Archive for gennaio 27, 2007

gennaio 26, 2007


vignetta x Chiamami Città, tavola grafica

Calendario Secsi 2007: febbraio, il Sales Mascherato

gennaio 19, 2007

Net To Be: calendario 2007
Net To Be - calendario secsi 2007 / febbraio
Secondo mese del "Calendario Secsi 2007" di Net To Be. Per questioni di equità ormonale, si è prestato il prestante Gianmaurizio Greimas, 28 anni, inquadrato come Senior Project Manager ma divenuto in breve il più scaltro ed efficace sales della Immanet. Come si può intuire, Gianmaurizio è molto gettonato dalle impiegate dell’azienda ma lui osserva rigidamente un principio ismiziano: “non si può se ziamo coleghi (o se uno di noi due è un ofide)“.
Per scaricarvi l’immagine a grandezza naturale (da stampare e appendere al muro), cliccate sull’immagine. Se volete prima vedere meglio com’è la pagina, cliccate qui.
L’utilizzo è libero purchè non sia a scopo di lucro o per eccitare un babirussa. E fra meno di un mese, “Marzo secsi…”
La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, con intervista a cura di Macchiaradio, la trovate cliccando qui.



AGGIORNAMENTO: la pubblicazione del Calendario Secsi non è andata oltre al mese di febbraio.
Chi fosse interessato a conoscerne il motivo, può leggere questo post. Grazie

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Un Boogie per Lei, avvocato.

gennaio 15, 2007

boogie_tn.jpg Da qualche giorno ha compiuto settanta anni, così mi sono ricordato di certi disegni, molto invecchiati, molto primitivi, che feci quando da poco ero rimasto folgorato dalle canzoni dell’avvocato Conte. E anche la radio a cui collaboravo, a Bologna, da ventenne disposto a tutto pur di aver facile accesso a vinile da registrare su cassetta. La radio locale, dietra alla stazione, rifugio e sosta nei miei ritorni da “morosa”, fra un diretto e un locale che mi avrebbe riportato, nottetempo, nella bassa bolognese. Un disco nuovo, appena sbucciato, dal titolo evocativo: Paris, Milonga. Metto l’album sul piatto e ciò che inonda le cuffie Sennheiser gialle e nere che ho sulla testa cambia il corso dei miei gusti, quantomeno in materia di canzoni italiane. Di più: in tempi di ortodossia rebel-rock e new wawe, ho l’occasione di non vergognarmi continuamente della musica prodotta nel mio Paese.
Studi bui e deserti, quella notte del 1981, devo subito telefonare a quella ragazza di allora e farle ascoltre, al telefono, cosa avevo scoperto. Eravamo piccoli, avevamo “l’illusione di capire / con l’arte il vivere e il morire“.
Fu inevitabile, subito dopo, andare a cercare tutto quello che c’era disponibile; scoprire il Gelato al Limon preparato due anni prima e le grandi canzoni cantate da altri. Appena il tempo di assumere tanta buona sostanza musicale, che Paolo Conte ci raggiunge e ci doppia con Appunti di Viaggio, un altro bouquet strepitoso.
Nel tempo, quel signore di Asti ha sempre viaggiato con me. Una bellissima raccolta dal vivo ha fatto da colonna sonora a diversi viaggi assieme a Lia, in particolare ad uno su e giu per l’Europa. Conte era fra i nastri di emergenza durante i mesi di lavoro a Londra ed era imprescindibile quando pasticciavo goffamente i miei testi per i Mistoterital. Ed è tuttora uno dei fili sotterranei che mi lega ad alcune delle persone più importanti della mia vita.
L’ho visto dal vivo poche volte e una di quelle l’ho anche incontrato. Suonava a Riccione, davanti al mare (venerato), su una rotonda. Una sera di aprile o maggio, doveva essere il 1982. All’aperto pensate, e gratis. Andammo per tempo e questo ci regalò un sound-check tutto per noi, dieci dodici presenti. Conte si lamentava per l’umidità nel pianoforte, il magico combo jazz che lo seguiva sembrava liquefarsi sotto i fari gialli del lungomare, il cubo della cocacola ruotava sopra le nostre teste. Gentile, timido ma con l’occhietto ironico, l’uomo della Topolino Amaranto ci scrisse anche una dedica, che sta ancora qui su un muro, nel mio studio.
Buon compleanno, avvocato. E sentiti ringraziamenti.


Boogie




Paolo Conte: Boogie/1
Paolo Conte: Boogie/2
Paolo Conte: Boogie/3
Paolo Conte: Boogie/4

Intervista al Museo Perduto

gennaio 14, 2007

Abitava in un palazzo storico di Ferrara, ora vegeta in uno scatolone. Per la precisione, in 179 scatoloni. Ha chiesto aiuto al Comune di Bologna, ma le sue grida sono cadute nel vuoto. Non può camminare, dev’essere curato da esperti, eppure è pieno di fascino, ha tanto da insegnare, ed è stimato in Italia e in Europa. Il fatto che non si tratti di un essere umano, ma di un museo, non rende il suo caso meno penoso. Abbiamo intervistato questo insolito homeless.

D. Ci parli di lei.
R. “Sono il Museo dell’Illustrazione. Mil, per gli amici. Nato a Ferrara nel 1992 grazie a Paola Pallottino, somma autorità in materia e archivio vivente della storia dell’illustrazione italiana. Avrebbe dovuto vedermi qualche anno fa, quando stavo a Casa Frescobaldi. Ero una chicca, “esempio unico in Italia e in Europa“, mi chiamavano. Quante mostre, rassegne fotografiche, convegni… Sfido: io sono il pantheon delle matite italiane più gloriose, da Attilio Rubino ad Altan. Per non parlare delle collezioni di giornalini e periodici illustrati: il Corriere dei Piccoli, il Marc’Aurelio, il Bertoldo… fucine di geni, come Tofano, Fellini, Guareschi. Non faccio per dire, ma il mio padrino è stato Ernst Gombrich, il grande storico dell’arte da poco scomparso.”
D. Si rivolterà nella tomba sapendola ridotto così… Ma poi cos’è successo?
R. “I soliti rovesci che trasformano una persona in un homeless: sfratto e licenziamento. C’erano delle infiltrazioni d’acqua, e invece di chiudermi qualche giorno per lavori, a fine 2005 il Comune di Ferrara mi ha chiuso per sempre, senza spiegazioni…

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grM877

gennaio 9, 2007

Chiamami Città: vignetta 553
vignetta per “chiamami città” nr.553. Ecoline e Photoshop.