Archive for the ‘LA CASINA VERDE’ Category

Biglie su CURIooS

11/10/2016

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Discover «Marbles», Limited Edition Canvas Print by Roberto Grassilli via @Curioos

Pasquamon

15/07/2016

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Come ci conferma la recentissima travolgente passione, i Pokemon non se ne andranno mai. Questo disegno testimonia un loro ritorno a casa nostra nel 2011, sottoforma di “Pasquamon“. Si trattava degli indizi che avevo seminato in giro, utili alle bambine per trovare le uova di cioccolato, al termine della caccia che preparo ogni anno. Oggi vi passo questa lievissima sciochezzuola, non so far altro.

Adesso calmati

11/04/2016

Adesso calma e raffreddati

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Caccia alle uova 2016

31/03/2016

23/08/2015

Varrebbe la pena di compiere gli anni solo per i manufatti di buon augurio che mi regalano ogni volta le mie ragazze/il mio ragazzino.
Da destra: Gioconda, Iris, Orlando.
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Cinquantaquattro

23/08/2015

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foto di Orlando Grassilli

 

24/07/2015

La parola in bolognese di mia mamma che vi propongo oggi é “instizé“.
La frase in bolognese di mia nonna invece é “s’al ciachèr s’infilzesser me areé na gulèna longa axé“.

Mercatino

22/07/2015

Ancora mercatino per i giochi usati stasera per noi in piazza Cavour a ‪#‎Rimini‬

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01/06/2015

Festa di fine anno scolastico alla scuola primaria di Orlando.
Questa volta ho disegnato l’elefante simbolo della casata dei Malatesta.11100566_10153046086533227_758628742_n

Ma quando si può, volentieri!

18/05/2015

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Mio piccolo contributo alla festa di fine anno delle scuole elementari di Orlando. Mi sono limitato ad addomesticare l’elefante di quel modesto di Sigismondo Malatesta.

Baci Dorati

28/03/2015

10984161_10152875517453227_4272442676617704515_nNel mattino un pacchettino. No ma davvero? Laura non scherzavi! Adesso faccio colazione con meravigliosi dolcetti di Tortona, la sintesi perfetta, dicono qui in casa, fra un biscotto e un cioccolatino. E insomma grazie, un po’ imbarazzato per questo premio immeritato.

I Vercesi fratelli pasticceri realizzano questi Baci Dorati, si deduce dalla scatolina ardecò, da quanto eravamo imperatori della Libia e anche prima. E c’é anche, dentro alla confezione regalo “indicatissima per regalo, in campagna, ai bagni, in viaggio“, una poesiola che celebra queste delizie.

Beh Laura grazie, questo é un sabato!

28/03/2015

Oggi che splendido dì /
la primavera é già qui/
In ciel, vorrei volar!

E dopo i baci dorati, andare a consegnare alcune stampe di miei disegni, ordinati da simpatica famigliola riminese.

11110207_10152875513148227_861574613840857996_nQuesto é un sabato.

15/03/2015

Iris alla Feltrinelli

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14/03/2015

sabato-sera eccentrici: ho appena riparato una presa elettrica. Arreda, diverte, é utile e costa molto meno di un antidepressivo!

Leaders

14/03/2015

(a freddo, in bicicletta, oggi): – Ma quindi papà, Paul era il loro capo? –
– …Paul? Chi Orlando, Paul McCartney? –
– Sì papi, era il capo dei Beatles? –
– Mmm… No Orlando, loro erano un po’ tutte e quattro dei capi…-
– Erano dei leader! –
– Beh non si usava molto questa parola nei loro anni, comunque in un certo senso…-
– Tutti e quattro? –
– …. –
– …. –
– …. Ok, va bene. Ringo un po’ meno. –

10/03/2015

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Rimini, l’androne dello Studietto #myrimini

Barbaddio

06/03/2015

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Questa Barbafamiglia in pongo é una produzione della mia Gioconda nel marzo 2007. Aveva sei anni (Iris da poco quattro, Emma quasi nove. Orlando non era ancora nemmeno schedulato).
Ho l’ardire di pensare che al signor Taylor questo saluto possa piacere.

 

la vicina Scilla

06/03/2015

11018657_10152824512028227_229278947448273340_oCi hanno portato un librino autoprodotto, una raccolta di ricordi e foto del crocicchio di strade in cui viviamo. Le genti di questa costa forse non hanno troppa inclinazione per il romanticismo, ma per la nostalgia si, direi che gli uomini poi, ne sono proprio affetti. Scrivono e mitizzano “quella volta“, tanto da tenere in piedi generosamente certa editoria locale.

Magari invece ascolta le signore in età, le intrepide nonne che hanno portato tutto sulle spalle: casa, pensioncina, figli, nipoti e MARITO: avrai delle opinioni differenti, condite con qualche epiteto non sempre morbido. Nostalgia di cosa? Di prima della lavatrice e della lavastoviglie? Mo lasa andé.

Insomma, grazie a questo memoriale scopro un brulicante angolo di Rimini di cui si parla poco, un rione (che fu detto “dei Perugini“) fra l’Arco d’Augusto e l’Anfiteatro, molto cambiato dopo la guerra e, SOPRATTUTTO, che sono un virtuale vicino di casa della signora che vedete in foto. Gianfranca Gabellini, detta Scilla Gabel, una sfolgorante bellezza dei mitici ’50 e ’60, poi volto noto della Rai in quegli sceneggiati seguiti devotamente da tutto il Paese. Miss Gabel é ora una nonnina milanese, ma io resto deliziato da queste sorprese che, anche a distanza di anni, questa città diversa da tutte le altre continua a farmi.
#‎myRimini #‎raccontaRimini

Nonna Maria Unica Giuria

13/02/2015

Ritrovo un post del 2004, che per alcune volte ripubblicai in occasione di sanremo. Dato che mia nonna é da un po’ che taceva, lo riedito qui, così vi faccio conoscere un’altra presenza femminile che, prima e oltre la casalinga inglese, costituisce uno degli ingredienti con cui sono fatto.

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Dentro di me c’è sempre la mia nonna materna, la mamma in seconda nella cui casa vivevamo, la rotonda signora anziana che liquidava con burbere sentenze in dialetto bolognese tutto quello che vedeva in tv.
La nonna Maria preme con più urgenza quando assisto a spettacoli un po’ più degradanti della media. Sarà che vuole ancora comunicare, dalla sua nuvola, con il suo nipotino preferito, sarà che certe cose trovano una perfetta definizione solo in vernacolo, ho pensato di affidare alla mamma di mia mamma questa rubrica, anche se lei non è più su questo pianeta da tanti anni ormai.
Mi improvviso medium da due soldi e lascio a mia nonna il compito di trovare la definzione calzante per ognuno dei cantanti del 54esimo festival di Sanremo.
André Il nostro amore: «Va là pòver pipiulòt» (Va là povero pulcinotto)
Bungaro Guardastelle: «Insònni d’un ismè» (rintronato d’un rincoglionito)
DB Boulevard Basterà: «Ach purcariì» (che porcheria)
Dj Francesco Era bellissimo: «An s’pol vedèr un zavai axè» (non si può vedere un “coso” del genere)
Daniele Groff Sei un miracolo: «Me degh c’lè un miraquel che ti lè» (io dico che è un miracolo che sei lì a cantare)
Linda Aria sole terra e mare: «Moddio, l’è la giostra di cavalèin» (mio Dio, è una “giostra di cavallini” ovvero: e’ spaventosamente grassa)
Danny Lo Sito e Las Ketchup Single: «Mo cus’ela c’la gatèra» (ma cos’è quella “gattèria”: rumore di gatti che litigano)
Mario Venuti Crudele: «Stu que l’um pèr un supiòn» (Questo qua mi sembra uno che se la tira)
Marco Masini L’uomo volante: «stu què l’è pèis comm l’eib di bùu» (questo qui è pesante come l’abbeveratoio dei buoi, cioè pesantissimo)
Paolo Meneguzzi Guardami negli occhi (prego): «…sinfuniì» (che lagna)
Andrea Mingardi E’ la musica: «Mo va là vecc maat» (ma va’ via vecchio matto)
Massimo Modugno & Gipsy King Quando l’aria mi sfiora: «Zzzzzzz» (pisolo di metà serata)
Morris Albert – Mietta Cuore: «Eni anc què?» (svegliandosi dal pisolo: sono ancora qui?)
Neffa Le ore piccole: «L’um pèr l’ucon dl’a prèesa» (mi sembra “l’ocone della pressa”, come dire “nasone”)
Pacifico Solo un sogno: «c’al bafiòt l’unm sa ne’ ed me ne’ ed te» (quel baffetto non sa ne’ di me ne di te”)
Adriano Pappalardo Nessun consiglio: «A la moota!» (ma buttati nel letame)
Omar Pedrini Lavoro inutile: «Mo da bòn c’al brot quel l’è al muròus d’la Casalegno?» (ma davvero quel brutto coso è il fidanzato della Casalegno?)
Stefano Picchi Generale: «Mo chi el ste sulfanèr» (ma chi è questo venditore di zolfanelli)
Piotta Ladro di te: «Tàuset, cavròn» (tosati caprone)
Mario Rosini Sei la mia vita: «Mo un piò fàat umarcett» (mah, uno strano omarino)
Simone E’ stato tanto tempo fa: «Ma va a Jesi» (Ma vai a Jesi, che da noi era come dire vai in un luogo lontano da qui, molto lontano)
Veruska Un angelo legato a un palo: nessun commento, a questo punto la nonna aveva ormai abbandonato la sua poltrona in vimini, indignata.

Sei alberghieri

12/02/2015

Di solito faccio la spesa al Conad del mercato coperto verso le 8,30, dopo aver lasciato Orlando a scuola. È un orario di dunéli indaffarate ma soprattutto di umarells, categoria a cui mi onoro di appartenere, ma decisamente più vecchi di me. L’umarell vecchiaccio che fa la spesa é espressione della sua dunéla, che lo spedisce non perché ella non sarebbe in grado, ma solo per ottenere qualche minuto senza avere fra le palle il principale frantumatore delle medesime e della sua vita in generale. L’umarell ha naturalmente un’aria offesa e impaziente, costretto com’é a sprecare il suo tempo in queste mansioni puerili. Per qualche ragione a volte gli umarells vecchiacci si addensano al banco del pane tutti nello stesso momento e si guardano risentiti, trovando irricevibile l’obbligo di fare 180 secondi di coda. Giunto il proprio turno, l’U.V. chiede, anzi, emana la propria richiesta “SEI ALBERGHIERI DI FELÌNI!” con quel tono sussurrato tipico di queste parti, un po’ come se avesse appena proclamato la sollevazione popolare contro gli sgherri dello Stato Pontificio.

Gnomi

06/01/2015

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Disegno per la fine della scuola materna di Gioconda Grassilli –  2006.

06/01/2015

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Anche quest’anno qui ci sono quattro calze appese

il giorno dell’albero

08/12/2014

 

Albero bell’albero insieme a te vogliam danzar

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Guida per genitori analogici

11/09/2014

Oltre al mio girovagare disegnardo che vi ho preannunciato che poi va a capire se fra chiacchiere, drink, abraci di ammore italianno riuscirò a mettere matita su foglio, avrò una presenza meno ridanciana nel panel che vedete qui, con illustri colleghi-papà. Venite?

I papà digitali raccontano la loro esperienza e come hanno avvicinato i figli alla tecnologia. Con: Andrea Beggi, Maurizio Pesce (Wired), Roberto Grassilli (Illustratore, grafico, cartoonist Studie…
FESTADELLARETE.IT

 

Ne é passata di acqua

31/07/2014

Sono Riminese d’adozione e in 11 anni di permanenza qui avevo imparato il gioco dell’almanacco: i grossi problemi strutturali stavano sui quotidiani locali da ottobre a maggio, poi spariva tutto in nome della “stagione” (balneare).
L’aggiornamento del sistema fogne era sicuramente una faccenda da priorità assoluta ma fino a qualche anno fa la sensibilità di tutti rispetto alla qualità dell’acqua era diversa. Tutti: gli amministratori, ma anche le categorie che vivono di balneare, financo i turisti che preferivano probabilmente non perdere nemmeno un bagno, visto che si trattava, probabilmente, di un rischio igienico limitato (mah?).

2014: é cambiata la sensibilità, é cambiato la percezione delle minacce “esterne” da parte della popolazione, é cambiato il clima (più piogge = più aperture degli sfioratoi). Ma soprattutto, secondo me, é cambiato il modo di essere civici; non siamo ancora a una condivisione ragionevole e operosa dei problemi, siamo ancora un po’ selvaggi, quindi urla, denunce, litigi, comitatissimi, con quell’effetto sgradevole di chi si sveglia la mattina e si accorge di qualcosa che é lì da settant’anni.

Quest’ultima amministrazione ha messo mano seriamente al problema “merda in mare” ma come si può immaginare non é roba da pochi mesi di lavoro.
L’obiettivo di dimezzare entro il 2016 gli scarichi sarà seguito da quello di eliminarli completamente entro il 2020.
Nessuna assoluzione per chi, dal dopoguerra ad oggi, ha girato la testa dall’altra parte, però vorrei vedere chi potrebbe permettersi di lanciare la prima pietra.

l’Unità

28/07/2014

Quando chiuse Cuore girò la voce, fra le varie, che l’Unità ci avesse messo del suo per accelerare la dipartita del giornalino dispettoso. Nel discutibile periodo con direzione Sabelli Fioretti, avevamo discretamente rotto i coriandoli a Veltroni, a sua volta gran capo della testata di Gramsci, per tutta quella faccenda di allegati, film in vhs e altri corbezzoli. Non ci ho mai creduto un granché a questo ennesimo complotto, anche se ho avuto prova diretta che negli apparti di sinistra le coltellate fraterne frullano come gli omini del calciobalilla. Piuttosto ricordo la concreta sgradevolezza di altri episodi, promesse di nuove avventure editoriali, anticamere umilianti et similia. E le innumerevoli scelte fatte dall’Unità in seguito, a Cuore morto, su cui in tanti, tantissimi abbiamo avuto da ridire.
Insomma questa zirudéla solo per affermare che non ho interessi diretti e nemmeno chissà quali simpatie mentre affermo che l’Unità DEVE rimanere in edicola. E’ un puro e semplice fatto di civiltà e Storia (la maiuscola é voluta) del nostro Paese, e non solo perché senza l’Unità non ci sarebbe stato Cuore e a rigor di logica nemmeno la mia famiglia.
Rigor di logica: esce tutti i giorni la Voce di Romagna, qui a Rimini, quella dei preti lefevriani che hanno benedetto il teatro Novelli per esorcizzarlo dal monologo comico di Azael (Blogfest 2013), quella del fantasma di Mussolini, e chiude l’Unità?