Questo disegno ha vent'anni, caspita e ancora caspita. Fatto per una mostra, di cui potete leggere qui sotto, di quelle collettive che si usavano negli anni '80, per le quali si chiedeva a un bel mazzetto di fumettari/illustratori di produrre un'apposita tavola per partecipare, in assembleare letizia.EDITORI DEL GRIFO
6a MOSTRA INTERNAZIONALE
DEL FILM DI FANTASCIENZA E DEL FANTASTICO ROMA, CINEMA CAPRANICA, 26-30 MAGGIO 1986
Copertina: Jacono
ISBN 88-85282-77-6
Copyright - @1986
Editori del Grifo, Montepulciano (Siena)
Assessorato alla Cultura del Comune di Roma
Assessore: Ludovico Gatto
Dirigente Superiore: Carlo Melappioni
Primo Dirigente: Elisabetta Sangiorgi
Dirigente: Silvio Tucciaroni
Ufficio Mostre Settore Immagine: Paola Vassalli
Ufficio Spettacolo Settore Cinema: Elisabetta Bruscolini
Relazioni esterne: Mara Mariotti
Allestimenti: Enrico Mastrangeli
La mostra è stata curata e realizzata dalla Associazione Alzaia-Grifo
Organizzazione: Agostino Milanese, Mauro Paganelli, Luisa Taravella, Angela Vincenti
Allestimento: Salvatore Liberti
Grafica: Paolo Barcucci, Tiziana Piccone
Fotografia: Sergio Ciarlo
Cura del catalogo: Marco Giovannini
Qualcuno ha già detto, ne sono sicuro, che le narrazioni di sciencefiction, sono molto probabilmente le fiabe dei nostri tempi. Qualcuno, allora, potrebbe aggiungere: fra i personaggi di queste nuove fiabe quali più attuali dei vampiri?
Dalle antiche segrete dei castelli medioevali a questa nostra epoca post-tecnologica di imminente e incalzante nuova barbarie, certo ben più feroce di altre che l'hanno preceduta, il vampiro è con noi.
Non si nutre forse la nostra stessa cultura, con vampiresca memoria, di citazioni e rivisitazioni che ormai da sole sembrano costituire l'unica sua linfa vitale? è per questo che in occasione della sesta edizione del Fantafestival abbiamo pensato di dedicare ad un pubblico "giovane" e agli affezionati cultori del genere una mostra collettiva sul tema del Vampiro; mostra in cui lasciar convivere diverse, ma oggi non più così lontane, forme espressive quali la pittura, il fumetto, la grafica in un discorso, del resto già avviato, di mescolanza e crediamo vitale contaminazione di generi.
Ludovico Gatto
Assessore alla Cultura
Vamp vamp hurrà. Un grido e un saluto insieme per festeggiare nelle pagine che seguono la prima raccolta/censimento di originali vampirici. E in molti casi si tratta di originali veramente originali come chi si prenderà la briga di guardarli con gli occhi del Cuore e della mente oltrechè con quelli del volto, potrà rendersi conto.
C'è motivo perfino di coniare per l'occasione un neologismo, "vampart", e salutare non certo la nascita quanto la consacrazione di un genere, un movimento, o qualunque altra cosa sia, che dal buio delle segrete di qualche castello dei Carpazi, scrollandosi di dosso le ragnatele del tempo e dell'ironia, piano piano è arrivato al neon delle gallerie d'arte. E per fortuna, come è capitato per altri generi o movimenti seri, stavolta non si deve parlare di rivalutazione postuma perché come si sa il vampiro è più che mai fra noi, non sia altro per il fatto che ben a fatica può veramente morire.
"Vampart", sia chiaro, è un termine di comodo, alla moda nel senso che viviamo un 'epoca di frettolosa ma purtroppo inevitabile sintesi, pena l'uso immediato di quel telecomando dell'anima che è più che la noia, la difficoltà di immediata catalogazione. "Vampart", oltretutto, è un termine in stile perché "vampirizza" tutto quello che l'ha preceduto, per nascere se ne nutre, e in cambio lo fa rinascere. Perché diciamocelo francamente la "vampart", al di là delle parole, è vecchia come l'art e come il vampir, cioè come l'uomo se vogliamo continuare in questo stile mezzo creativo e mezzo rivistaiolo.
Ha solidi e quotati precursori che, mischiando secoli e generi come in una grande insalata dello chef, si chiamano Goya, Dalì, Beardsley, Munch, Burne-Jones, Rops, Bosh, Klinger, Ernst, Martini, Redon, Fini.
Non mancano poi dei grandi dal pedigree un pò incerto. Due per tutti, Boleslas Biegas e Clovis Trouille. Questa confusione, più che contaminazione, fra grafica e pittura è assolutamente voluta e non casuale. Tanto è vero che qui si va ancora oltre, aggiungendo alla partita un altro giocatore: il fumetto.
Migliore interprete, francamente, non si potrebbe avere.' Così come il vampiro stesso, mito popolare o colto, a seconda dell'approccio che ha avuto, il fumetto gode, usa e abusa della stessa doppia anima. A fianco della produzione "bassa", popolare, di massa, ce n'è un 'altra più colta e raffinata. Nata, comunque, dalla precedente, col solito sistema della vampirizzazione.
Correvano gli anni Cinquanta quando negli Stati Uniti esplodeva frenetica la mania degli horror comics. Erano anni di guerra fredda e di caccia alle streghe politiche. E anche il vampiro veniva ideologicamente arruolato. Da allora la questione dei colori non è pili soltanto cromatica: nero, bianco o rosso? E chi si stupisce, non ricorda la contemporanea politicizzazione di tutti gli altri colleghi in mostruosità e fantasticherie sintetizzabile in una massima eterna ancora visibile su un muro di Trastevere "Godzilla e Gamera ci salveranno dalla trama nera".
Erano gli anni cinquanta e sessanta ed erano l'America e l'Italia. Ma se proprio si vuole trovare un precursore ai fumetti vampirici, bisogna correre indietro ai Quaranta, quando in Inghilterra Edward Lloyd mise la penna al servizio delle infinite avventure del vampiro Varney. Protofumetti, perché in realtà erano semplici illustrazioni di un serial travestito da feuilleton. Già perché allora il fumetto non esisteva ancora, trattandosi degli anni Quaranta, ma del 1840...
Negli ulitmi tempi la vampirologia si è estesa a macchia d'olio, anzi, meglio, come un'epidemia. Come se i vampiri moderni non trasmettessero più soltanto baci ma anche bacilli. Ed anche in Italia ha mietuto vittime. Dal 1960 ad oggi sono almeno dieci i libri dedicati all'argomento. E se due sono ormai dei classici esauriti e recuperabili solo in biblioteca ("lI vampiro", Ornella Volta, 1964; "lo credo nei vampiri" di Emilio di Rossignoli, 1961), altri sono recentissimi a testimonianza del continuo morire e risorgere di quella che è ormai diventata una figura metaforica. Consigliabili, soprattutto gli ultimi due: "l vampiri" di Domenico Cammarota, Fanucci Editore, 1984 e "lI libro dei vampiri" di Fabio Giovannini, Dedalo, 1985. Tutti questi volumi hanno in comune una cosa: la documentazione quasi maniacale sintomo di amore sincero per la materia. E anche l'aver privilegiato forme più consolidate come il cinema, la letteratura, l'arte, il teatro, rispetto al fumetto. A parziale integrazione, ecco una velocissima carrellata, vera e propria vampirizzazione grafica. Con una precisazione: han fatto più per la causa della popolarità vampiresche (nel senso di mantenerne viva la memoria e la tensione fra Vurdalak o addirittura (quantitativamente se non qualitativamente) Jacula, Zora, Sukia che le mille banali trascrizioni del "Dracula" di Bram Stoker, il romanzo più citato e meno letto della storia della letteratura, dopo la Bibbia.
Ed ecco spiegato il motivo per cui queste gentili "signorine" compaiono per la prima volta in una mostra, accanto ai Crepax, ai Liberatore, ai Pazienza, ai Buzzelli...
Resta l'ultima domanda. Ma insomma chi è questo vampiro? Un mascalzone assatanato di sangue, un poverocristo, un ermaginato, un diverso che vuole solo fare conoscenze e non sa altro sistema, un filantropo che in cambio di un piccolo morso allunga la vita dei suoi amici sia pure esponendoli ad effetti collaterali (niente sole, niente aglio, niente croci, occhio ai paletti di frassini, ecc. ecc.), un maniaco sessuale smascherato da questo invito canoro a ritmo di cha-cha-cha popolarissimo negli anni Sessanta: "Dracula, Dracula, Dracula/vampiro dal nero mantello/ perché non ti succhi un bel pollo/ e lasci le donne campar...".
Mah, vediamo che ne pensano i nostri "vampartisti"...
Davvero: caspita!
Ciao, Rob, un salutone!
Tenero vampiro.. Ma ascolta Sting??? :---)
Posted by: Glorietta at 20.04.06 12:05Ciao Pennastilo, come va? Glorietta: si, ascoltava in particolare quella canzone... E in tv c'era "Thriller" con Michael Jackson. Il nuovo che avanzava... ;-)
Posted by: Roberto Grassilli at 21.04.06 19:29la belva adora i libretti di Milo. glieli porta sempre la Befana. bacioni.
Posted by: mammina at 24.04.06 10:23mammina: e brava befana che li trova ancora! Ormai sono rarities...
Posted by: R:ob Grassilli at 24.04.06 22:18