E se il sette si inaugura la Casa di Eutyches (vedi questo post), l’otto si va tutti a teatro (Novelli) a raccogliere la grana per la Caritas.
Inutile fare quelli che “questo natale si deve risparmiare“: in giro c’è la solita ingordigia, la solita ansia, la solita purcarìa.
Allora tanto vale far sgrondare qualche oncia del nostro grasso dentro le casse di chi lavora sul campo a favore di chi ha davvero fame, sete e freddo. Servirà solo a mettere una piccola pezza, ma dopo digeriremo meglio i nostri monumentali cenoni, quindi, romagnoli di costa che leggete, vnite, tanto lo facciamo per noi stessi. Io contribuirò con una specie di “vignetta di Manetta” in diretta, proiettata dietro ad assessori che cantano e glorie locali che danno il meglio di se’.
(n.b.: sono nel cartellone perchè l’anno scorso alla fine dello spettacolo si erano scordati di ringraziarmi. Quest’anno si sono messi avanti e sul sicuro ![]()
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a uno che ha quattro figli in un paese dove ognuno vuol viver per sè (“perchè io valgo”) si perdona quasi tutto,anche di essere al soldo di questa pessima amministrazione comunale -complimenti e congratulazioni
ciao
@benito: in un piccolo annuncio per una serata di beneficenza non trovo troppo grave generalizzare ancche perchè, se ci pensi, trattandosi di una scusa per convogliare qualche soldo alla Caritas, è rivolto a chi i soldi può tirarli fuori. Personalmente sono andato ad offrire mano d’opera perchè qui, al contrario di quanto risulta dalle tue informazioni, con tre figlie e un quarto in arrivo nonn è che si largheggi
Buone Feste a te, va mo là!
intendevo che hai generalizzato impropriamente una situzione di “benessere” che è invece tua – quelli che”questo natale si deve risparmiare” (in un quadro poi di consumismo esasperato) sono proprio tanti – è che chi, come te, “se la passa bene”, finisce x non rendersene + conto
@benito: io parlo sempre per me, soprattutto nel mio blog. Tu invece?
“inutile fare quelli che questo natale si deve risparmiare: in giro c’è la solita ingordigia, la solita ansia, la solita purcarìa”
ma non dire sciocchezze: c’è una miseria da paura – o almeno, come si sice, parla per te…