Un Boogie per Lei, avvocato.

boogie_tn.jpg Da qualche giorno ha compiuto settanta anni, così mi sono ricordato di certi disegni, molto invecchiati, molto primitivi, che feci quando da poco ero rimasto folgorato dalle canzoni dell’avvocato Conte. E anche la radio a cui collaboravo, a Bologna, da ventenne disposto a tutto pur di aver facile accesso a vinile da registrare su cassetta. La radio locale, dietra alla stazione, rifugio e sosta nei miei ritorni da “morosa”, fra un diretto e un locale che mi avrebbe riportato, nottetempo, nella bassa bolognese. Un disco nuovo, appena sbucciato, dal titolo evocativo: Paris, Milonga. Metto l’album sul piatto e ciò che inonda le cuffie Sennheiser gialle e nere che ho sulla testa cambia il corso dei miei gusti, quantomeno in materia di canzoni italiane. Di più: in tempi di ortodossia rebel-rock e new wawe, ho l’occasione di non vergognarmi continuamente della musica prodotta nel mio Paese.
Studi bui e deserti, quella notte del 1981, devo subito telefonare a quella ragazza di allora e farle ascoltre, al telefono, cosa avevo scoperto. Eravamo piccoli, avevamo “l’illusione di capire / con l’arte il vivere e il morire“.
Fu inevitabile, subito dopo, andare a cercare tutto quello che c’era disponibile; scoprire il Gelato al Limon preparato due anni prima e le grandi canzoni cantate da altri. Appena il tempo di assumere tanta buona sostanza musicale, che Paolo Conte ci raggiunge e ci doppia con Appunti di Viaggio, un altro bouquet strepitoso.
Nel tempo, quel signore di Asti ha sempre viaggiato con me. Una bellissima raccolta dal vivo ha fatto da colonna sonora a diversi viaggi assieme a Lia, in particolare ad uno su e giu per l’Europa. Conte era fra i nastri di emergenza durante i mesi di lavoro a Londra ed era imprescindibile quando pasticciavo goffamente i miei testi per i Mistoterital. Ed è tuttora uno dei fili sotterranei che mi lega ad alcune delle persone più importanti della mia vita.
L’ho visto dal vivo poche volte e una di quelle l’ho anche incontrato. Suonava a Riccione, davanti al mare (venerato), su una rotonda. Una sera di aprile o maggio, doveva essere il 1982. All’aperto pensate, e gratis. Andammo per tempo e questo ci regalò un sound-check tutto per noi, dieci dodici presenti. Conte si lamentava per l’umidità nel pianoforte, il magico combo jazz che lo seguiva sembrava liquefarsi sotto i fari gialli del lungomare, il cubo della cocacola ruotava sopra le nostre teste. Gentile, timido ma con l’occhietto ironico, l’uomo della Topolino Amaranto ci scrisse anche una dedica, che sta ancora qui su un muro, nel mio studio.
Buon compleanno, avvocato. E sentiti ringraziamenti.


Boogie




Paolo Conte: Boogie/1
Paolo Conte: Boogie/2
Paolo Conte: Boogie/3
Paolo Conte: Boogie/4

3 Responses to Un Boogie per Lei, avvocato.

  1. R:ob Grassilli scrive:

    @grazie Comida, come stai? Novità dell’anno nuovo? @Glorietta: non ne dubitavo che avessimo in comune anche il Conte! :) )

  2. Glorietta scrive:

    Paolo Conte è arrivato un po’ dopo nella mia vita, ai tempi di Aguaplano, ma anch’io gli sono grata per tutte queste bellissime canzoni che hanno punteggiato certi momenti importanti della mia vita.

  3. comidademama scrive:

    meraviglioso, avevo visto le tavole su flickr e non avevo ancora avuto modo di comlimentarmi.
    E in carta patinata fate una meravgliosa figura(intendo per l’intervista che avete fatto, tra lpaltro era impaginata molto bene)

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