Appello ai lettori. Noi lettori.


“È un natale triste e difficile, per noi non troppo, ma per le librerie d’Italia come mai, perciò sai, noi librai siamo molto sensibili. Comunque se servono idee da qui al 24 non avete che da chiedere alle libraie, tra l’altro contro ogni logica di profitto per i più belli vi indirizzeremo in biblioteca: sono tristemente fuori catalogo!
(…)
Vorrei che tutti i lettori andassero semplicemente SEMPRE a comprare i libri dove ci sono librai veri e bravi. Stiamo rischiando di vedere disoccupati alcuni dei librai più bravi d’Italia ed è veramente triste.”

Alle parole accorate di una Libraia stimatissima in casa mia, aggiungo che secondo me questa è una di quelle cose su cui non dobbiamo abbassare la guardia. Abbiamo atteso decenni, noi generazione attualmente sula mezza età, per vedere nascere, crescere, affermarsi librerie per ragazzi accoglienti e competenti. Ora che possiamo godere della loro presenza, rischiamo di vedercele spazzate via da questa crisi carogna. Il libro regalato a un bambino resta sempre una degli investimenti più economici e di maggior soddisfazione che si possa fare a Natale. Non dimentichiamocelo, sosteniamo le NOSTRE librerie.

Tags: , ,

10 Responses to Appello ai lettori. Noi lettori.

  1. Giulia B. scrive:

    [mi ripeto]
    Non basta regalare libri, quello si può fare sempre. Le librerie devono diventare luogo d’incontro, un posto prezioso dove parlare di libri e di lettura. A Firenze c’è la Libreria Cuccumeo, specializzata in narrativa per ragazzi, che organizza incontri e corsi a ciclo continuo: solo in questo modo si coltiva una nuova generazione di lettori.
    [aggiungo]
    Io ho scritto non uno ma due libri per ragazzi (non bambini, ragazzi) e non ho nessun problema a mettermi a disposizione delle librerie entro un raggio di chilometri ragionevole per venire a parlare di libri con i ragazzi. Ora vivo a Roma, da gennaio vivrò a Milano (no, Rob, non te l’avevo detto, poi ti spiego :D) e io alla lettura ci credo. Perché a me ha salvato la vita, quando ero giovanissima e in balia di tutto. Me la salva anche adesso che giovanissima non lo sono più.

  2. Alice scrive:

    Intanto, nello specifico di Amazon anche perché è discutibile quel che fanno a livello fiscale. Ovvero non fanno nulla di illegale, “solo” fanno una porcheria che fanno le multinazionali in tanti altri campi, pagano le tasse in paradisi fiscali, non restituendo quindi tasse per servizi nei paesi che li fanno guadagnare e rendendo anche per questo inaffrontabili le condizioni di concorrenza per i librai indipendenti: http://www.thebookseller.com/news/indies-tell-customers-we-pay-our-taxes.html
    Parlando più in generale di canali d’acquisto, però, è complicato. Se non si ritiene un valore il giudizio indipendente di un libraio esperto (come fai a fidarti delle informazioni dell’editore sul suo sesso libro? é per forza bellissimo), se non si ritiene valore per la città la libreria come luogo fisico in cui poter andare e stare, se non si ritengono valore la capacità del bravo libraio di creare eventi e occasioni culturali sul proprio territorio e -come quasi sempre accade per le librerie per ragazzi- mettere un forte impegno al servizio della promozione alla lettura collaborando con le scuole, be’, allora ammetto che ho pochi argomenti da cui iniziare anche io.

    • Enrico Marsili scrive:

      Cara Alice,
      le biblioteche sono un bel luogo fisico, le frequento spesso. Le librerie molto meno. Al consiglio di un libraio esperto preferisco quello di un`insegnante, un educatore, un bibliotecario, un lettore forte. I blog culturali non sono tutti gestiti dalle case editrici, ci sono anche persone che mettono in rete esperienze e conoscenze. Un libraio potrebbe fare lo stesso, no? Riguardo agli eventi culturali, vado a quelli organizzati dalle biblioteche per ragazzi, dai musei dell`infanzia, etc. Taccio sulla “collaborazione” dei librai con le scuole, per decenza.
      Riguardo ad Amazon, il probema non sono loro, ma la mancanza di leggi adeguate. Amazon cerca il profitto, finche`opera legalmente, cosa si puo` dire?
      Ho figli piccoli che non sono ancora entrati in una libreria, ma vanno ogni settimana in biblioteca, dove incontrano i loro coetanei, ascoltano storie, giocano. Cose che non si possono fare in una libreria, che i libri li vende. Certo, le biblioteche costano, e costa anche la tessera per il prestito. Ma le librerie non fanno mica beneficenza…

      Saluti

  3. Karin scrive:

    Caro Enrico,
    chi ti risponde, o almeno ci prova, è una libraia che ha apprezzato tanto l’artico qui sopra. Anche se non direttamente rivolto a noi che siamo un po’ fuori zona è bello sapere che c’è chi apprezza il nostro lavoro e la passione che ci mettiamo, tutti i giorni, anche quando è dura.
    La risposta alla tua domanda? Certo, puoi visitare tutti i blog culturali e delle case editrici per avere informazioni e recensioni e andare su Amazon spendendo meno, ma ti assicuro (ed in questo credo fermamente) che entrare in una libreria per bambini e ragazzi e “toccare con mano” i libri, sfogliare un albo illustrato e poter immaginare, sentendo il profumo della carta tra le mani, l’espressione di chi riceverà il tuo regalo…è una cosa che nessuno schermo di pc potrà mai darti!
    Ah, scusa, mi permetto anche di aggiungere che se il libro che vuoi regalare è per ragazzino un po’ più grandicello…forse il consiglio di un libraio che lo ha letto è meglio della quarta di copertina (a volte fuorviante…).
    Spero di averti convinto almeno a fare un giro.
    Buon Natale
    Karin

    • Enrico Marsili scrive:

      Cara Karin,
      tu dici:
      “entrare in una libreria per bambini e ragazzi e “toccare con mano” i libri, sfogliare un albo illustrato e poter immaginare, sentendo il profumo della carta tra le mani, l’espressione di chi riceverà il tuo regalo…è una cosa che nessuno schermo di pc potrà mai darti!”

      Prova a dire biblioteca invece d libreria, e il tuo discorso fila benissimo:
      1) Vado in biblioteca;
      2)Parlo con bibliotecari esperti, educatori, etc.;
      3)Mi informo per conto mio, e alla fine scelgo un libro per i pargoli;
      4)Munito di carta di credito vado su amazon, fish pond, o sul sito della casa editrice;
      5)Ricevo il tutto a casa e impacchetto il regalo.

      Evito cosi` i malefici commessi delle grandi librerie, ignoranti come magazzinieri, la ressa, il libro che non c`e’, forse arriva fra due settimane, il bancale con l’ultima fatica di Fabio Volo. E i soldi che risparmio li uso subito per acquistare un libro in piu` :).

      Saluti

  4. Enrico Marsili scrive:

    Ma se Amazon vende le stesse cose a prezzi piu` bassi, perche` dovrei andare in libreria? Basta farsi un giro tra i blog culturali e delle case editrici per avere ottime informazioni e recensioni, no?

    • robgrassilli scrive:

      Enrico non so se hai una libreria di riferimento, forse sei deluso dai modi dei commessi delle grandi libreria di catena, ma quel che posso dirti io è che nulla, sulla rete che pure io amo, stimo e uso tanto, può sostituire il rapporto empatico di un lettore con una libraia di cui si fida.

      • Enrico Marsili scrive:

        Tema molto interessante.

        Roberto, ti scrivo da un posto dove si consulta internet, in tempo reale, anche per sapere quale pietanza viene meglio al cuoco di un certo ristorante. Ci vorra`tempo perr abituarci, ma internet, tra le tante cose che ha fatto con i suoi utenti, ha rimosso la figura del mediatore, commerciale ma anche culturale.
        Non ho nulla contro i librai, ma penso che dovrebbero usare le loro competenze per aprire un blog, e collegarsi a grandi distributori per la vendita. Sempre mediatori, ma piu`inter pares che superiori. Diverso il discorso dei libri per bambini, visto che servono conoscenze molto specifiche.

        D`altronde anche tu produci contenuti (aspetto il catalogo :)) e li vendi senza mediatore.
        Se sapessi come ci scrutinano gli studenti qui, prima di sceglierci come supervisori. Una di loro ha praticamente scavato nel mio passato in rete fino a 10 anni fa, per capire se sono un bravo advisor!

        • robgrassilli scrive:

          il mio è un percorso lungo: parte dal 1994, gli annali mi considerano un pioniere del web italico, quindi posso dirti che la mia posizione è frutto d un lungo lavoro in rete, in particolare negli anni eroici in cui eravamo pochi a crederci e il mio mestiere era Clarence.com. Io ci credo tutt’ora tanto, considero internet insostituibile e, tutto sommato, ancora agli albori. Ma sono un operatore umanistico: nulla di quello che sono e che ho fatto esisterebbe se non avessi avuto lunghi periodi di interazione umana con gruppi o singoli esseri che sono ancora oggi, magari a distanza di anni, al centro dei miei pensieri più ispiranti. Un buon mix di questi due ambiti, secondo me, è il meglio che si può chiedere.

  5. valijolie scrive:

    Non solo ad un bambino: un libro regalato o autoregalato a tutti quegli adulti che non smettono di sentirsi bambini è un dono piccolo ma di valore (ha in sé le parole della libraria, l’accoglienza degli scaffali su cui appollaiarsi per ore e la magia dei racconti letti ad alta voce) e a tutti quelli che si sono dimenticati di esserlo è un dono grande come i sogni che hanno dimenticato di poter fare.

    Da quando l’ho vista spuntare nella mia città a due passi da casa, Viale dei Ciliegi è diventata il mio rifugio ed ogni occasione è buona per rinnovare la mia gratitudine, scegliendo un dono, per me o per altri. :)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>