Posts Tagged ‘Enzo Jannacci’

Di nuovo quei soliti accordi

06/05/2016

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Anche se non c’é ancora l’ufficialità, abbiamo la certezza: la mostra sulle canzoni di Jannacci, comprendente anche una mia illustrazione (qui la vedete nel suo travaglio grafico, quasi una biennale del disegno), quest’estate riaprirà a Rimini!
E rifaremo festa a noi, agli amici coinvolti ma soprattutto all’Enzino nostro, in terra di Romagna.

Oggi ultimo giorno

28/01/2016

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Oggi è l’ultimo giorno per visitare la mostra “Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci, nuove canzoni a colori” al Castello Sforzesco di Milano (oggi dalle 9 alle 17.30).
In migliaia di persone hanno visitato la mostra.
Moltissimi hanno lasciato anche sul libro degli ospiti tanti bei pensieri e qualche ricordo.
Davvero un grande successo.

Ma.. non finisce qui.
Perché lunedì sera le tavole vanno tutte all’asta per finanziare i progetti di Caritas Ambrosiana e Scarp de’ tenis a favore dei senza dimora.

Ecco le info per l’asta.

Per chi vuole partecipare di persona (e ci sarà un piccolo aperitivo) vi aspettiamo Lunedì 1 febbraio, ore 18 – presso la casa d’aste Porro Art Consulting in via Olona 2 a Milano. Ci si arriva facilmente. A due passi dalla fermata di Sant’Ambrogio.

Per chi vuole partecipare live all’asta al telefono: contattateci. Mandate un messaggio qui, oppure alla casella mail scarp@coopoltre.it oppure chiamateci al numero 02 67479017

La base d’asta è accessibile a tutte le tasche.
Siete tutti i benvenuti.

Vi aspettiamo.
E non esitate a chiederci qualsiasi ulteriore informazione.

Comune di Milano | Palazzo Marino Comune di Milano – Cultura
ENZO JANNACCI Caritas Ambrosiana Fondazione Cariplo Etica Sgr WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano
Porro Art Consulting

Sky Arte Rainews.it Tgcom24

I soliti accordi

21/12/2015

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Sarà ora che ve la mostro per bene, l’illustrazione con cui ho partecipato a “Gente d’altri tempi“.
È dedicata alla canzone che l’Enzo ha fatto in piena era Tangentopoli: “I Soliti Accordi”.
La presentò anche a SanRemo, con quel pasticcione di Paolo Rossi. Immagino che Sandro Paté me l’abbia assegnata per i miei trascorsi cuoreschi!
Comunque sia, questo é quanto gli ho dato indietro.

Gli angoli di Jannacci

16/10/2015

Roberto Grassilli appartiene alla categoria dei creativi multiformi che ha avuto in Enzo Jannacci uno dei suoi picchi più alti.
Fumettista, illustratore e cantante (con la rock-band di culto “Lino e i Mistoterital”), è anche lui parte dalla sontuosa squadra di artisti che comporranno la mostra “Gente d’altri tempi” (dal 10 dicembre al Castello Sforzesco di Milano).12122572_1489387964689570_1453360293413296059_n

Così Grassilli (di cui potete vedere un dettaglio dall’illustrazione “I soliti accordi”) ricorda il “suo” Jannacci:

«Non é “come” se Enzo Jannacci ci fosse sempre stato.
Lui c’era stato sempre, DAVVERO, nella mia vita. Dentro al televisore in bianco e nero, come la sua faccia smunta in contrasto con gli occhiali, a meravigliare me bambino. Tutti gli altri sorridenti e morbidi, lui spigoloso e smarrito. Mia nonna lo chiamava “Nacci“.
Dopo qualche anno, in combutta con Cochi e Renato: trasmissioni in orari ancora a rischio per me, primi tormentoni esilaranti, canzoni disperate che facevano ridere. “Baila Carrete, che te pago!”. Ed era lui sotto quel casco a guidare la moto che portava via Ponzoni e Pozzetto nella sigla finale.
Grazie mitica Rai dei ’60.

Poi un giovane professore, in quelle scuole medie già in odore di eskimo, me lo suona con la chitarra, sul prato. Lui, Gaber, Fo. Individuo il collegamento. Grazie Professore.

Epoca del cantautore trionfante: mentre tutti predicano, lui tira fuori un album come “Ci vuole orecchio” e assesta una ennesima zampata “con la forza di un leuùn“. Mi godo una sua esibizione con la fidanzatina, lo vedo dal vivo a Rimini che intrattiene e non perde un colpo. L’unica volta, purtroppo. O meglio: l’unica volta mentre fa spettacolo.

Io cresco, disegno, canto con una mia band stralunata per tutti gli anni’80. Jannacci spunta e contrappunta in tante occasioni. Capisco che ormai la sua é la dimensione di un “maestro”. Con la compagna più importante, quella con cui creo una famiglia, condivido anche l’amore, ormai intenerito, per le canzoni che entrambi sentivamo da bambini.
Aveva un taxi nero che andava col metano con una riga verde allo chassis…

Anni e canzoni, il lavoro mi porta spesso a Milano. In piena new-economy lo rivedo ancora una volta. Un fine serata, mii hanno riaccompagnato, sto per scendere dall’auto ma sul marciapiede qualcuno sta lì che guarda nel vuoto.
– Ma é …?
– Sembra proprio lui.. Sta male?
– Uhm…
– Aspettiamo un momento… Non andate… Un momento

In silenzio, dentro all’auto, stiamo fermi. Voglio dire: QUELLO é Jannacci. Nessuno vuole andare via se forse Jannacci sta male. Lui ha quella sua solita aria imprecisa… ma stavolta non é davanti a una telecamera. Dal giubbotto tira fuori una fiaschetta e beve un sorso. Si riavvia, gira l’angolo, la camminata é abbastanza rassicurante. Siamo tutti sollevati.

Due anni fa l’Enzo ha girato un angolo più serio. Ci siamo rimasti tutti male e da allora ci diamo da fare per trattenere il più possibile quello che ci ha lasciato. Io stavolta, per esempio, ho disegnato una sua canzone.»

Begli accordi

30/09/2015

Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci – canzoni a colori” è la nuova grande mostra-tributo, curata da Davide Barzi e Sandro Paté e organizzata da Scarp de’ tenis, che raccoglie l’omaggio di cinquanta artisti e fumettisti al cantautore milanese.
La mostra si terrà al Castello Sforzesco di Milano da metà dicembre a metà gennaio.
Il mio disegno, ispirato alla canzone “I Soliti Accordi“, l’ho mandato e mi pare sia piaciuto. Vi informo meglio più avanti.

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