficamente e personalmente coinvolto, aspettatevi, nell’immediato futuro, aggiornamenti e rubriche su questa “International Celebration of Lives“: il Biografilm Festival, dal 26 maggio a Bologna.
Resistenti all’erosione: questa è una chiave che mi piace molto. Per me è come passare a una fase successiva di resistenza, dopo aver praticato quella “umana”. Ed anche un modo di eludere il terribile empasse contemporaneo, con il suo orizzonte affollato di figure mediocri, imbarazzanti, che coprono abusivamente la visuale.
Forse è già successo in tutte le epoche come la nostra, apparentemente improduttive, che ci si fermi a recuperare le voci del passato, ed ogni volta ci si è probabilmente stupiti della loro vividezza.
L’immagine che vedo affacciarsi è quella di una generazione che cerca profondità nelle parole dei propri anziani, che trova ispirazione rileggendosi le vite degli antenati. Mi fa ricordare una scena, vista diversi anni fa, di una piccola comunità, che la sera attorniava il contastorie locale, per ascoltarne la voce, per farsi incantare dai gesti, nella piazza di un villaggio scozzese.
Questo festival potrebbe avere una vita infinita, anzi, molte diverse vite parallele, come suggerisce il titolo. Trattando anche di “classici”, potrebbe essere una specola, uno strumento aggiornato al pensiero contemporaneo, utile per ri-illuminare certi miti un po’ impolverati o certi aspetti dimenticati della storia umana.
E magari, aggiornando il concetto di “classico”, potrebbe diventare un importante appuntamento annuale per chi elabora il pensiero da diversi e lontani ambiti culturali, certamente non solo cinematografici.
Insomma, Andrea, confermo e condivido l’entusiasmo per questa tua intuizione. Penso che lo spazio per questa iniziativa sia ampissimo, anzi, che scoprirai/scopriremo, creando il BFF, che dietro quella porta ancora chiusa c’è un ambiente enorme e dimenticato. Una grande sala perfetta per celebrare periodicamente le Vite dell’Uomo.



attendo curiosissimo il programma.. Mi capita di frequente di fermarmi a Bologna per lavoro, potrebbe essere l’occasione per far coincidere dovere e piacere :–)
@mammina: poi fa impressione che Andrea ci prenda sempre. Il Future Film Festival se l’e’ inventato 7 anni fa e allora chi so la fumava l’animazione di gitale (a parte noi fanatici)?
@massaia: grazie, ma anche io sono un tuo compassato ammiratore
molto interessante, ‘sta storia.
e grazie per la tua visita chez moi!
e complimenti per le tue vignette (le vedo dappertutto).
ciao, buon lunedì mattina, s
come ho scritto dal tuo amico…l’idea è ottima.