|
|
|
|

30.10.07

1985

alice_lanaacqua_800.jpg

DOCTOR PENCIL & MR. CHINA, vecchie finzioni - nuovi illustratori"Il 1985 lo ricordo come un bel momento, un anno al centro di un'epoca discretamente spumeggiante. Qualcuno trova rassicurante fissare boe temporali, pietre incise da noi stessi in certi punti del percorso: fino a quel momento mi sentivo così, quell'incontro mi ha portato da questa parte, più avanti ho sostato, quel dosso mi ha fatto capire che un ciclo si era concluso. Nell'85 avevo 23/24 anni, ero fidanzato, avevo pubblicato i primi lavori portati di persona nella psicologicamente-lontanissima Milano. Con l'intero Paese si guardava "Quelli della Notte", mentre ancora in (relativamente) pochi potevamo riunirci con gli U2 sotto un tendone. Dal cilindro sdrucito del Kremlino era sbucato MIchail Gorbachev. Poteva essere davvero diverso da quelli che l'avevano preceduto?
alice_glinsetti_800.jpgPrima del trash di regime, prima del telefonino, prima di questa Benedetta Rete, avevo i capelli tagliati come s'usava, una band che sembrava diventare sempre più "vera" e salivo su certi palcoscenici underground molto gratificanti.
Gli illustratori, i fumettisti che incontravo sembravano in procinto di cambiare la pelle al mondo, che a sua volta non sopportava più le croste di piombo e uranio di cui era smerdato. Loro, in combutta con musicisti affilati, architetti fumiganti e registi tedeschi estremamente nutrienti, correvano avanti a me di svariati passi. Correvano, correvamo, era appena iniziato il riciclaggio permanente, la citazione come genere (o come rifugio); solamente in luglio in molti ci si fermò a fare un grande respiro: era il Live AId, la terza età del rock e non sembrava ingenuo crederci.

A volte però, quelli bravi e io, ci si ritrovava per pura fortuna nella stessa casella, come accadde in occasione della mostra "Doctor Pencil & Mister China", capace, anche ora mentre scrivo di restituirmi un sapore della Bologna che meritava ancora, vagamente, il suo alone mitico.
Un pomeriggio straordinario alla GAM di Bologna e c'erano tutti, così tanto "tutti" che mi spiace non aver fissato meglio il ricordo. Fumettisti di due generazioni, scrittori ancora in bozzolo, belle teste, facce passabili. Antonio Faeti che, guardando la mia Alice, diceva parole emozionanti, con dietro le Giannine che mi strizzavano l'occhio. Molti amici attorno, molto movimento di spalle imbottite.

Dato che è l'equilibrio ad essere accidentale, non il contrario, circa un anno dopo era già tutto diverso. Le testate del nuovo fumetto italiano iniziavano a chiudere una dopo l'altra, in particolare l'eroico Alter Alter, con un'editoriale in cui Fulvia Serra sosteneva che gli taliani non s'erano innamorati dei fumetti Valvolinici perché a quei disegni mancava la musica (?!). Tutti a casa in buon ordine a comprarsi Tex, in eterno.
Igort, nell'atrio del QBo, mi diceva: "Grassilli, l'avanguardia ha perso!" Per certo, avevo perso la fidanzata e gli U2 iniziavano ad apparirmi meno fulgidi. Solo i Mistoterital davano ancora il meglio della loro ridondanza anche se, mentre osservavo Leo Bassi distruggere un'automobile in mezzo alla hall, una fredda certezza si faceva strada in me: stavamo raggiungendo l'apice e mai più avrei riso così tanto nella mia vita.

Posted by robgrassilli at 12:16 | Commenti (0) | TrackBack

28.10.07

Chiamami Città 573

Chiamami Città 573
Vignetta per il periodico riminese, digitale (photoshop, tavola wacom).



Posted by robgrassilli at 01:23 | Commenti (0) | TrackBack

26.10.07

La dodicesima domanda

Calendario Secsi '07 (bozza) Mi ero ripromesso di non farne più cenno, lasciare che la mota instabile della Rete ingoiasse anche lui, fra le mille digestioni silenziose che compie ogni istante, ma la dodicesima domanda ha fatto scattare il congegno.
"Almeno una dozzina di esseri umani me ne deve chiedere conto" - aveva sibilato la mia parte più ossessiva - "altrimenti il Calendario di Net To Be non lo voglio più nemmeno nominare". Ma nel corso di questi mesi la sporca dozzina pian piano si è formata e io prendo da sempre sul serio le mie nevrosi (a Clarence, Giuseppe Genna e io ce le porgevamo a vicenda, infatuati in particolare dell'ossessione per i nani monociliati e Fred Astaire).
Quindi rispondo a quegli amici che chiedono perché le uscite del "Calendario Secsi" sono state appena due, a fronte di un misurato ma effettivo strombazzamento che mi ero peritato di orchestrare alla fine del 2006.
L'assassina fu la Rete, amici, oppure la concezione che di Ella io continuo ad avere. La Rete motivava quella piccola ma (per me) molto impegnativa produzione, o meglio: quanto la Rete sia in grado di muovere commenti, di stratificare la creatività, di rimbalzare i materiali fino a scassarne la prospettiva, a "ingoiarsi" i presupposti dell'autore risputando altro, spesso arricchito di significati.
Le mie modeste proposte di gennaio e febbraio 2007 non misero in moto nulla, non provocarono particolari reazioni, nemmeno nella, diciamo così, cerchia intima. Nemmeno fra le persone "convocate" alla "conferenza stampa" (;-)). E non mi annoia precisare di nuovo, come facevo ai tempi della "Net To Be" quotidiana o quasi, che non è questione di gratificazione personale o della coda di paglia dell'autore incompreso, ma del senso stesso dello stare qui sul Web. Per noi che abbiamo "inziato all'inizio", internet come coda di pavone, come vetrina muta ha ben poco significato. Io stesso, quando la gestico come un utilissimo catalogo, un magazzino aperto a tutti, so bene di utilizzarla al minimo del suo potenziale. Mi spiace, ma non è quello che la Rete può fare, non è quello che motiva il mio lavoro qui sopra, non retribuito e molto divertito.
Spiegatomi con i dodici piccoli ignavi (:-)), mi scuso con tutti gli altri e aggiungo, ce ne fosse bisogno che, urka se lo so, quel Calendario Secsi non era poi nulla di che. Se fossi uno di quelli che pensa di sfornare capolavori incompresi non starei qui a intigniarla. Invece sono notoriamente un appagato, bonario piccolo autore che ogni tanto costruisce grimaldelli a colori e ancora più di rado vi annoia con precisazioni come questa.


Posted by robgrassilli at 00:49 | Commenti (0) | TrackBack

17.10.07

Chiamami Città 572

Chiamami Città 572
Vignetta per il periodico riminese, digitale (photoshop, tavola wacom).



Posted by robgrassilli at 18:18 | Commenti (2) | TrackBack

15.10.07

una serata boreale

gruppoperdisa.jpg BOLOGNA, venerdì 19 ottobre 2007, ore 21.00

Biblioteca Borgo Panigale, Via Marco Emilio Lepido 25

In collaborazione con Avventure nel Mondo

LUCA BOTTURA : TUTTI AL MARE VENT'ANNI DOPO

(edizioni Alberto Perdisa, Prefazione di Michele Serra, Collana Walkie Talkie, diretta da Luigi Bernardi)

incontro con l'autore e l'illustratore del libro (Luca and io).



Posted by robgrassilli at 15:32 | Commenti (0) | TrackBack

14.10.07

all'8eMezzo

ottemmezzo_600.jpg




Posted by robgrassilli at 02:50 | Commenti (0) | TrackBack

05.10.07

Artù: Kamasutra per anziani

altra piccola collaborazione con "Artù" (Rai Due). Quattro tavole che illustrano come il sesso scatenato sia praticabile anche in età avanzata, basta prendere una particolare precauzione: portarsi la badante. Disegno digitale su tavoletta Wacom. kamasutra per anziani
Andati in onda giovedì sera 4/10/03, nella gag in cui Gene Gnocchi consultava il parer di una sessuologa che proprio non ce la faceva a trattenere le risate.
Clicca sui disegni per imparare le gioie del sesso maturo o vedi il frammento di trasmissione pigiando la sigla di Artù a sinistra.



Posted by robgrassilli at 13:10 | Commenti (2) | TrackBack

03.10.07

disegno per "L'Arengo" di Rimini

liberiamo l'aria di Rimini

Illustrazione realizzata con Ecoline, Caran d'Ache, tempere. Per il mensile del Comune di Rimini, ottobre 2007. E' come mi sogno io Rimini: verde fino al mare, alberghi dalle forme strane, piste ciclabili ovunque, automoblili ridotte a fioriere o acquiloni. Sigh.

Posted by robgrassilli at 16:11 | Commenti (0) | TrackBack