Muore a 87 anni un grandissimo, dopo aver dato tantissimo.
Io Paolo Poli lo piangerò a lungo. ‪#‎paolopoli‬

Attenzione: é vietato morire nel sottopassaggio. Servirsi dei binari.

in effetti se c’é uno che non rischia di morire a Bruxelles quello é Salvini.

Mi piace la parte del signor Nessuno a cui scrivono a volte persone Qualcuno

Schwein

Un signore tedesco che raccoglie porcelletti disegnati da professionsiti della matita e delle chine, mi aveva mandato una gentilissima lettera, con cartonicino su misura, affrancatura e indirizzo germanico già vergato sopra, per chiedere un contributo alla sua eccentrica collezione. Suddetta lettera era finita divorata da un faldone che niente aveva a che spartire e solo in questi giorni di Studietto Revolution l’ho ritrovata.
Con rapida porchitudine ho fatto quanto richiestomi e lunedì vado a imbucare.

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Idee

Le idee si stanano con le matite e sfogliando cose che non c’entrano niente

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La redazione di Cuore e Bologna non fraternizzarono mai più di tanto, vuoi per una latenza milanese che il giornale non perse mai, con tutte le difficoltà a rilassarsi in situazioni extra-lavorative tipiche dei professionisti meneghini, sia per la chiusura in combriccole, ortodossìa delle città di provincia che anche Bologna possiede, nonostante soffra ad ammetterlo. Però qualche episodio extra-rotative si verificò, come quell’intensa collaborazione fra alcuni cuoristi e l’emittente cittadina più affine in spirito e umore al settimanale verdolino: Radio Città del Capo, del gruppo Popolare Network.
Sordo? Felice!“, a cura di Lia Celi e Alessandro Robecchi, fu un breve ciclo di trasmissioni con testi satirici e intrusioni dei consueti personaggi improbabili, a cui davano voce altri collaboratori di Cuore, vedi Andrea Aloi e Michele Cavaliere. Dal sacco sottoscritto estrapolo una intrusione dell’Imelde, signora petroniana in età, dedita al sociale e al proprio quartiere tutto di sinistra. A risentirla riconosco tracce di precedenti patacate radiofoniche che avevo sparso nell’etere bolognese molti anni prima e anche qualcosa del mondo-Terital.

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“O”

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Progetto “O.”. Là da qualche parte nella mia crapa, qui da qualche parte, nei cassetti larghi cm.40 e profondi cm. (segno di infinito).

Milleluci sui miei disegni

Ecco, la mostricina é allestita. Non voglio trascinarvi fuori casa con questo tempo per 10 disegni miei, ma tanto so che nelle prossime due settimane al circolo Milleluci ci andate comunque a vedere gli eventi fichozi che ci proponeRoberta Amadei. Ci si vede lì.

Selezione!

Ecco qua, fra le tante fatte, queste vignozze satiriche mi pare reggano ancora.

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Freak

Freak, ci fai un autografo? Qui su questa foto ufficiale di Enzo Tortora? Guarda Freak, abbiamo questo demo, ti va di ascoltarlo? Cantiamo davvero malissimo!
Nessuno canta male come Freak Antoni“, ci rispose in via Zamboni che sarà stato il 1982.
Eppure si poteva: alfieri del “peggio é meglio”, avevamo peggiorato una canzone degli Skiantos modificandola in “Sono rotto, sono gretto… È normaTe“.
Un paio di anni dopo, lui parlava bene di noi ad ogni occasione e noi, frenetici, tirfulgidi, lanciatissimi nelle nostre armature rockettare anni ’80, non potevamo dire al tenerissimo Antoni che essere connessi al “demenziale” ci pareva sempre più il bacio della morte… Una sorta di prigione a forma di settantasette bolognese.
Gli si voleva bene e basta, al Freak che a sua volta amava persino il nome, della nostra band ed era deliziato dai titoli dei nostri album, come “Bravi Ma Basta” e “Sbagliandosi in Para“. Ci indicava come evoluzione della scena di cui lui era stato uno degli iniziatori.
Su quella scena lo avevamo incrociato, dentro, fuori, dietro le quinte e tutte le volte aveva una giacchetta diversa: Freak coi capelli dritti a una rassegna rock in culo all’Abruzzo, Astro Vitelli in una compilation di band improbabili fatte, quasi tutte, da figuri che conoscevamo, Roberto Antoni poeta alla Festa Nazionale di Cuore, Beppe Starnazza a celebrare il momento avanguardista di fumetti-arte-musica che ci fu a Bologna all’inizio degli anni ’80.
Ma anche, più intimamente, ad inaugurare il primo parco Lennon d’Italia, a portare le nostre piccole primogenite sui gonfiabili progressisti di quartiere, la domenica pomeriggio. In salette prova sgamberlatissime… a casa sua, ad aspettarlo nel salottone assieme a Dandy, mentre la nonna gli intimava di uscire dal bagno.

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Il master su “ripiegare le borsone di plastica blu Ikea” é stato spostato in aula di Fisica 6.

Ma quindi Rihanna é già stata Hanna almeno una volta, prima.

Fra tre mesi saremo a maggio e il mio amore io vi darò.

Fummo, siamo e sempre sanremo

Allora se dovete votare vi faccio il promemoria: codice 1)Erisa 2)Giuliana 3)Annalisa 4)Flavia 5)Noemi 6)Tullia 7)Coletta 8)Manarea 9)Crabbipatty 10)Cinzia 11)Domiziana 12)Roberta 13)Ornella 14)Pinuccia 15)Sandra 16)Lorella 17)Genziana 18)Elena 19)Iole 20)Teresina 21)Zurlina 22)Doretta 23)Uma 24)Jennifer 25)Pierantonia 26)Lucia 27)Bianca (ad libitum)

Comunque sia, sempre e comunque evviva Elio e le Storie Tese! ‪#‎EELST‬

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Rubrica “Risorse Quasi Umane” per P&C gennaio 2016, edizioni Este

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L’amicizia deve venire dal cuore, non dalla scarica elettrica di un calamaro spaziale.

L’irresistibile mestiere della vignetta

È sempre un piacere rimettere mano all’antico mestiere della vignetta satirica.
Grazie allamico-collega Pietro Vanessi PV per avermi convocato e… “nella narice del capibara!” per questa nostra operazione a a cuore aperto.

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E riguardo quel vecchio film: certo che l’arsenico fa male, ma secondo me in realtà morivano ingoiando i vecchi merletti.

Casa

Probabilmente é casa quando non sbagli più a cercare l’interruttore della luce.

Dall’ Ufficio Stampa Caritas Ambrosiana, redazione di “Scarp de’ tenis”:
> lunedì sera, con la vendita delle opere all’asta, si è conclusa un’altra tappa della nostra avventura.
Ma non finisce qui. “Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci, nuove canzoni a colori” continuerà a vivere nella mostra itinerante su forex che stiamo preparando e che ha già generato molto interesse.
Ci teniamo molto a dirvi GRAZIE. La vostra generosità e la qualità altissima delle vostre opere ci ha consentito di raccogliere quasi 10 mila euro.
La mostra, al Castello Sforzesco, ha avuto più di 3 mila visitatori. Gli eventi hanno registrato il tutto esaurito.
Insomma. Un successone... <