Terza puntata
- Terza serata, dedicata all’inevitabile celebrazione dei festival del passato, in pratica la Commemorazione dei Defunti nel settore cantanti. Momento clou, l’apparizione di Nilla Pizzi, che ha mantenuto la stessa voce degli anni Cinquanta, ma a causa dei 91 anni e dei postumi di un ictus, parla come Loredana Bertè. Tuttavia l’evidente smarrimento della leggendaria cantante non era dovuto tanto all’età, quanto all’impressionante somiglianza di Antonella Clerici con la sua eterna rivale, Flo Sandon’s, scomparsa nel 2006. La Pizzi le ha chiesto l’indirizzo del suo imbalsamatore. - Momento di imbarazzo quando la regina di «Grazie dei fior» si è congedata dal pubblico rivelando il segreto della sua longevità. «Fumo crack tutti i giorni. Fa benissimo, è un ottimo antiossidante, lo usava anche Nunzio Filogamo.» - Il segreto del nuovo vigore del Festival ha un nome. Non Antonella, ma Francesca, l’ormai celebre massaggiatrice del Salario Sport Village. La chiropratica è stata chiamata a rivitalizzare col suo tocco magico lo share di un Festival sessantenne che negli ultimi anni ha fatto spesso cilecca. «Una faticaccia,» confessa Francesca, «nemmeno Bertolaso mi chiedeva di rivitalizzarlo per quattro ore filate». - Clamoroso rientro di Emanuele Filiberto, il cui ripescaggio a Sanremo rappresenta a tutt’oggi la più limpida e gloriosa impresa di casa Savoia dopo la battaglia di Zenta del 1697, in cui il generale Eugenio di Savoia sbaragliò i turchi sul fiume Tibisco grazie a una spettacolare imboscata. Gli storici osservano che Eugenio, rispetto al suo discendente, aveva il vantaggio di non essere affiancato da Pupo e da Luca Canonici, nel qual caso i turchi sarebbero dilagati in Austria, vista l’impossibilità, all’epoca, di ripescare Eugenio col televoto. - Esplode il caso Jessica Brando, la quindicenne che non ha potuto esibirsi dal vivo dopo la mezzanotte, in conformità alla legge «Cenerentola», che obbliga le belle fanciulle a tornare a casa vestite di stracci all’ultimo rintocco della mezzanotte. Stamattina Emanuele Filiberto ha bussato alla porta del suo albergo per restituirle la scarpina di cristallo ritrovata sulle gradinate dell’Ariston, ma la ragazza si è messa a urlare. - Nuovi guai per J. K. Rowling, accusata di aver copiato la saga di Harry Potter da «Le avventure del mago Willy», di Adrian Jacobs, uno scrittore dilettante australiano. In effetti il romanzo di Jacobs mostra sorprendenti analogie con la vicenda del maghetto più famoso del mondo, compreso il finale, in cui Harry si presenta al Festival di Sanremo travestito da donna, con lo pseudonimo di Arisa. Seconda puntata
Sanremo 2010, ovvero il paradosso del calabrone: è brutto, ipertrofico, sgraziato ed emette rumori fastidiosissimi, eppure vola negli ascolti. Merito degli otto autori che lavorano ai testi di Antonella Clerici: uno li scrive, gli altri sette glieli spiegano con gesti e disegni. Ospite d’onore della seconda serata, l’affascinante Rania di Giordania, che ha presentato un progetto per promuovere l’istruzione fra i bambini del Terzo Mondo non abbastanza carini da farsi adottare da Madonna. La sovrana ha in agenda anche un incontro con Mariastella Gelmini, nel quadro di un’altra iniziativa volta a promuovere l’istruzione fra i ministri dell’Istruzione. Una frase della regina di Giordania ha quasi scatenato un incidente diplomatico con Israele, rientrato quando Rania, di origine palestinese, ha chiarito che la frase «vanno stesi, infornati, econsumati il prima possibile» non si riferiva ai coloni israeliani, ma ai biscotti al cioccolato di cui la Clerici le aveva chiesto la ricetta. Dietro la trasformazione di Antonella in Na’vi cameroniano non c’era nessun effetto speciale: i tecnici si sono limitati a trasmettere un filmato che mostrava la conduttrice verso le due del pomeriggio, dopo aver spazzolato un’impepata di cozze non freschissime al ristorante «La Murena». Ma a stupire Michelle Rodriguez, la diva di Avatar, è stato l’effetto speciale grazie al quale la Clerici sembrava un divano a tre posti su cui era caduto un secchio di porporina, cioè l’ennesimo abito sberluccicante di Gai Mattiolo. Un vestito tempestato di minuscoli specchietti, da indossare rigorosamente la sera: se indossato alla luce del sole può provocare incendi devastanti. Presentato al Festival di Berlino un commovente documentario su Rock Hudson, vittima di un’epoca oscurantista in cui un gay poteva diventare una star di Hollywood solo a patto di nascondere la propria omosessualità. Cinquant’anni dopo, la può mostrare apertamente, e diventare una delle Sorelle Marinetti: questo sì che è progresso! Attivisti anti-Tav contro Marco Mengoni: il suo look farebbe propaganda occulta ai cantieri per l’alta velocità. L’ormai celebre ciuffo sghembo del cantante è chiaramente il risultato di un viaggio sul tetto del Frecciarossa Milano-Torino. «Nuova generazione», polemiche sui Broken Heart College, accusati di aver clonato un brano di Jesse McCartney: già che copiavano un McCartney, almeno potevano scegliere quello bravo. La «Amici Ltd.» ha annunciato il temporaneo ritiro dal mercato del modello «Valerio Scanu». Come è risultato evidente dalla sua prestazione a Sanremo, a causa di un problema tecnico nell’impianto sonoro, lo «Scanu» può procurare improvvisi colpi di sonno e danni all’apparato uditivo. «Siamo profondamente dispiaciuti di aver messo a disagio i nostri clienti,» ha dichiarato la presidente della «Amici», Maria De Filippi, aggiungendo che chi ha dovuto rinunciare allo «Scanu» verrà risarcito con un’«Alessandra Amoroso» usata pochissimo. A domani!
Prima puntata- Debutto incoraggiante per Antonella Clerici: sono stati undici milioni gli spettatori della prima serata di Sanremo (tre milioni e mezzo secondo la Questura). «Bisogna continuare su questa strada,» ha commentato il direttore generale della Rai Mauro Masi. Sorpresa della conduttrice: «Perché sulla strada? Si sta tanto bene in teatro». Molto apprezzati gli abiti della spigliata conduttrice, disegnati da Gai Mattiolo insieme agli ingegneri della Airbus e incrostati di swarovski. «Tutti swarovski doc,» assicurano i responsabili della sartoria, «infatti sono le caccole del naso di Irina Swarovski, lavorante russa che ha cucito i vestiti. Costano molto meno dei soliti swarovski, e a distanza è impossibile vedere la differenza». - Emozionante lo strip della minuscola Dita von Teese, che ha concluso il suo numero immergendosi in un calice da champagne, ed è stata inavvertitamente bevuta da Antonio Cassano. Ora si attende con impazienza che il calciatore la espella per vie naturali, cosa non impossibile, vista la statura della Von Teese, non più alta di un calcolo renale. A Cassano è arrivata la solidarietà di Marilyn Manson, ex della regina del burlesque: «Usare le stoviglie come sanitari è il suo vizietto. L’ho lasciata perché faceva la cacca nel mio portauovo». - Sotto accusa il balletto del Moulin Rouge: con quel colore esplicitamente politico, ha violato la par condicio. Entro sabato Sanremo dovrà ospitare anche un Moulin Blanc, un Moulin Bleu e un Moulin Noir. Gli impresari dei locali parigini si inchinano alla Commissione di Vigilanza della Rai: «Riescono toujours a faire enorme cancan avec une stronsata: rispetto a leur, nous sommes dilettantes». - Impennata di vendite per la Loriblu, l’azienda marchigiana che firma le scarpe della Clerici: sandali in pelle pregiata, tempestati di pietre dure, strass e swarovsky, peso venticinque chili ciascuno. Un misterioso cliente newyorchese ne ha ordinate diverse paia, tutte oltre il numero 43. L’impresario di un locale di drag queen? No, Joe Carugno, noto boss di Cosa Nostra: «Yeah cumpà, con quelli shoes a li piede, miei rivali finisce in fondo a Hudson in no time». - Qualche commento sui brani in gara. Torna a casa Emanuele Filiberto, vive proteste della moglie: «Nossignori, io contavo su almeno quattro serate libere, tenetevelo almeno fino a venerdì.» La «Cometa di Halley» è una bella canzone? Gli astronomi dicono di no: a Sanremo la cometa di Halley non passa a Sanremo dal 1986, mentre una bella canzone non passa da almeno trent’anni. L’Apac (Associazione per la Prevenzione degli Abusi sulle Chitarre) ha sporto denuncia contro i Sonhora per la pubblica umiliazione inflitta agli incolpevoli strumenti. Malgrado gli scandali, Morgan si è dimostrato all’altezza dei rivali più giovani: sul palco non c’era proprio, esattamente come Valerio Scanu e Marco Mengoni. A domani!
Alla mia età matura e dopo tante edizioni viste e satireggiate, posso formulare un giudizio sereno e distaccato su Sanremo. Penso quindi che questa disgustosa sarabanda di materiali sonori degradati, di canzoni putrefatte al punto da rendere necessario l'esame del dna per poter risalire a qualche radice artistica e/o della tradizione canora tricolore, ha risucchiato per decenni risorse, fatiche, lavoro, speranze dell'ambiente musicale, rovinando la testa e il cuore di tante persone. Penso che dovremmo smettere (avremmo dovuto da molti anni) di riunirci per guardare il festival, così come non ci passa nemmeno per la testa di incontrarci per osservare altri generi di attività delinquenziale. Penso, signor Presidente e ho finito, che se fossimo un paese un filo meno necrotizzato, dovremmo andare in massa all'Ariston, spaccare tutto e continuare a spaccare e spezzettare e sbriciolare fino a rendere impossibile qualunque ricostruzione del SInistro Carillon Nazionale. Altro che stare qui a fare i gialappi dei poveri.
Apparentemente mia madre: "Pronto? Robi? Ti ho svegliato?" la voce era simile e io sono, ero, per lei, un robi (quando non ero "marafòn" o "signor figlio"). Ma la voce era di una signora che aveva sbagliato numero, niente paranormal activity. Tutto sommato peccato, avrei parlato volentieri con l'Angela, anche solo qualche minuto.
lo sapevo che avrebbero chiesto a Prodi di andare a fare il sindaco di Bologna. "Esci di casa, giri a destra, traversi santostefano, vai su per gli Orefici, prendi il caffè alla Torinese, passi sotto al voltone, saluti il Nettuno e ti infili su per le scale. Dai che è comodo, mica l'africa"
Presa Diretta, con l'inchiesta “Case da pazzi”: ne ho visto solo un po' e adesso intendo cementarmi fino alla vita nella Casina Verde.
In ogni caso, dovrebbe essere illegale far seguire ogni volta un confronto con Parigi. Nemmeno nella Ville Lumiére andrà tutto alla perfezione, ma penso a come reagirebbe la Grande Immobiliarista (il Vaticano) a una proposta di legge che consentisse la prelazione, ad esempio, al comune di Roma su ex-caserme, palazzi lasciati liberi da imprese, ecc...


Neil Simon con Peter Sellers durante la lavorazione di "Invito a Cena con Delitto", Stan Laurel dietro la macchina da presa. Questi pezzi di carta stanno attaccati davanti la mia scrivania da almeno quattro case.
Non posso più telefonarti per il "grido ufficiale", ma lassù dove sei ora altro che Facebook o Twitter, no? E quindi: "A NAIIIVA!!!"
Roberto Grassilli e Beppe Mora in una sacra auto-rappresentazione realizzata per l'inserto "Alboom" di Cuore. Nell'ultimo anno del giornale erano in vari a meritarselo.
Una recente ricerca dice che mangiare i dolci accorcia la vita, ma un goloso come me sta sereno e aspetta il girone di ritorno (diciamo fra un anno?) con la notizia di una recente ricerca che dimostra come i dolciumi fanno vivere di più.
Sollievo fra i coccodrilli: con lo morte di Maurizio Gucci si estingue la più feroce dinastia di scotennatori di rettili pregiati. Ma questa tragica morte è solo l'ultimo episodio di una saga di odi e tradimenti nella più schietta tradizione del made in Italy. Anche «Cuore» vuole rendere omaggio alla pittoresca casata dei Borgia della pelletteria: ecco l'albero genealoglco della famiglia Gucci. Di padre in figlio, un solo motto: va' dove ti porta il cuoio.
GUCCIO GUCCI (1881-1953)
Allievo della scuola di tagliapelli fiorentini «Paccio Pacciani», Guccio, leggendario fondatore della dinastia, agli inizi del secolo emigra dalla natia Firenze a Londra, dove per mantenersi lavora come facchino al prestigioso Hotel Savoy. Qui, su consiglio del collega Samson Samsonite, Guccio apre un fiorente commercio di valigie di lusso - quelle lasciate incustodite dai clienti del Savoy. L'attività gli fa conoscere Vuittonne Vuitton, una vivace pochette che si sbottona con estrema facilità, e la sposa. Tornato in patria, produce insieme alla moglie i primi modelli in vera pelle con inserti in osso e perfettamente lavabili: cinque figli, subito marchiati a fuoco con la celebre doppia G e mandati in bottega, dove Guccio tenta invano di venderli come beauty-case. Ma a conquistare le dame di tutta Europa è una sua creazione degli anni Venti: un piccolo astuccio in nappa zigrinata, di elegante forma cilindrica che Guccio, animato dal buon gusto del fiorentino purosangue, battezza "i' bischero". Muore a settantadue anni nel suo laboratorio, divorato da un'imitazione di pitone riuscita fin troppo bene.
ACCIO GUCCI [1912- 1960]
Accio, figlio di Guccio, fe' una bisaccia di buccia di luccio. E tutti i pesci seguivan la traccia della bisaccia di buccia di luc- . cio fatta da Accio figlio di Guccio. Di lui non si sa altro.
LACCIO GUCCI [1920~ 1978)
Nipote di Guccio, viene considerato il Newton della calzoleria fiorentina. E' il primo a rendersi conto dei limiti della tradizionale scarpa fatta a mano; decide così di farla a piede, una forma più confortevole e adatta allo scopo. Ed è solo la prima delle sue invenzioni: oltre agli scarponi senza suola per carmelitani alpinisti e alle scarpe di filetto, molto più sostanziose di quelle di vitello; laccio crea l'inimitabile mocassino Gucci. E' l'unico mocassino con le stringhe, particolare che lo rende del tutto simile a una normale scarpa da uomo, a parte il fatto che costa dieci volte tanto. Muore di crepacuore quando la sua unica figlia gli comunica l'intenzione di farsi suola (argh)...
GROUCHO GUCCI (1925-1975)
Attore e musicista, ha portato l'arte della pelletteria nel mondo. delIo spettacolo. Il segreto della sua visionaria creatività? La colla da conciatore, che aspira in dosi da cavallo fin da bambino. Inizia la carriera nel cinema infilando una serie di successi internazionali come «Conciando sotto la pioggia», «La pelle», «Oh cincillà». Poi Groucho scopre il rock 'n' roll e, con lo pseudonimo di Frank Nappa, fra gli anni '50 e '60 sforna capolavori come Blue Suede Shoes, All You Need Is Glove e soprattutto Guccy In The Skai With Diamonds, dedicata a un nuovo modello di borsetta da sera. Si suicida negli anni Settanta, dopo che un'overdose di colla gli ha ispirato una spaventosa allucinazione: il primo borsello.
MOCCIO GUCCI (1936-1994)
Così chiamato per una forma congenita di raffreddore che lo perseguiterà tutta la vita, Moccio apre nuovi orizzonti nella corameria. Di ritorno dagli Usa, dove ha frequentato un master in scotennamento presso il «Sioux College» di Dakota City, prova con successo a conciare la pelle di un grosso ruminante italiano altrimenti improduttivo: suo fratello gemello Goccio Gucci, notorio ubriacone del jet set, la cui carnagione, di un modernissimo colar melanzana, consente un notevole risparmio sulle spese di tintura. Famoso per ammorbidire la pelle a suon di ceffoni, dagli anni '60 Moccio diventa per il bel mondo internazionale il fornitore ufficiale di accessori di coccodrillo: sue le borsette di Grace Kelly, la faccia di Marta Marzotto, le lacrime della famiglia Gardini. Appassionato di gioco d'azzardo, l'ultima scommessa gli è fatale: «Vado a cena da mio fratello Uccio: venti a uno che torno sano e salvo».
GRUCCIA GUCCI (1945 -)
Dì lei nonno Guccio diceva «Sarà la mia croce». Secondo il patriarca, infatti, le femmine del Clan non erano vere Gucci: «'Un ci hanno il manico - lamentava il patriarca, - e sono piene di buhi. La mi' offiscina 'un ha mai prodotto robaccia del genere». Eppure, fra le donne del clan (ricordiamo di passaggio l'imbarazzante cugina bolognese Soccia Gucci e Miccia Gucci, la famigerata terrorista nera) Gruccia è l'unica a conquistarsi un posto al sole. Con gli anni la ragazza diventa la vera anima di ogni guardaroba griffato: negli anni Sessanta la sua figura magra, legnosa e assolutamente inespressiva, ne fa la modelIa ideale per i più grandi disegnatori di moda. Sul finire della carriera, convola a nozze con un mercante d'arte newyorchese, insieme al quale fonda il Guccenheim Museum.
FALSO GUCCI [1950-] .
Esponente di un ramo spurio della famiglia, non si conosce il suo luogo dì nascita chi lo colloca tra Forcella e San Marino, chi, più ragionevolmente, a Taiwan. Proprio in Estremo Oriente si è conquistato una solida fama di sciupafemmine: l'industria dei Falsi Gucci sfianca ogni giorno migliaia di giovanissime operaie sottopagate. Negli ultimi tempi (nato un consorzio per la tutela del Vero Falso Gucci, per garantire che il manufatto è un'autentica contraffazione. Infatti è molto difficile distinguere Falso dai veri Gucci: come molti esponenti del clan Gucci, anche Falso Gucci ha avuto guai con la guardia di Finanza ed è controllato dalla malavita. Per fortuna, è impossibile confondere le vere boutiques Gucci con le boutiques Falso Gucci. Per accertarsene, basta provare a entrarci: le vetrine di Falso Gucci sono semplicemente dipinte sul muro.
OCIO GUCCI (1960-)
Ultimo, viziato rampollo del ramo veneziano, deve il nome alla sua passione per le imprese più rischiose: rally automobilistici sul ponte di Rialto, mancia negata a un cameriere del caffè Florian, lettura completa di un libro di Nantas Salvalaggio. Negato per la pelletteria (le sue "borse a tracollo" sono responsabili del fallimento dell'industria paterna), Ocio è fanatico di nautica quasi quanto il suo compianto cugino Maurizio, e dilapida il patrimonio in imbarcazioni di prestigio: la celebre Carcasse VI di Adnan Khashoggi, naufragata durante la traversata di una pozzanghera, la Bagnarole I appartenuta a Onassis e demolita dall'urto con la bottiglia di champagne usata per il varo, e perfino il mitico Kolabrodos dell'armatore greco Stavros Niarchos. Per sfuggire agli attentati, ha levato le ancore a bordo del suo ultimo acquisto, il Titanic II.
ho visto la Mostra di Grande Successo in corso a Rimini. Molto abbordabile, gradevole. Una mostra dove non si rischia nulla: santi, bei paesaggi, bei ritratti. Accanto all'unico pezzo non rassicurante (un Picasso) c'era pronto un defibrillatore. Scherzo. Vedere dal vivo un Rembrandt o un El Greco non fa mai male. Avercene. Divertente quella che preparano per il prossimo ottobre: Parigi Meravigliosa (impressionismo contro salon! Alè! Comune, allarga i parcheggi!)
...di questi anni '80?
Certo neanche un poooo' / di 'ste ci novantaaaaa...
Insomma, certe cose non le ascolto da 10 anni! E non ho nemmeno più un lettore decente per le gloriose audiocassette. E' l'ora dello sfrombolo analogico di massa. Addio Ben Vaughn Combo. Addio HooDoo Gurus, addio Big Country, addio ALARM. (GLI ALARM!).
Addio Lloyd Cole, addio Subdudes, addio Crowded House, addio Robin Hitchcock, addio Proclaimers. Continuerete a vivere nei vostri recenti corpi digitali.
(Venuto a conoscenza del genocidio di supporti musicali obsoleti in atto in casa mia, Nick Hornby presenta un istanza di interdizione per il sottoscritto).
certo ci sono i Buchi Neri, ma esistono anche quelli bianchi, con una densità di massa di cui ti rendi conto solo quando devi traslocarne il contenuto. La stanza che fungeva da studio qui a casa è senza dubbio un Buco Bianco.
Buongiorno. Vi informiamo che le Feste sono terminate. Siete pregati di riporre gli straVizi nel Vaso di Pandoro e riportarlo giù in cantina con solerzia.
Intanto, maramaionchi totale in casina verde: studio casalingo e addobbi natalizi in smontaggio. Sono piuttosto rapido a togliere tutto perchè 1) gli addobbi mi mettono una tristezza infinita dopo le feste 2) voglio che i giorni che mi separano da quando tirerò giù di nuovo questi scatoloni siano più numerosi possibile.
Adesso ho messo mano all'angolo infernale, quello dove stavano arrotolati da anni, indisturbati, i miei archivi 100x70. Manifesti, poster, stampe di cose fatte in epoca pre-dinastica.
Tutta questa giornata di corsa per poi trovarmi davanti Alba Parietti che dice una cosa ne' di destra ne' di sinistra.
Sono di nuovo in viaggio con Walt e stavolta sarà un lungo viaggio: 576 pagine.
Niente Club di Topolino per me, ero troppo povero. I miei mi iscrissero invece al club del Pulviscolo Atmosferico che era gratis. Mi mandarono una matassina di polvere come attestato.
il mercato immobiliare riminese è il più evoluto e direi il più sincero.
Fuori dai portoni iniziano ad apparire i cartelli "Truffasi"
Oggi per le bimbe brevi cenni di: psichedelia e power-flower (tramite la comoda dispensa-film "Across The Universe")
Poi vedo per la prima volta Lost in Traslation e capisco lo spot dell'aceto Ponti.
Domani all'Ugc di Savignano a vedere Astroboy, mentre settimana scorsa è toccato a Christmas Carol e Piovono polpette.
Primo cambiamento epocale del 2010: quando si scrive l'anno, adesso, bisogna trattenersi da fare automaticamente i due zeri centrali. All'inizio è faticoso, provate.
Azioni che non sono proprio stupide, ma nemmeno semplici distrazioni. Sono, ad esempio, gesti della routine quotidiana, dove perdiamo concentrazione, magari c'è un filo di pigrizia e siamo vittime,lo diceva mia nonna, di un "colpo di bechìsia". Io li chiamo "atti di inintelligenza". Come rimettere nel freezer la vaschetta del ghiaccio senz'acqua. E' inintelligente non rimettere subito il rotolo di carta igienica appena terminato.
E' altresì inintelligente tagliare per il prato, giusto per risparmiare l'angolo retto di un percorso, ovvero dieci metri o 4 secondi di strada. Tale scorciatoia naturalmente crea un sentiero battuto dove l'erba muore.
E' inintelligente fermarsi in zone a divieto di sosta con le quattro frecce lampeggianti, pensando di evocare nel vigile (e nel resto dell'utenza incazzereccia) un moto di comprensione per la vostra urgenza, per il vostro bisogno giustificato di disobbedire alle regole (ottenendo il contrario). Qui però siamo già al limite fra inintelligenza e maleducazione civica.
E' di sicuro inintelligente trasmettere la pubblicità a un volume più alto, cosa che ci costringe ad abbassare di colpo. Se il blocco di spot venisse trasmesso allo stesso livello, magari lasceremmo tutto com'è e qualche "consiglio per gli acquisti" potrebbe anche raggiungerci. Invece così ci irritiamo e zittiamo.
Agli adolescenti la valutazione degli indici di inintelligenza non vanno applicati, sarebbe ingiusto. Più simbolicamente che altro, rilevo un loro comportamento come icona di tutta la categoria: l'adolescente occupa regolarmente le attrezzature del parco giochi pubblico. destinato a utenti di 2-9 anni. siede sulle altalene, si sdraia sullo scivolo, s'inerpica sui castelletti di plastica. Prima di andarsene si preoccupa altresì di informare tutti a proposito di chi ama chi, vergandolo sulle strutture di legno dei summenzionati giochi. In alcuni casi correda il messaggio con una serie di riflessioni sulle abilità sessuali di qualche coetanea/o.
Taci valà. Giù sul lungomare
non odo che saracche
e bestemmioni
che parlano di pioggia
su mixer e fari.
Ascolta. Piove
su Frizzi e Little Tony.
Piove sulle meretrici
poco vestite,
piove sui funzionari rai
scagliosi ed irti,
piove su minzolini
e stavolta si,
anche per noi umani,
la diretta di sansilvestro
è festa.
Alla cena in famiglia del 31 arrivo stanchino. Ma poi applico il glitter e le paiettes sul mio corpo framente e mi tornano tutte le energie. E via al Pineta! E al Cocoricò! E al Piterpan! E alle Cupole! E al Buzzur di Savignone in Greppio! Poi matineé al Frullaball di Sinerchio in Bagno! Auguri!!
Sempre riguardo i colpi bassi a Ryanair: finiti i trucchi da miserabili, vedrete: verranno in casa a pignorarci un paio di sedie e una credenza, ad ogniuno, perchè viva l'Alitalia Nacional.
E che si sappia: una volta i Mistoterital hanno volato da Clarence City a Rajicolsoø col facocero che spuntava dalla borsetta per suini. Nessuno ha detto niente.
una volta che conosci meglio Cappuccetto Rosso capisci l'esigenza di un bosco.
La gente non manda più le cartoline di buon natale, preferisce telefonare. E un po' di magia se ne va (1986)
La gente non telefona più per fare gli auguri. Manda una e-mail, è più veloce. E un po' di magia se ne va (1999)
La gente non manda più le e-mail di Buon Natale, se la cava con un sms. E un po' di magia se ne va (2002)
La gente non fa più sms di auguri, li lascia in bacheca e non deve mentire "io il messaggio te lo avevo mandato" E un po' di magia se ne va (today)
Calcolate quanta magia aveva la mamma all'inizio, quanta ne ha spesa al mercato e quanta ne ha riportata a casa.
E' passato il Natale, ovvero quel giorno che trascorro col cacciavite a stella piccolo in mano a maledire la Clementoni. Oggi invece si deve augurare al pres del cons buon Santo Stefano, il giorno in cui si ricorda il primo martire lapidato della cristianità.
Signora che ostacoli al supermercato / il mio incedere trafelato, ricorda: la Vigilia non perdona nessuno / smetti il cicaleccio inopportuno (dovete immaginarvela con un cantato alla Elio. Stamattina però qualche zdòra riminese ha rischiato davvero ;))
Scorsa notte finisco il presepe a un'ora irripetibile, mi accorgo che la bici è ancora fuori. Esco, fiato: niente nuvoletta. E' caldo! Salgo a guardare il termometro sulla mia finestra. Guardo tre volte, metto anche gli occhiali: 15 gradi. Ieril'altro segnava -8. Un'escursione di 23°, più ripida di certe rampegade in ferrata. Signor mio perdon pietà.
Alla tenera età di 48 anni oggi ho ritirato le chiavi di uno studio che sarà indipendente da case, aziende, coinquilini. La mia prima volta.
Quando i giornali scrivono "stretta di maroni sul web" noi emiliani maschi quasi sempre connessi non siamo molto contenti.
mi telefona Mariano Rumor per ricordarmi di non fomentare questo clima di odio e contrapposizione violenta
La "commemorazione" del famoso concerto beatlesiano sul tetto della Apple a Londra è stata una delle più eccentriche esibizioni di LMT. Questa clip è montata sull'unico brano della scaletta ripreso integralmente, o quasi, dalla telecamera di Gianni "Go" Fini.
Con il supporto dell'assessorato alla cultura del Comune di Bologna - "progetto giovani", con l'amplificazione e la regìa tecnica di David Bisetti e SubCave, con l'aiuto di alcuni amici come gli Allison Run, Gianni Go (autore dalla ripresa video), Davide Sapienza, Eta Seta, Graham "Granarolo" Cashmir, Natasha Camoscia, Joe "Luccaro" Benza ed altri, che sono restati sotto le due torri e sotto gli ombrelli a seguire questo liva-act a sorpresa. Il traffico delle vie Rizzoli, Castiglione, S.Vitale, Zamboni e Strada Maggiore catalizzato dalla musica. I Lini fradici di pioggia ma euforici. Gli autisti di autobus e taxi guardano in su, i negozianti e gli impiegati si affacciano meravigliati, i vigili canticchiano i brani dei Beatles (uno di loro era stato reclutato per venire a fermare il concerto all'ora stabilita: la citazione beatlesiana doveva essere completa!).
Brani come "Get Back" o "Don't let me down"(Amerigo degli Allison Run alla voce) vengono eseguiti per la prima e unica volta. Atmosfera straordinaria, trasognata. Il sole si presenta solo all'ultimo brano... Il giorno dopo Lino e i MIstoterital sono su tutti i giornali locali.
è natale e a natale si può dare di più. Più calci, ad esempio.

Scrivere queste righe pescando in territori che possono scatenare la commozione è stato impegnativo, ma sono contento, grazie a Giulia Blasi, di aver fatto tornare la signora Angela qui con noi, sulla rete.

Una mini-commemorazione fabbricata con le poche immagini rimaste da una vacanza. Lia e R:ob su quelle torri che non esistono più.
Novembre 1990: una troupe di Italia U*o riprendeva i Mistoterital mentre eseguivano "I'm a Loser" di Lennon-Mc Cartney per quattro volte di seguito, in sala prova a casa 'O Cardigan, località XII Morelli. La spedizione, guidata dalla giornalista Cristina Gabetti, aveva la finalità di registrare una esibizione beatle-afroparrocchiale dei Nostri, per poi utilizzarla come sigla finale dello speciale tv ideato per commemorare John Lennon, a 10 anni dalla scomparsa. Qualche ora prima, a Bologna, Cristina aveva intervistato un tizio divenuto campione di telequiz rispondendo a domande sui Fab Four. La formazione era atipica: mancavano Ted Nylon e il padrone di casa, Lauro O' Cardigan, assenti per problemi di lavoro. In compenso, rientrava una tantum il glorioso Paul Syno, alla chitarra solista. La band faceva anche quella volta la sua onesta figura di piretro, ma la mancanza delle condizioni necessarie per ottenere un buon sonoro pregiudicava la messa in onda dell'esibizione. Un nastro contenente la medesima, rimase sepolto negli schedari Medi*set fino al 1996, quando Funf Carmillino, ladro gentilcardo famoso solo fra le gambe sinistre dei calciatori del Manchester, ne consegnò una copia abusiva agli Archivi LMT. Consiglio ai fansieri infuocati di guardarsi anche tutte le immagini estrapolate dal video: http://www.flickr.com/photos/robertograssilli/tags/imaloser/ e di leggersi, passando il cursore sulle foto, le speciali note relative a ciò che si vede ed intravede: è quasi un tour virtuale nella sala prove dei Lini 1987-2001. E' come essere ancora lì, nel novembre '90, ma con le mutande fresche di bucato di stamattina. Una leccornìa da veri Ridondanti della Perfidia.

venerdì 7 agosto ore 21

L’asciugamano, dice, è forse l’oggetto più utile che l’autostoppista galattico possa avere.
In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta: potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini–zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete, nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); inoltre potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente. Ma, soprattutto, l’asciugamano ha un’immensa utilità psicologica. Per una qualche ragione, se un figo (figo = non–autostoppista) scopre che un autostoppista ha con sé l’asciugamano, riterrà automaticamente che abbia con sé anche lo spazzolino da denti, la spugnetta per il viso, il sapone, la scatola di biscotti, la borraccia, la bussola, la carta geografica, il gomitolo di spago, lo spray contro le zanzare, l’equipaggiamento da pioggia, la tuta spaziale, ecc. ecc. E dunque il figo molto volentieri si sentirà disposto a prestare all’autostoppista qualsiasi articolo di quelli menzionati (o una dozzina di altri non menzionati) che l’autostoppista eventualmente abbia perso. Il figo infatti pensa che un uomo che abbia girato in lungo e in largo per la galassia in autostop, adattandosi a percorrerne i meandri nelle più disagevoli condizioni e a lottare contro terribili ostacoli vincendoli, e che dimostri alla fine di sapere dov’è il suo asciugamano, sia chiaramente un uomo degno di considerazione.a testimonianza di una fede consolidata, ecco le foto degli scorsi anni.
A testimonianza di una fede consolidata, ecco le foto degli scorsi anni.



Perche' il mitico bassista e cantante dei Polmons, il complesso che negli anni '60 fece impazzire l'Italia, sceglie Sanremo per tornare ad esibirsi in pubblico? Noi non pensiamo che dipenda esclusivamente dalla malattia degenerativa che lo ha colpito da due anni. Tony Blescia e' un musicista di razza, come quindici anni di carriera solista (dal primo album "Blescismus" del 1973 all'ultimo, in riunion con alcuni ex-Polmons nel 1988: "C'era ancora tanto da dire") hanno dimostrato. Tony gode della stima e dell'affetto di molti produttori discografici europei e di tutti gli usurai della lombardia, tanti fans ascoltano ancora devotamente le sue canzoni, le sue tempestose vicende sentimentali con l'intera squadra dell'Atalanta sono ormai lontane nel tempo.
La verita' e' che Blescia non aveva mai calcato il palco dell'Ariston e voleva togliersi la soddisfazione, come ha ammesso lui stesso nell'intervista rilasciata agli inviati di Clarence al Festival (1991, Clarence.com).

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Grande Trattativa, La I lettori storici di Net To Be conoscono e temono la Sala Riunioni 1, dove da anni si svolge un'incomprensibile Grande Trattativa. Inizialmente riguardava la vendita del portale della Immanet, poi tutto ha preso una china decisamente surreale. Potete documentarvi sulla vicenda sfogliandovi le strip nr.8, nr.27, nr.43, nr.108, nr.193, nr.250, nr.407, nr.409. © Dizionario Immanovo - ogni diritto riservato a: Immanet Publishing
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Dall'archivio di Zio R:ob, pieno, come si sa, di buone cose di pessimo gusto, riemerge stavolta una mostra di ventitrè anni fa.
Niente di che, la mia partecipazione, ad esempio, consistette nell'esibizione di materiale disegnato decisamente perfettibile, ancorché già pubblicato dalla Nobile Milano Libri.
Ho messo agli atti il materiale in mio possesso, ovvero il catalogo stampato per l'occasione degli Editori del Grifo. Trovate :qui un po' di notizie dal tomo medesimo, compresa la mia autopresentazione dell'epoca, senza vergogna alcuna, come si addiceva a un ventitreenne che si credeva chissà che.


Queste sono venti righe scritte per un'amica che doveva fare un pezzolone su Tex per una rivista.
Anche da chi non è mai stato un adepto del culto texiano come il sottoscritto, il fumetto Bonelli per eccellenza ha sempre avuto il rispetto che si deve ai patriarchi. Da piccolo me la contavo su con paperi e topi, seguiti a breve dagli eroi più complessi dei Corrieri e dei Giornalini. Arrivata l'età in cui, se vuoi fare fumetti, inizi a proporre qualcosa di tuo, scoprivo i mondi immaginifici del fumetto francese e mi svenavo con certi mensili patinati, mentre gli amici se la cavavano con le poche lire necessarie a portarsi a casa il cow-boy magliagialla. L'apoteosi fu negli anni '80, epoca in cui la nuova "avanguardia" di fumettari europei tentò di far fare un passo avanti (forse due) al mondo dei baloon.
Spiegavo, in preda al sacro fuoco, che in altri paesi i comics si contaminavano con la new-wave musicale, che c'erano disegnatori che ispiravano registi e viceversa, che nemmeno la grafica pubblicitaria sarebbe più stata la stessa. Gli amici mi guardavano perplessi, col loro bel Tex in mano, appena acquistato in edicola.
Sappiamo com'è andata: i "nuovi fumetti" sono caduti sotto il crollo di decine di testate; Bonelli ha affiancato numerosi altri eroi a Tex Willer, uomini e donne dalle camicie di colori diversi.
Se ogni tanto, con la mia band attempata, torno su un palcoscenico a rinverdire gli anni del divertimento più sfrenato, c'è un giochino da fare assieme al pubblico, una gag che funziona sempre: citando a caso dei numeri, si sfidano i presenti a ricordare i titoli corrispondenti a quelle uscite di Tex.
"25"?... "L'agguato"! grida subito qualcuno dalla platea. "Numero...13"? "Tex l'intrepido", risponde di nuovo lo zoccolo duro dei pard bonelliani.
Dico: fra fiction, realities, secondlifes varie, se non è un romanzo popolare questo...
Aggiornamentiere: Collegato a questa cosa della Blogfest, segnalo un affettuoso post di Polaroid, che non si dimentica di noid, e anche questaltro tumblerino di Fabio De Luca che dichiara una lunga liasona amorosa con LMT. Ne siamo contenti. Un trafiletto positivo giunge anche dal blog "Parole Valigia". Poi il celebre Gaspartorriero ha voluto fare quattro chiacchiere post-cena con Bob e Phil, accordando ai due tapini qualche apprezzamento molto gradito. Addirittura c'è Smeerch che nei suoi pensieri sparsi sulla manifestazione, ci difende dai giudizi severi di un suo amico. Sweety Smeerch! ;)
Ecco come ci annunciavamo: Alla grande Festa Nazionale della Blogghità si paleseranno, sparuti ma indefessi, tre membri della vostra band del cuore, in versione "povertà e letizia" (tre voci, una chitàra e magari un cembaliere).
Bob Rodiatoce, Phil Anka, Ted Nylon, ordinati, canterini e purtroppo dimentichi delle brutte figure antiche e presenti, coaudiuveranno Gianluca Neri e Roberto Grassilli in un momento distensivo della Blogfest.
il titolo dell'evento è "Una volta qui era tutto uno punto zero", ma forse invece è "Uno e Latrino" (no, il vero titolo è "Compendio di Diritto Canonico"). Pascutti è esente.
Questo happening unpluggo di Lino e i Mistoterital si miscuglia con le chiacchiere dei fondatori di Clarence, pionieri della rete e tenutari di certi bloggherie rinomate, come Macchianera e la strip Net To Be. Perchè questa presenza nel programma della Blogfest '08? Lo capirete quando vedrete sul palco Grassilli che tenterà di infilarsi la calzamaglia di Phil Anka e Viceversa (due calzamaglie, una roba da circo). E comunque, i LMT sono stati la prima band italiana ad avere un sito proprio, fin dal 1995.
L'appuntamento è per sabato 13 settembre, alle 16,30 a Riva del Garda, presso la Rocca, direttamente in faccia al noto lago.
Vai all'archivio generale
Vai alle serie uscita su Clarence (dalla 1 alla 473, maggio 2001/febbraio 2004)
Venerdì 20 giugno 2008 alle 22.00
"The Barge" Lungomare Tintori, 13 (altezza bagno n°8)
Rimini, Italy.
Esibizione semi-acustica nell'ambito di
"Mare di Libri - Festival dei Ragazzi che leggono",
Rimini, 20/21/22 giugno 2008.
Dopo tanta intelligenza, un momento di totale inconsistenza.
Venite a saltare e cantare con noi e la storica band che ha fatto del "sussidiario" una bandiera.
Seguirà un cocktail serissimo. Vi aspetta laggiù Papelargo.
Le foto della serata a cura di Mathera Syno e Gioconda Anka
Una segnalazione su Musicalnews
Anka che sembra serio su ApogeOnline
Da Rizzoli era arrivata una richiesta, indirizzata a Lia e a me, perchè si mettesse mano alle memorie cuoresche. Dopo dieci anni dalla chiusura di quell'esperienza, pareva necessario cominciare a fissarne il ricordo su un supporto permanente. Per varie ragioni noi si declinò l'invito, cosicchè il maccherone finì nelle mani della coppia Luccarini/Belliti (lui autore della grafica del giornale, lei editor di vasta esperienza). Naturalmente abbiamo collaborato: personalmente ho svuotato il cassetto delle fotografie e le ho mandate tutte al buon Mauro.
Il librone sta per vedere la luce e verrà presentato in carta e ossa a Bologna, sabato 14 giugno, nell'ambito del Biografilm Festival, dentro alla Biblioteca della Cineteca Comunale. Esiste il rischio concreto che la storica redazione di Cuore si ritrovi, dopo tanto tempo, proprio in tale occasione, quindi miss Celi e il sottoscritto si adopereranno per essere presenti. Ecco, di seguito, un estratto dell'annuncio sul sito del Biografilm Festival:
Cuore è stato insieme uno splendido fenomeno e una sorgente inesauribile di umori corrosivi sull’Italia contemporanea, un organo vitale e sabottore – un “cuore”, appunto – annidato al centro dell’organismo moralemente e culturalmente malato del nostro Paese. Cuore è ancora oggi un esempio di intelligenza militante, di “presidio” al tempo stesso ironico e serissimo della vita civile.
Alla presentazione del libro “Non avrai altro Cuore all’infuori di me” (BUR Edizioni) parteciperanno il direttore di Biografilm Andrea Romeo, Andrea Aloi, Chiara Belliti, Luca Bottura, Lia Celi, Roberto Grassilli, Mauro Luccarini, Alessandro Robecchi, Piermaria Romani.

La Guida Galattica per gli Autostoppisti dice alcune cose sull’argomento asciugamano. L’asciugamano, dice, è forse l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini-zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare vapori nocivi o per evitare lo sguardo della Vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); infine potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.
Il Towel Day ("giorno dell'asciugamano" in inglese) è una data festeggiata il 25 maggio di ogni anno dagli appassionati dei libri di Douglas Adams.
Venne festeggiata la prima volta nel 2001, due settimane dopo la morte dello scrittore, avvenuta l'11 maggio dello stesso anno. In seguito si trasformò in una ricorrenza annuale. I fan di Adams, in questo giorno, portano tutto il giorno con loro un asciugamano, oppure si fotografano con esso e mandano le loro immagini qui.

Illustrazione per il periodico del Comune di Rimini "L'Arengo". Accompagnava il titolo: "Attenti alla Tigre" (zanzara). Nel bozzetto-proposta avevo piazzato la zanazarona "king kong" sopra al vecchio infamoso "grattacielo" di Rimini. I miei referenti mi hanno chiesto di sostituirlo con un palazzo generico, per non rischiare di connotare quella zona della città come il covo ideale del fastidioso insetto.
Disegno digitale (tavoletta Wacom, Photoshop).

Nasce a Rimini, proprio quest'anno, MARE DI LIBRI, il primo festival letteratura dedicato agli adolescenti.
La prima edizione del festival si svolgerà il prossimo 20, 21 e 22 giugno.
Tre giorni di incontri con gli autori italiani e stranieri più amati dai ragazzi, laboratori e spettacoli.
È una manifestazione a cui, assieme a Lia abbiamo dato tutto il sostegno possibile, perchè è una bella idea, perchè Rimini ha bisogno di cose di questo tipo, perchè amiamo le tre libraie che la hanno pensata e promossa. Ma anche perchè fra non molti anni la Casina Verde sarà piena di adolescenti ;)
Il Festival sarà anche un’occasione di incontro e di riflessione per tutti coloro che si interessano di ragazzi che leggono e di lettura.
“Mare di Libri” sarà tutto attorno a casa nostra, nel centro storico, nei luoghi più ricchi di storia della città, tra i quali è facile spostarsi a piedi. Noi iniziamo a dirvelo. Se verrete qui, troverete anche noi all'opera e godrete di un periodo particolarmente piacevole della "stagione" romagnola. Ma nei prossimi due mesi ci torneremo sopra. Intanto, se volete dare un'occhiata, ecco il sito ufficiale del Festival, e le foto della presentazione dell'evento avvenuta a Bologna, durante la Fiera del Libro per Ragazzi '08.
L'etichetta sopra al bobinone di oggi recita: "Scasso / Skazzo"
Oggi 11 aprile la fascia musicale di mia competenza su Radionation1 sarà da indossare, sarà tricolore.
In occasione della chiusura della campagna elettorale, dalle 17,15 circa s'irradierà un Bobinone dal ritmo politico, equipaggiato di suoni faziosi e documenti introvabili. Riprovate il brivido di diventare leghisti con l'ipnosi, connettetevi al sabba della Casina Verde, auguratevi assieme a noi che gli ultimi fetentissimi quindici anni di legislazioni italiche finiscano per sempre dentro all'urna (cineraria).
Radionation1, http://radionation.it:8080/listen.pls .
Disegno per il periodico del Comune di Rimini "L'Arengo". Accompagnava il titolo: "Sotto il segno del Bilancio" (comunale). Soggetto elementare, ma la funzione comunicativa del giornale non favorisce ispirazioni troppo simboliche o cervellotiche. Disegno digitale (tavoletta Wacom, Photoshop).
La puntata di oggi 02/04/08 miagola, abbaia, grugnisce, birda e horsa. Su Radionation 1, radionation.it:8080/listen.pls
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ottobre: Giovannini novembre: Verbena (G.I.U. 2005) dicembre: Zeno gennaio: Alessio febbraio: Marcegaglia marzo: Ritina aprile: La Braga maggio: Avvocati Gambel e Fineschi giugno: Sandro settembre: La Stagista Bionda ottobre: Il Capo
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E se il sette si inaugura la Casa di Eutyches (vedi questo post), l'otto si va tutti a teatro (Novelli) a raccogliere la grana per la Caritas.
Inutile fare quelli che "questo natale si deve risparmiare": in giro c'è la solita ingordigia, la solita ansia, la solita purcarìa. Allora tanto vale far sgrondare qualche oncia del nostro grasso dentro le casse di chi lavora sul campo a favore di chi ha davvero fame, sete e freddo. Servirà solo a mettere una piccola pezza, ma dopo digeriremo meglio i nostri monumentali cenoni, quindi, romagnoli di costa che leggete, vnite, tanto lo facciamo per noi stessi. Io contribuirò con una specie di "vignetta di Manetta" in diretta, proiettata dietro ad assessori che cantano e glorie locali che danno il meglio di se'.
(n.b.: sono nel cartellone perchè l'anno scorso alla fine dello spettacolo si erano scordati di ringraziarmi. Quest'anno si sono messi avanti e sul sicuro ;)

Invia la tua foto contenente il messaggio "IO BLOGGO PER IL DARFUR" scritto, composto, disegnato.
blog@italianblogsfordarfur.it
Altre informazioni: "RIMINI HA UN CUORE ANTICO".
Per festeggiare degnamente la duenne libreria bolognese in via Goito 3/c, Bologna
si esibirà, (in mezzo a pagine, libri e tomi ), la gloriosa band LINO EI MISTOTERITAL in versione acustica che ordirà le sue trame musicali per una sorta di prova aperta con il pubblico ripercorrendo come un unico filo il suo repertorio sgangherato ed esilarante.
A seguire sottofondi vinilici da una immarcescibile fonovaligia Lesa a valvole!
Occasione unica:venire di filato!
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Disegno di grandi dimensioni per i locali della biblioteca comunale di San Pietro in Casale. Ecoline, gessetti, pennarelli, 1985. Ripulito con photoshop nel 2007
Nota di servizio per amici e compagni: i commenti nei nostri blog non funzionano e non si riesce a capire perchè. Qui, a casa e nella centrale operativa di Blognation risulta tutto a posto, ciononostante le vostre segnalazioni riguardo l'impossibilità di scrivere sotto ai post continuano tuttora.
Vi chiedo quindi di avere ancora pazienza, finchè non si risolve il mistero. Se potete, fino ad allora continuate ad usare i mezzi di fortuna che state utilizzando per comunicare con me:
- e mail: robertograssilli@gmail.com
- twitter: http://twitter.com/RobGrassilli
- flickr: http://www.flickr.com/photos/robertograssilli/
Grazie per la pazienza!
Non si è negata il lusso supremo: un figlio a 43 anni": la frase, sbirciata mesi fa in un articolo sui cinquant'anni di Carolina di Monaco, continua a ronzarmi nel cervello.
Ehi, tu, laggiù nella mia pancia, non montarti la testolina: se tutto va bene, nascerai quando la tua mamma di anni ne avrà solo 42.
Sempre lusso sarai, ma leggermente meno supremo. Mica sono una principessa, del resto (e, considerato il popo' di sfighe toccate a Carolina, ne sono ben felice). Tu pensa a crescere bene e a farti bello tosto, perché quando uscirai di lì (verso la metà di febbraio, se tutto va bene) ti aspettano tre piccole streghe curiose e, seppure in diverse gradazioni, entusiaste di avere un fratellino, e due genitori così pazzi da regalarglielo.
Care lettrici, risparmiatemi, vi prego, il commento che ormai abbiamo sentito mille volte: "ci voleva il maschietto, dài e dài ci siete riusciti". A parte il fatto che, scaramanticamente, non bisogna dire gatto finché non l'hai nel sacco (in questo caso, sarebbe più corretto dire "fuori dal sacco"), semmai sarà questo maschietto ad aver voluto noi, e ad esserci riuscito. Mica l'abbiamo cercato. Diciamo che ci siamo fatti trovare. E lui era proprio in cerca di una famiglia con due genitori vecchiotti e svitati, tre sorelle casiniste e una gatta scorbutica.
Starà un po' stretto e dovrà abituarsi da subito a non essere il centro dell'universo, ma la prospettiva, evidentemente, non gli dispiace. Il bello, quando sei al terzo o al quarto figlio, è che non lo senti più solo tuo. E' il figlio della famiglia. Siamo incinta un po' tutti.
Emma, che un fratellino me lo chiedeva da anni (specie dopo aver preso atto dell'intesa speciale fra Gioconda e Iris), è al settimo cielo e si è già incaricata della sua educazione. "Ne farò un maschio come dico io, che capisce le femmine e sa starci insieme, mica come certi scimmioni". "Emma, non crederai di poterlo manipolare", insinuo, allarmata. "No, mamma. Io voglio perfezionarlo". Ohibò.
Gioconda non promette niente, e si limita ad accarezzarmi la pancia. La sua prima reazione, alla notizia, era stata uno scoppio di pianto. "Dimmi che non è vero – è sbottata -. Stiamo già bene così!". Poverina, ha lavorato duro sulla sua delicata posizione di "sorella di mezzo", credeva che tutto fosse finalmente in equilibrio, e invece patatrac, si cambia di nuovo. Senza contare che lei e Iris avrebbero preferito un cagnolino. Giochi è l'assicurazione sulla serenità di Iris. Se la piccola è sicura che il "lusso supremo" non si metterà mai fra lei e la sua morbida sorellona, vivrà il nuovo arrivo in modo meno traumatico. Roberto ed io, invece, ci prepariamo con gratitudine a imparare qualcosa di nuovo – sui bambini, e soprattutto su noi stessi.
Con un nuovo piccolo maestro - un maestro col pistolino, questa volta.
Mi ero ripromesso di non farne più cenno, lasciare che la mota instabile della Rete ingoiasse anche lui, fra le mille digestioni silenziose che compie ogni istante, ma la dodicesima domanda ha fatto scattare il congegno.
"Almeno una dozzina di esseri umani me ne deve chiedere conto" - aveva sibilato la mia parte più ossessiva - "altrimenti il Calendario di Net To Be non lo voglio più nemmeno nominare". Ma nel corso di questi mesi la sporca dozzina pian piano si è formata e io prendo da sempre sul serio le mie nevrosi (a Clarence, Giuseppe Genna e io ce le porgevamo a vicenda, infatuati in particolare dell'ossessione per i nani monociliati e Fred Astaire).
Quindi rispondo a quegli amici che chiedono perché le uscite del "Calendario Secsi" sono state appena due, a fronte di un misurato ma effettivo strombazzamento che mi ero peritato di orchestrare alla fine del 2006.
L'assassina fu la Rete, amici, oppure la concezione che di Ella io continuo ad avere. La Rete motivava quella piccola ma (per me) molto impegnativa produzione, o meglio: quanto la Rete sia in grado di muovere commenti, di stratificare la creatività, di rimbalzare i materiali fino a scassarne la prospettiva, a "ingoiarsi" i presupposti dell'autore risputando altro, spesso arricchito di significati.
Le mie modeste proposte di gennaio e febbraio 2007 non misero in moto nulla, non provocarono particolari reazioni, nemmeno nella, diciamo così, cerchia intima. Nemmeno fra le persone "convocate" alla "conferenza stampa" (;-)). E non mi annoia precisare di nuovo, come facevo ai tempi della "Net To Be" quotidiana o quasi, che non è questione di gratificazione personale o della coda di paglia dell'autore incompreso, ma del senso stesso dello stare qui sul Web. Per noi che abbiamo "inziato all'inizio", internet come coda di pavone, come vetrina muta ha ben poco significato. Io stesso, quando la gestico come un utilissimo catalogo, un magazzino aperto a tutti, so bene di utilizzarla al minimo del suo potenziale. Mi spiace, ma non è quello che la Rete può fare, non è quello che motiva il mio lavoro qui sopra, non retribuito e molto divertito.
Spiegatomi con i dodici piccoli ignavi (:-)), mi scuso con tutti gli altri e aggiungo, ce ne fosse bisogno che, urka se lo so, quel Calendario Secsi non era poi nulla di che. Se fossi uno di quelli che pensa di sfornare capolavori incompresi non starei qui a intigniarla. Invece sono notoriamente un appagato, bonario piccolo autore che ogni tanto costruisce grimaldelli a colori e ancora più di rado vi annoia con precisazioni come questa.
BOLOGNA, venerdì 19 ottobre 2007, ore 21.00
Biblioteca Borgo Panigale, Via Marco Emilio Lepido 25
In collaborazione con Avventure nel Mondo
LUCA BOTTURA : TUTTI AL MARE VENT'ANNI DOPO
(edizioni Alberto Perdisa, Prefazione di Michele Serra, Collana Walkie Talkie, diretta da Luigi Bernardi)
incontro con l'autore e l'illustratore del libro (Luca and io).
altra piccola collaborazione con "Artù" (Rai Due). Quattro tavole che illustrano come il sesso scatenato sia praticabile anche in età avanzata, basta prendere una particolare precauzione: portarsi la badante. Disegno digitale su tavoletta Wacom. 
Andati in onda giovedì sera 4/10/03, nella gag in cui Gene Gnocchi consultava il parer di una sessuologa che proprio non ce la faceva a trattenere le risate.
Clicca sui disegni per imparare le gioie del sesso maturo o vedi il frammento di trasmissione pigiando la sigla di Artù a sinistra.
Illustrazione realizzata con Ecoline, Caran d'Ache, tempere. Per il mensile del Comune di Rimini, ottobre 2007. E' come mi sogno io Rimini: verde fino al mare, alberghi dalle forme strane, piste ciclabili ovunque, automoblili ridotte a fioriere o acquiloni. Sigh.
Una cortese intervista a Phil Anka, che sono io dopo essermi cambiato in una cabina del telefono di quelle di una volta. Si parla di LMT ma anche di altre onorificenze. Il dialogo a distanza scaturisce dall'ambiente del sempre all'erta Giancarlo Passarella, operatore sanitario-musicale che tanta parte ha avuto nella storia dei Mistoterital (lo deducete in parte dall'intervista stessa).
Le domande sono state poste da Patrizia Busonero, che è la Signora Fanzinato e con essostesso lavora su Musicalnews. Questo sito, va detto, oltre ad essere fra i più visitati del web italico, è un punto di riferimento puntuale ed accurato per le informazioni di carattere musicale. Il fatto che sia stato fondato dallo storico Assessore alle Cantine di quella bella stagione di StereoRai, non va considerato un deterrente: leggere dopo aver indossato la consueta maschera da trota sulla nuca.
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Campagna contro la strumentalizzazione politica del ninèn (baghìn, gosino, porco, pursèl, maiale),
l'unico che da tutto se stesso senza riserve. (foto di Marietto)
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VELVET FACTORY Space for the Arts
Inaugurazione stagione 2007/2008
LA CITTA' CREATIVA
dalle ore 19:00 : aperitivo, progetti, proiezioni, incontri
Mostra di Francesco Bocchini e Franco Pozzi - con un testo di Alessandro Giovanardi
Software Freedom Day 2007 - a cura di RiminiLUG
Musique d'ameublement - stanze sonore a cura di Sandro Pascucci
Rimini Atlas - una mappatura open source della creatività
Disegnatori-reporter documentano in tempo reale l'opening - a cura di Roberto Grassilli
Libreria Indipendentemente Interno 4
Azienda Ausl Servizio Dipendenze Patologiche - Daniela Casalboni
++ ore 21:00 : performance
design, architettura, musica, video, cinema,
disegno, fashion, parole, radio in un happening
nello spirito di John Cage con: Daniele Aluigi,
lack Fanfare, Francesco Bocchini, Cristiano
Carloni e Stefano Franceschetti, Lia Celi,
Antonio Coatti, Martino Colicchio e Tiziano
Paganelli, Cesare Comandini, Andrea Alessandro Di
Carlo, Emanuele Dini, Gabriele Frasca, Alessandro
Giovanardi, Roberto Grassilli, Il laboratorio
dell'imperfetto, Vittorio Liberti, LPNL, Luca
Magi, Eva Montanari, Monica Moroni, Claudia
Muratori, Roberto Paci Dalo', Giulio Partisani,
Sandro Pascucci, Franco Pozzi, Velvet Video
Vibes, Sabrina Zanetti, Fabrizio Zanuccoli/
AzioneGradoZero, Cinzia Zavoli
++ ore 23:30 : live
Ammoniaka
++ ore 01:00 : dance floor
R.E.M.: Thomas Balsamini / Lappa
Noise: fullnelson / fluke / sid / mazza (true-rock-sounds)
Elektra: elio "lucifer rising" / razorblade /
lombo / dalo (80's-wave-electroclash-drum'n'bass)
Vertigo: madi / rev "sonic dj"
VVV Velvet Video Vibes
in collaborazione con:
Riminiculture, Ordine Architetti PPC della
Provincia di Rimini, laboratorio Occupato Sociale
Paz, Cartoon Club, Crisalide 07, Fumettificio
Alcatraz, Viale dei Ciliegi 17 - Libreria dei
Ragazzi, NdA, Assalti al Cuore
con il patrocinio della Provincia di Rimini e del Comune di Rimini
con il sostegno dell'Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini
Il primo agosto 1985, Michele Serra partiva su una Panda, per un viaggio che da Ventimiglia lo avrebbe condotto a Trieste. Tappa dopo tappa, scriveva un reportage quotidiano per L’Unità. Ne uscì un ritratto indimenticabile dei nostri anni Ottanta, tutt’ora disponibile nell’edizione libraria Feltrinelli.
Vent’anni dopo, Luca Bottura, sodale di Michele Serra, ha intrapreso lo stesso viaggio, per verificare se e come le cose fossero cambiate. E lo ha puntualmente raccontato ai lettori dello stesso giornale. Adesso, quel reportage è un libro spassoso e amarissimo, un resoconto implacabile che ci pone di fronte alla scontata sia pure durissima realtà: quello che siamo diventati non è un gran bel vedere.
LUCA BOTTURA: TUTTI AL MARE VENT’ANNI DOPO Prefazione di* Michele Serra* Disegni di Roberto Grassilli
PESARO, giovedì 6 settembre 2007, ore 21.00
BIBLIOTECA COMUNALE Via Passeri, 102 Letture di Giorgio Donini, chiacchiere di Luca Bottura e Roberto Grassilli (grazie a Silvia Veroli per l'innesco e l'organizzazione).
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![]() La vicenda in corso parte dalla strip precedente, la nr. 551.
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Se oggi il tempo regge, alle 16,30 vado al Bagno 67 di Marina Centro. E' prevista un'oretta di patacate da rilasciare nell'etere (o nei computer: questo è il link dello streaming) assieme a Markino e al Corona legittimo. Subito dopo, nel bar lì accanto, ci si può concedere eventualmente un qualchecosa di fresco. Lo so, l'ho scritto anche ieril'altro.
Slittando in avanti la prevista vacanza della Casina Verde al Completo, mi trovo disponibile per un'altra presentazione di "Tutti al Mare...". Quindi giovedi 23 andrò ad infastidire Luca e Ivano (leggi di seguito) a Cervia. Questa volta siamo nell'ambito di “Aperitivo con l’autore”, (Libreria Mondadori in collaborazione con il Ristorante “Ligio”).
"Si inizia alle ore 19 proprio nel ristorante di viale Roma 83, dove il giornalista e scrittore Luca Bottura presenterà il libro “Tutti al mare. Vent’anni dopo” (Alberto Perdisa editore), un reportage, modificato e integrato, dello stesso viaggio che l’amico Michele Serra intraprese, vent’anni prima, da Ventimiglia a Trieste alla guida di una Panda, dal quale ne uscì un ritratto indimenticabile dei nostri anni Ottanta.
“Tutti al mare. Vent’anni dopo” è un libro spassoso e amarissimo, un resoconto implacabile che pone il lettore di fronte alla scontata sia pur durissima realtà. Il libro è illustrato da Roberto Grassilli e contiene una prefazione di Michele Serra. All’appuntamento cervese sarà presente l’attore Ivano Marescotti".
Info: Libreria Mondadori tel. 0544/974491
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Ci sono vuaccaesse da salvare. Ci sono immagini da pubblicare. C'è un cacatua che sempre, sempre, esige di origliare. Cosicchè si apre un nuovo fronte, una nuova etichetta di proprietà della Bravi Sarti frt: mitili e sardanapali, vi presentiamo la "CambioRisotto Productionz", sotto il cui marchio torneranno ad una luce (incerta ma sardonica) i vari filmati di Lino e i Mistoterital.
L'archivio non è vastissimo, ma quel che c'è è bisvalido, perché nel decennio della Nostra Band del Cuore non usava mica tanto telecamerare in giro e il digitale era dilà da venire. Però questi rari fotogrammi vi toccano e sono vostri, cari del Fanclèb, vostri senza ritorno.
Potete già bookmarcare il canale LMT presente su YouTube, cliccate sulla parola Vitruvio. Ehi l'avete già superata, era Vitruvio.
E ce n'è un'altro invece tutto italico su Alice, appunto eccolo qua. I primi filmatini che troverete in rete sono delle provette, giusto per impossessarsi dello strumento (grazie Lauro, in questo periodo sei in auge), il peglio, lo sapete, deve ancora arrivare.
Quindi, se non siete dei veri roccher e andate in vacanza adesso, buon sibelius a tutti voi, godetevi intensamente ogni sassofrasso che incontrerete. Horace Boccabuona, vicesegretario dell'LMT Fancleb.
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Comincio col dire che è stata una piacevole stracalata. Nel senso che fare 25 vignettone-illustrazioni + copertina a colori in meno di un mese non è esattamente avere tempi larghi, ma erano temi a me congeniali, non vorrei dire consueti.
Poi era ritrovarsi con un amico-collega dei tempi migliori di Cuore, assieme alla cui firma non mi ritrovavo dai tempi di quei fogli verdi. Continuo dicendo che per l'occasione ho conosciuto un editore bolognese sopra alle righe. Nel senso che sulle righe, quelle dei libri, ci sta proprio sul serio: con la testa, con passione, con una determinazione ammirevole.
Potendo (sono nel mio blog ora che ci penso: posso), aggiungerei che mi sento onorato di aver contribuito a questo parto editoriale. Nobile impresa, nobile predecessore. Non avrò lo spessore di Gipi, ma questo secondo giro delle coste italiane, due decenni dopo Michele Serra, mi ha emozionato e le idee sono arrivate da sole. Sono discretamente contento dei miei disegnini.
In definitiva: mi sono divertito, si dica pure che noi disegnatori in realtà non conosciamo le asperità del mondo del lavoro (beh... beh).
In questi giorni, cari connessi, arriva nelle librerie
TUTTI AL MARE - VENT'ANNI DOPO di Luca Bottura.
La prefazione è, ci mancherebbe, di Michele Serra, le pagine sono 176, il prezzo 14 euros.
L'editore è il bravo Alberto Perdisa (Airplane srl) di Bologna. Chiedetelo nelle librerie e se l'uomo dietro il banco dice che non può procurarvelo, egli mente. Insistete o recatevi da qualcuno più serio.
Il primo agosto 1985, Michele Serra partiva su una Panda, per un viaggio che da Ventimiglia lo avrebbe condotto a Trieste. Tappa dopo tappa, scriveva un reportage quotidiano per L'Unità. Ne uscì un ritratto indimenticabile dei nostri anni Ottanta, tutt'ora disponibile nell'edizione libraria Feltrinelli.Vent'anni dopo, Luca Bottura, allievo e amico di Michele Serra, ha intrapreso lo stesso viaggio, per verificare se e come le cose fossero cambiate. E lo ha puntualmente raccontato ai lettori dello stesso giornale. Adesso, quel reportage è un libro spassoso e amarissimo, un resoconto implacabile che ci pone di fronte alla scontata sia pure durissima realtà: quello che siamo diventati non è un gran bel vedere.
Luca Bottura, giornalista per l'Unità, lo Specchio e il Corriere della Sera, è stato compagno di avventure di Michele Serra nella redazione di Cuore.è uno degli autori della trasmissione televisiva "Quelli che il calcio".
Dopo la trasferta di riscaldamento a Pescara, il prossimo venerdì tre agosto giochiamo in casa: Luca, con tutta la famiglia botturina, sarà nella nostra Rimini e già nel pomeriggio saremo in scena, dato che alle 17:00 circa, vivi e livi al Bagno 67 "Tortuga Beach", faremo, il Bottura ed io, un'intervista salmastra a cura di Veronica Hit Radio. I testardi che volessero sentirici in diretta, potrebbero anche farlo dal proprio computerz cliccando qui.
Alla sera dalle 21,30, nella (respiro) tensostruttura di piazzale Boscovich, ovvero al porto di Rimini, (sulla "palata" dai), Luca Bottura (autore del libro) e Roberto Grassilli (illustratore del medesimo), coaudiuvati dalla relatrice Lia Celi, presentano
"Tutti al Mare Venti Anni Dopo" Airplane - Alberto Perdisa Editore.
Tutto ciò in un fior di ambito (la sera prima di noi c'è Gianantonio Stella, tre sere dopo c'è Enzo Braschi... cioè) che vi presento con le parole ufficiali degli organizzieri:
Cercherò di essere presente quantomeno a quelle da questa parte, sulla nostra East Coast. Se per esempio ne fissano a Vico Equense, non ce la posso fare. Però la prima presentazione del libro di Luca da me pitturato, si effettua questo venerdì a Pescara. E' l'inizio del presentescion tùur, sono solo due orette di treno, come esimermi? Ecco i riferimenti esatti:
PESCARA, venerdì 27/07/07 ore 21,30
Alla Libreria Edison, Via Carducci 102/104,
Luca Bottura e Roberto Grassilli presentano
"Tutti al Mare Venti Anni Dopo" Airplane - Alberto Perdisa Editore
Info: www.libreriaedison.it tel. 085/36215
Prossime presentazioni: il 29 luglio a FREGENE (Coqui Beach, Lungomare di Levante 72, ore 18 - senza il Grassilli ma con la partecipazione di Pulsatilla e Max Giusti).
Il 3 agosto a RIMINI!. E questa ovviamente mi riguarda e riguarda anche Lia Celi.
Presto altre date e speriamo stampino le magliette con le tappe.
D'accordo, suoniamo. Il solito uomo sulla Torta Fiammeggiante è comparso e ci ha detto di farlo. Saranno sette-otto brani, non di più e viva Gesù. Domenica prossima, 17 giungo 07 al Ca' De Mandorli, vicino a Booh'lagna.
E quest'anno, in regalo nella confezione del Biografilm Festival di Bologna, il pupazzetto di "Grassilli Assessore di Clarence City" (l'anno scorso c'era "Grassilli Disneiano" e l'anno prima ancora "Grassilli Astronauta").
Pepper !!! 1 giugno 1967 / 1 giugno 2007.
I ragazzi stanno apposto, è la mia generacione. Abbiamo circa la sua età, quella del Sergente col disco intorno. Prima c'era un buco, ma lui l'ha fixato e adesso tutti gettiamo meglio. I ragazzi stanno apposto, ancora suonano in giro. Solitari, per vocazione non per vanità. Il Sergente non conta le buche, non va ai tolksciò. Delle volte incontra O' BBarone (fischi. Fischi). Ha comprato due bottiglie di vino e mi dice con chiarezza il suo point of viu. Bella Belinda di lui s'era innammorata, ma ora di casa se n'è andata. Oh boy, stappa il vino Sgt, si fa il coro e noi ti diamo una piccola mano. Brindiamo fino agli ultrasuoni, che tutte le feste si portano via (e i normali cani).

You sass that hoopy Douglas Adams? Now there's a frood who knew where his towel was. You are invited to join your fellow hitchhikers in mourning the loss of the late great one. Join in on towel day to show your appreciation for the humor and insight that Douglas Adams brought to all our lives.
So long, and thanks for all the fish!
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from the hitchikers guide to the galaxy.
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A towel, it says, is about the most massively useful thing an interstellar hitch hiker can have. Partly it has great practical
value - you can wrap it around you for warmth as you bound across the cold moons of Jaglan Beta; you can lie on it on the brilliant marble-sanded beaches of Santraginus V, inhaling the heady sea vapours; you can sleep under it beneath the stars which shine so redly on the desert world of Kakrafoon; use it to sail a mini raft down the slow heavy river Moth; wet it for use in hand-to-hand-combat; wrap it round your head to ward off noxious fumes or to avoid the gaze of the Ravenous Bugblatter Beast of Traal (a mindboggingly stupid animal, it assumes that if you can't see it, it can't see you - daft as a bush, but very ravenous); you can wave your towel in emergencies as a distress signal, and of course dry yourself off with it if it still seems to be clean enough.
More importantly, a towel has immense psychological value. For some reason, if a strag (strag: non-hitch hiker) discovers that a hitch hiker has his towel with him, he will automatically assume that he is also in possession of a toothbrush, face flannel, soap, tin of biscuits, flask, compass, map, ball of string, gnat spray, wet weather gear, space suit etc., etc. Furthermore, the strag will then happily lend the hitch hiker any of these or a dozen other items that the hitch hiker might accidentally have "lost". What the strag will think is that any man who can hitch the length and breadth of the galaxy, rough it, slum it, struggle against terrible odds, win through, and still knows where his towel is is clearly a man to be reckoned with.
Richiamo su questo scaffale del Magazzino un lavoro di applicazioni tecnico-affettive che in realtà è un prodotto tipico del reparto qui accanto, quello della Casina Verde. Trattandosi comunque di un manufatto del Diligente Artigiano Grassilli, lo segnalo anche qui, immaginado che di certo anche fra voi c'è che non vede l'ora di cimentarsi in una ricostruzione domestica dell'eroe più spugnoso dei cartoni animati. Ricetta, ingredienti, istruzioni d'uso: trovate tutto qui, sulla Vonorace.


Riceverete immediatamente nella vostra posta elettronica l'attestato ufficiale Cei che ufficializza il vostro stato di terrorista parificato, emesso dal Comando delle Guardie Svizzere ma riconosciuto dagli inquirenti italiani e valido su tutto il territorio nazionale. Altre parole che potete inserire: "Welby", "Dico", "laicismo", "staminali", "Pinochet", "pedofilia", "satira", "San Francesco".
Illustrazioni che risalgono, mi pare, al 1981 e finite su "Linus" non poco tempo dopo. Pensa te, non avevo ancora vent'anni.
In uno dei miei primi Viaggi della Speranza verso Milano e verso qualche redazione, alla Milano Libri notaroni questi disegni nati forse per una mostra a Bologna. Li opzionarono per "Linus", e immagino sia stato l'unico modo in cui sarei mai potuto apparire sull'antico, blasonatissimo mensile di fumetti e altro (nr.251, febbraio 1996).
Decoravano un articolo di Marina Terragni intitolato "Angosce: i Mostri Domestici".
Ho usato solo pastelli Caran D'Ache su cartoncino.
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Silvia Pompei è una faticona, un diesel, un cuore grande. E' testarda e precisa e si spegne a metà di un discorso. Poi torna dopo due giorni e riprende esattamente da quell'avverbio lasciato in sospeso. Silvia ama molto il suo lavoro e non dimentica mai i suoi amici, anche se sta lontana a lungo. Quando torna ti cerca e ti fa sentire consueto, domestico. Silvia ha una casa, una mamma, un fratello davvero speciali. Aveva anche un babbo straordinario. Nonostante questo, non è diventata una mosciona o una potenziale killer di universitari. Silvia disegna i cartoni animati e un giorno, attraversando una piazzetta di Lucca, mi ha detto: "ma scusa, vieni anche tu". E poco tempo dopo, ero a Londra a disegnare topi e gatti nel West (presto dovrò raccontare quella storia là).
La Pompei ha retto l'ondata del TREDDI', questi ultimi anni in cui si è pensato che i film di animazione no si potessero più disegnare con la matita. Assieme a Marco è rimasta in trincea e oggi è arrivata a Springfield. Baci, Silvietta e a presto per un tè.
(trafiletto dal Magazine del Corriere della Sera, 19/4/07)

Il lavoro che per un mese abbondante mi ha tenuto lontano da ogni altra cosa, consiste in una serie di tavole per la nuova campagna online delle Assicurazioni Ras. Sulle immagini che ho preparato sono state montate le capocce vere di due attori che interpretano "Tony e Mango" (la Squadra S.A.S., appunto).
Con l'animazione in Flash, l'effetto finale è quello di un piccolo "Carosello" piuttosto delirante ma divertente.
Ho lavorato agli storyboard e ai testi, i disegni sono fatti con pennello ed ecoline, poi Photoshop (tavola grafica Wacom). Gli episodi già visibili sul web li trovate qui nell'apposito sito.
Attenzione: se la pagina vi appare bianca (magari usate un Mac...?) e' un problema di allineamenti, scendete, scrollate in basso e trovate il quibus.
Commitente: agenzia Icon Medialab, Milano.
Grafica per un nuovo ristorante nel centro storico di Rimini. Logo realizzato con Photoshop e Freehand e il valido supporto della penna Wacom.

Secondo mese del "Calendario Secsi 2007" di Net To Be. Per questioni di equità ormonale, si è prestato il prestante Gianmaurizio Greimas, 28 anni, inquadrato come Senior Project Manager ma divenuto in breve il più scaltro ed efficace sales della Immanet. Come si può intuire, Gianmaurizio è molto gettonato dalle impiegate dell'azienda ma lui osserva rigidamente un principio ismiziano: "non si può se ziamo coleghi (o se uno di noi due è un ofide)".
Per scaricarvi l'immagine a grandezza naturale (da stampare e appendere al muro), cliccate sull'immagine. Se volete prima vedere meglio com'è la pagina, cliccate qui.
L'utilizzo è libero purchè non sia a scopo di lucro o per eccitare un babirussa. E fra meno di un mese, "Marzo secsi..."
Chi fosse interessato a conoscerne il motivo, può leggere questo post. Grazie
Siamo una realtà locale.
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About Net To Be
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Questo disegno ha vent'anni, caspita e ancora caspita. Fatto per una mostra, di cui potete leggere qui sotto, di quelle collettive che si usavano negli anni '80, per le quali si chiedeva a un bel mazzetto di fumettari/illustratori di produrre un'apposita tavola per partecipare, in assembleare letizia.EDITORI DEL GRIFO
6a MOSTRA INTERNAZIONALE
DEL FILM DI FANTASCIENZA E DEL FANTASTICO ROMA, CINEMA CAPRANICA, 26-30 MAGGIO 1986
Copertina: Jacono
ISBN 88-85282-77-6
Copyright - @1986
Editori del Grifo, Montepulciano (Siena)
Assessorato alla Cultura del Comune di Roma
Assessore: Ludovico Gatto
Dirigente Superiore: Carlo Melappioni
Primo Dirigente: Elisabetta Sangiorgi
Dirigente: Silvio Tucciaroni
Ufficio Mostre Settore Immagine: Paola Vassalli
Ufficio Spettacolo Settore Cinema: Elisabetta Bruscolini
Relazioni esterne: Mara Mariotti
Allestimenti: Enrico Mastrangeli
La mostra è stata curata e realizzata dalla Associazione Alzaia-Grifo
Organizzazione: Agostino Milanese, Mauro Paganelli, Luisa Taravella, Angela Vincenti
Allestimento: Salvatore Liberti
Grafica: Paolo Barcucci, Tiziana Piccone
Fotografia: Sergio Ciarlo
Cura del catalogo: Marco Giovannini
Qualcuno ha già detto, ne sono sicuro, che le narrazioni di sciencefiction, sono molto probabilmente le fiabe dei nostri tempi. Qualcuno, allora, potrebbe aggiungere: fra i personaggi di queste nuove fiabe quali più attuali dei vampiri?
Dalle antiche segrete dei castelli medioevali a questa nostra epoca post-tecnologica di imminente e incalzante nuova barbarie, certo ben più feroce di altre che l'hanno preceduta, il vampiro è con noi.
Non si nutre forse la nostra stessa cultura, con vampiresca memoria, di citazioni e rivisitazioni che ormai da sole sembrano costituire l'unica sua linfa vitale? è per questo che in occasione della sesta edizione del Fantafestival abbiamo pensato di dedicare ad un pubblico "giovane" e agli affezionati cultori del genere una mostra collettiva sul tema del Vampiro; mostra in cui lasciar convivere diverse, ma oggi non più così lontane, forme espressive quali la pittura, il fumetto, la grafica in un discorso, del resto già avviato, di mescolanza e crediamo vitale contaminazione di generi.
Ludovico Gatto
Assessore alla Cultura
Vamp vamp hurrà. Un grido e un saluto insieme per festeggiare nelle pagine che seguono la prima raccolta/censimento di originali vampirici. E in molti casi si tratta di originali veramente originali come chi si prenderà la briga di guardarli con gli occhi del Cuore e della mente oltrechè con quelli del volto, potrà rendersi conto.
C'è motivo perfino di coniare per l'occasione un neologismo, "vampart", e salutare non certo la nascita quanto la consacrazione di un genere, un movimento, o qualunque altra cosa sia, che dal buio delle segrete di qualche castello dei Carpazi, scrollandosi di dosso le ragnatele del tempo e dell'ironia, piano piano è arrivato al neon delle gallerie d'arte. E per fortuna, come è capitato per altri generi o movimenti seri, stavolta non si deve parlare di rivalutazione postuma perché come si sa il vampiro è più che mai fra noi, non sia altro per il fatto che ben a fatica può veramente morire.
"Vampart", sia chiaro, è un termine di comodo, alla moda nel senso che viviamo un 'epoca di frettolosa ma purtroppo inevitabile sintesi, pena l'uso immediato di quel telecomando dell'anima che è più che la noia, la difficoltà di immediata catalogazione. "Vampart", oltretutto, è un termine in stile perché "vampirizza" tutto quello che l'ha preceduto, per nascere se ne nutre, e in cambio lo fa rinascere. Perché diciamocelo francamente la "vampart", al di là delle parole, è vecchia come l'art e come il vampir, cioè come l'uomo se vogliamo continuare in questo stile mezzo creativo e mezzo rivistaiolo.
Ha solidi e quotati precursori che, mischiando secoli e generi come in una grande insalata dello chef, si chiamano Goya, Dalì, Beardsley, Munch, Burne-Jones, Rops, Bosh, Klinger, Ernst, Martini, Redon, Fini.
Non mancano poi dei grandi dal pedigree un pò incerto. Due per tutti, Boleslas Biegas e Clovis Trouille. Questa confusione, più che contaminazione, fra grafica e pittura è assolutamente voluta e non casuale. Tanto è vero che qui si va ancora oltre, aggiungendo alla partita un altro giocatore: il fumetto.
Migliore interprete, francamente, non si potrebbe avere.' Così come il vampiro stesso, mito popolare o colto, a seconda dell'approccio che ha avuto, il fumetto gode, usa e abusa della stessa doppia anima. A fianco della produzione "bassa", popolare, di massa, ce n'è un 'altra più colta e raffinata. Nata, comunque, dalla precedente, col solito sistema della vampirizzazione.
Correvano gli anni Cinquanta quando negli Stati Uniti esplodeva frenetica la mania degli horror comics. Erano anni di guerra fredda e di caccia alle streghe politiche. E anche il vampiro veniva ideologicamente arruolato. Da allora la questione dei colori non è pili soltanto cromatica: nero, bianco o rosso? E chi si stupisce, non ricorda la contemporanea politicizzazione di tutti gli altri colleghi in mostruosità e fantasticherie sintetizzabile in una massima eterna ancora visibile su un muro di Trastevere "Godzilla e Gamera ci salveranno dalla trama nera".
Erano gli anni cinquanta e sessanta ed erano l'America e l'Italia. Ma se proprio si vuole trovare un precursore ai fumetti vampirici, bisogna correre indietro ai Quaranta, quando in Inghilterra Edward Lloyd mise la penna al servizio delle infinite avventure del vampiro Varney. Protofumetti, perché in realtà erano semplici illustrazioni di un serial travestito da feuilleton. Già perché allora il fumetto non esisteva ancora, trattandosi degli anni Quaranta, ma del 1840...
Negli ulitmi tempi la vampirologia si è estesa a macchia d'olio, anzi, meglio, come un'epidemia. Come se i vampiri moderni non trasmettessero più soltanto baci ma anche bacilli. Ed anche in Italia ha mietuto vittime. Dal 1960 ad oggi sono almeno dieci i libri dedicati all'argomento. E se due sono ormai dei classici esauriti e recuperabili solo in biblioteca ("lI vampiro", Ornella Volta, 1964; "lo credo nei vampiri" di Emilio di Rossignoli, 1961), altri sono recentissimi a testimonianza del continuo morire e risorgere di quella che è ormai diventata una figura metaforica. Consigliabili, soprattutto gli ultimi due: "l vampiri" di Domenico Cammarota, Fanucci Editore, 1984 e "lI libro dei vampiri" di Fabio Giovannini, Dedalo, 1985. Tutti questi volumi hanno in comune una cosa: la documentazione quasi maniacale sintomo di amore sincero per la materia. E anche l'aver privilegiato forme più consolidate come il cinema, la letteratura, l'arte, il teatro, rispetto al fumetto. A parziale integrazione, ecco una velocissima carrellata, vera e propria vampirizzazione grafica. Con una precisazione: han fatto più per la causa della popolarità vampiresche (nel senso di mantenerne viva la memoria e la tensione fra Vurdalak o addirittura (quantitativamente se non qualitativamente) Jacula, Zora, Sukia che le mille banali trascrizioni del "Dracula" di Bram Stoker, il romanzo più citato e meno letto della storia della letteratura, dopo la Bibbia.
Ed ecco spiegato il motivo per cui queste gentili "signorine" compaiono per la prima volta in una mostra, accanto ai Crepax, ai Liberatore, ai Pazienza, ai Buzzelli...
Resta l'ultima domanda. Ma insomma chi è questo vampiro? Un mascalzone assatanato di sangue, un poverocristo, un ermaginato, un diverso che vuole solo fare conoscenze e non sa altro sistema, un filantropo che in cambio di un piccolo morso allunga la vita dei suoi amici sia pure esponendoli ad effetti collaterali (niente sole, niente aglio, niente croci, occhio ai paletti di frassini, ecc. ecc.), un maniaco sessuale smascherato da questo invito canoro a ritmo di cha-cha-cha popolarissimo negli anni Sessanta: "Dracula, Dracula, Dracula/vampiro dal nero mantello/ perché non ti succhi un bel pollo/ e lasci le donne campar...".
Mah, vediamo che ne pensano i nostri "vampartisti"...
Il Nuovo Laboratorio Odontotecnico (periodico mensile dell'A.N.T.L.O. - associazione nazionale titolari di laboratorio odontotecnico) mi commissiona una vignetta b/n per il suo nr.2 di quest'anno. Lieto gliela produco.
Su questo scaffale del 1994 c'è un disegno che si chiama "Bendix, Ottava Strada, New York". Se volete guardarlo, cliccate sul particolare qui accanto, sono un'ottantina di "k" di peso, non dovrebbe essere drammatico da aprire.
L'ho fatto in previsione di una mostra che poi non s'è tenuta, ma soprattutto perchè avevo voglia di fermare gli sbuffi di polvere di un ricordo piacevole. Lia ed io eravamo stati a visitare le Twin Towers
, era ormai sera e a casaccio scegliemmo un ristorante che ispirava cordialità e calore, sbirciando dalla vetrina. Ed era ciò che prometteva, un localetto di
aspetto dignitoso e orgogliosamente "di servizio": bacheche piene di annunci solidali, tavolini occupati da un'umanità variegatissima e rilassata, menu che badava al sodo. E, per noi due, il sodo fu un pollo "Jewish Home Style" che ancora ricordiamo con commozione. Nel disegno, al centro una
mia "Lia" versione manhattaniana, mentre quel gatòne di spalle sono io come mi presentavo quasi dieci anni fa. In barba a tutti i luoghi comuni su New York, spendemmo poco, fummo trattati con gentilezza e tornammo tranquillamente a piedi all'albergo.
Nato da queste parti 32 anni fa, famiglia sampierina da quattro generazioniRoberto Grassilli è oggi - dopo un passato di alfiere del rock "demenziale" - uno dei disegnatori di punta del settimanale satirico Cuore. Da qualche tempo si è trasferito a Bologna. In questa intervista si raccontae racconta da un osservatorio affettuosamente lontano una stagione molto creativa di San Pietro in Casale. Quella accompagnata dalla musica - due gli album: "Bravi ma basta" e "Altri Nani" - di Lino e i Mistoterital.
Partiamo proprio dall'inizio,
dall'infanzia...
Infanzia felice serena con la classica dicotomia parrocchia/Pci tipica dei paesi della bassa. Sono rimasto all'ombra di Don Baroni per qualche anno poi la curiosità mi ha spinto altrove.
... e saltiamo direttamente
alla vicenda musicale.
Quella inizia al Dams (la
facolt di arte musica e spettacolo dell'universit di Bologna ndr) nel 1983.
Il primo concerto stato a San Pietro in casale nell'oratorio del '600 che sta
accanto alla chiesa. L'ultimo stato a Baricella nel '91: siamo rimasti in
zona. In realt avete girato un
po' di pi.
E' vero ma all'inizio erano pi che altro sagrefeste dell'Unit. Poi il bilancio si fatto pi serio: circa duecento concerti tra Bolzano e Avellinodue dischiun po' di cassetteuna rassegna stampa alta come un dizionario. E - di questo sono orgoglioso una citazione nell'enciclopedia del rock che l'Arcana ha appena mandato in libreria.
L ' a I t r o Sampierino Stefano Marmocchi.
Sianche se dopo un po' le nostre strade si sono divise. Il suo nome di battaglia era Paul Sino (pronuncia polsino ndr)il mio Phil A n k a (filanka). Lo coinvolgemmo il giorno prima del concerto d' a v v i ograzie all'intercessione di Gianni Fini. Questi era il Nome tutelare della musica localequello che negli anni '60 aveva importato i Beatles. Ha svezzato noi e altre tre generazionicompresi gli Skiantose se non fossero arrivate discomusic e karaoke sarebbe ancora nei locali a spopolare. Lo chiamavamofacendo il verso a un caposaldo del rockÇGo Gianni GoÈ.
Demenziale un'etichetta che
ti sempre piaciuta
poco
Sanche perch nell'83 i fasti del '77 erano acqua passata gli Skiantos non erano il nostro modello. Noi piuttosto dobbiamo parecchio ai Violent femmesai gruppi che mescolavano ironia rock duroriscoperta delle radici. Al momento c'erano solo suoni elettronicipresentare cose acustiche e pi "dirette" era una provocazione nuova. Che tra l'altro andata al di l delle nostre aspettative. Nei concerti dicevamo che si faceva di tutto per non diventare famosima alla fine la notoriet quasi arrivata.
Qualiall'epocale reazioni
locali?
Buoneabbiamo provato per un anno in quello che ora il Centro Alice. I nostri fans pi accesi erano i componenti della famiglia Sgarzitre fratelli e due sorelle (pi la madre) che suonano e hanno inciso una cassetta-tributo in cui ognuno di loro canta le nostre canzoni.
I Due aI b u mun'infinit di cassette pirata.
Con la differenzarispetto agli altriche noi dei nostri demo-tape clandestini siamo orgogliosi. Un nastroIl prosciutto il cane, fu recensito addirittura dal Mucchio Selv a g g i o quando i dischi italiani su quelle colonne erano praticamente ignorati. Era il periodo in cui doppiavamo le cassette in casafacevamo le copertine a manoeppure ci ritrovavamo in giro per l'Italia col pubblico che intonava i cori su canzoni ufficialmente mai date alle stampe.
E un fans club tuttora quasi funzionante
Si chiamava fanclebscritto come si pronunciaed era nato come parodia del mito di certi feticci. Ma alla fine ci ha preso la manoavevamo commesso I'errore di gestirlo personalmente ed eravamo piacevolmente assediati.
Il record di spettatori?
A Torinoal parco della Pellerina c'erano circa 3000 persone. del resto quella un po' la nostra citt d'adozionee anche adesso siamo in ottimi rapporti col circolo ÇHiroshima Mon AmourÈ e il gruppo ska degli Statuto (erano all'ultimo Sanremo ndr). Subito dopo c' il festival Nazionale dell'Unit di Bologna.
Poila carriera da
disegnatore.
Grazie alla mia insegnante elementarela maestra Zucchini Malucelli. Alle medie invece il professor Gamberinisocialista precraxiano di Pieve di Centomi diede la spinta decisiva. E i miei hanno dovuto rinunciare all'idea di farmi fare l'elettrotecnico alle Aldini. L'idea vera e propria per antecedentein terza elementareinsieme ad Alessandro Ceresiun artista ingiustamente sconosciuto.
E la satirainvece?
La colpa del comune. Di Ferruccio FavaRaul Durantiche mi chiedevano vignette per il giornalino. Allora guardavo Tango e Satyricon con invidiae tentavo con scarsi risultati di convincere Italo Cucci a pubblicarmi qualche vignetta sul Guerin Sportivo. Proprio ioche lo sport quasi lo odio. Poi Staino mi telefona per farmi qualche complimento per una striscia autobiografica sul centro civico di San Pietro in Casale e Repubblica mi pubblic un paio di cose.
Continuando c' addirittura
Spielberg.
Sho disegnato per Fievel conquista. il west. E' un personaggio poco conosciuto perch in Italia il film uscito insieme a La bella e la bestia e ne stato strozzato. Ma in America andato beneed stata una bella esperienza. Quindi i primi approcci a Cuoreil trasferimento a Milano come graficoe la situazione attuale di felice e assidua frequentazione delle pagine verdi.
Per finire torniamo a San
Pietro. Cosa le mancavista da fuori?
Non il buon governomi pare. Forse culturalmente un po' troppo Bologna-centrica. Io mi sento legatissimo a San Pietroma potrebbe sfruttare ancor di pi le proprie possibilit. L si dice che non dura nienteche le iniziative muoiono. Ma quasi fisiologico visto che la stazione ferroviaria di fatto l'awicina molto di pi alla citt di comuni geograficamente pi prossimi al capoluogo. La buona volont c'gli assessori si danno da fareforse ci vorrebbe un po' di curiosit diffusa.
Sazi e disperati?
Noappagati e contenti. E non detto che sia un guaio. L'amministrazione non manca di iniziativa (I'appoggio allo sportla rinascita del carnevale) e ultimamente si svegliato l'interesse anche per la storia locale. Ma un risveglio che solo da poco stato favorito dalla fine della frattura tra le due anime del paese: quella cattolica e quella laica.
Cos'era successo?
Prima era stato come tra Don Camillo e Pepponecon molto minor affetto. E la mia generazionequella ch'era adolescente alla fine degli anni '70 stata segnata da questo boicottaggio. Quando ho cominciato a chiedermi se i comunisti erano davvero creature che vivevano nell'oblio e nell'erroreero guardato con diffidenza. Dai comunisti, perch venivo dalla parrocchiadai parrocchiani parch "traditore". Ebbi la tentazione di prendere la tessera del partito maoistaquando scopersi che alcuni miei amici boicottavano Çper ideologiaÈ la biblioteca comunalee forse sono diventato di sinistra a furia di combattere perch alle feste dell'oratorio non fosse suonato solo il liscio. Gli "altri", perlomenolasciavano sempre un po' di spazio per "chi ragaz".
Qui sopra e in alto asinistra, due vignette di Roberto Grassilli