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Conosci l'Ismizia
Ismiziabann.jpg La patria del pino peloso, della Foca Strafottente e dello stuoino con scritto "salve!".

L'Ismizia ha esattamente la stessa superficie dell'Italia, identica al centimetro quadrato. La sua storia è legata alle migrazioni polari dei popoli scandinavi, le uniche, per quel che se ne sa, originate da straordinari saldi di pelli d'orso. Un'antipatica faccenda di mancata assistenza ad un veicolo in panne obbligò i futuri Ismiziani alla fondazione della loro capitale, Rajicollsoö (in Ismiziano: "ho finito tutte le lettere che avevo"), dove Sans Iiiiiiiisv, leader naturale della neonata comunità, scoprì le bacche da cui si estrae il cdurren e il lichene che si trasforma in zamatta. Queste fondamentali intuizioni gli conquistarono la devozione di tutto il popolo, che lo volle come proprio sovrano. Solo le foche strafottenti continuarono con le loro battute sarcastiche, persino durante la cerimonia in cui Sans I divenne ufficialmente re d'Ismizia, Stella Luminosa del Nord, Capo dell'Esercito Plantigrado, Gran Ragioniere della Fede, Consulente della Bcg e Nemico Giurato della Foca Strafottente.sans.jpg

Un vecchio adagio Ismiziano dice. "l'unica foca strafottente buona è quella che diventa 150 polpette, con cdurren e zamatta". Nel proverbio era compresa tutta la ricetta del piatto nazionale, cosa che ci conferma il carattere essenzialmente pedante di questa gente. Comunque fu proprio la disponibilità dell'animale artico a risolvere i problemi alimentari dei primi Ismiziani. Catturarle era semplice: le foche stavano tutto il giorno a ciondolare davanti ai bar, facendo battute sulle ragazze che tornavano dal lavoro e criticando il governo. Dopo la prima ondata di massacri, gli animali acquatici si ritirarono in club esclusivi in cui era difficilissimo essere ammessi.
Per trovare altre fonti di sostentamento, gruppi di Ismiziani si spostarono ancora più a Nord, scoprendo così l'esistenza del Pino Peloso. Tutti conoscono le straordinarie doti di questo albero: legno perfetto per i mobili, corteccia ottima per gli utensili, pelo esterno ideale per la filatura e la tessitura. Preso atto di tutto questo bendidio, i coloni restarono senza parole quando scoprirono che il pino, per una particolare evoluzione, è avvitato al terreno e quindi non si deve fare nemmeno la fatica di abbatterlo. rajicollsoo.jpgE non finisce qui. La corteccia è dotata di una sorta di cerniera lampo, una zip naturale, che consente di avere il tronco nudo e pulito in cinque minuti. Questo legno, del resto, presenta dei tratteggi caratteristici che indicano in quali punti sia più conveniente segarlo. Insomma, alla fine della lavorazione, ce ne vuole della bella e della buona per impedire a questi vegetali di buttarsi da soli sopra al camion.

Per chi vuole recarsi in vacanza in Ismizia, raccomandiamo la visita di Rajicollsoö, la capitale dalle mille colonne di basalto e dai 980.000 stuoini con sopra scritto "salve". Portate a casa uno di questi raffinati oggetti artigianali (gli stuoini, non le colonne), dipinti a mano con inchiostro di cdurren diluito con zamatta. Però compratelo in un negozio: i rajicollsoöiani sono molto gelosi dei loro stuoini e non amano vederseli folpare da davanti l'uscio di casa.
Non mancate una visita anche a Hedelenund, patria della KANEA®, e una scivolata a Por Sotte, città dai 975.000 stuoini, dove nacque Sans I e dove ogni anno, a luglio, si svolge un qualchecosa.