Posts Tagged ‘Il Fatto Quotidiano’

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14/01/2015

Uscita straordinaria in Italia del “Charlie”, 14/01/2015

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19/01/2012


Vignetta x il Misfatto, gennaio 2012, tavola grafica.

14/01/2012

                         

Illustrazioni a corredo delle “previsioni 2012” di Lia Celi (“Mai e poi maya! Previsioni apocalittiche per un 2012 con le mani sulle palle di cristallo“), pubblicate su il Fatto Quotidiano il 30/12/2011.

12/09/2011


Gioco dell’Hack, per diventare i nuovi leader della sinistra italiana. Realizzato per il Misfatto (inserto satiro del Fatto Quotidiano) dell’11/9/11.

I testi sono di Stefano Disegni e Riccardo Cascino. tavoletta grafica, Photoshop.

04/09/2011


Vignetta per “il Misfatto” del 4/9/11. Tavoletta grafica.

30/08/2011


illustrazione x il Misfatto del 28/8/11 per un piccolo racconto di Pulsatilla. Tavoletta grafica.

10/05/2011

per “il Misfatto” (non utilizzata), dell’8 maggio 2011). Tavoletta grafica.

Al Qaeda: tutto pronto per le primarie

09/05/2011

ritrattini x il pezzo di Lia per “il Misfatto”, uscita dell’ 8 maggio 2011 (Misfatto rifatto). Tavoletta grafica.

Chi verrà dopo Osama? Il successore ufficiale è Al Zawahiri, ma la base scalpita: il nuovo leader vogliono sceglierlo i militanti. E già fioccano le candidature.

ROTTAMA ABU RENZ
Giovane ambizioso, vuole svecchiare Al Qaeda: le barbe vanno ridotte a pizzetti, i turbanti lavati ogni anno, e dopo tre attentati tutti a casa. Per Rottama la jihad avrebbe più successo se aprisse all’Occidente: ad esempio, trasformando la rete terroristica in un team pan-arabo di basket, gli Harem Globetrotter. «E poi è ora di dirlo: si scrive Al Quaeda» ha tuonato nell’ultimo congresso. Osama l’aveva scritto senza “u” negli anni ‘70, e nessuno aveva mai osato correggerlo.

(altro…)

09/05/2011

per “il Misfatto”, uscita dell’8 maggio 2011. Tavoletta grafica.

02/05/2011

Illstrazione per il pezzo di Lia uscito su “Il Misfatto” del 1 maggio 2011. Tavoletta grafica.

01/05/2011

Vignetta per il Misfatto del 1 maggio 2011. Tavoletta grafica.

18/04/2011

Per  “il Misfatto” del 17 aprile 2011. Tavoletta grafica.

11/04/2011

Tavoletta grafica. Per “il Misfatto” del 10/04/2011.

Misfatto del 3 aprile 2011

04/04/2011


Tavoletta grafica. per gli under ’40: il riferimento culturale è questo.

x “il Misfatto” 6/3/11

09/03/2011

Vignetta interamente realizzata con la tavola digitale Wacom.

Meglio dei Pokèmon: i figli di Gheddafi!

28/02/2011

Lia Celi - Mentre sul leader beduino la tenda sta per calare definitivamente, i suoi numerosi rampolli si preparano a spartirsi la sua eredità più ingombrante: un colossale guardaroba di divise pacchiane che solo di naftalina costa milioni l’anno. Alcuni dei Gheddafi jr. sono già noti alle cronache italiane, ma i più interessanti sono ancora tutti da scoprire. Conosciamoli meglio!

MIRAMMAR GHEDDAFI
Nato dalla relazione fra Muammar e l’animatrice di un Club Mediterranée, sostiene che il futuro della Jamahiriya libica sia il turismo balneare: ormai è arrivata all’ultima spiaggia. La formula all-inclusive sarebbe superata: Mirammar ha realizzato i resort all-reclusive, pittoreschi bunker affondati nella sabbia, circondati di filo spinato, in cui il villeggiante può abbandonarsi all’ozio più completo, anche perché se fa un passo fuori si becca una mitragliata. Ma scegliere il personale fra gli orgogliosi beduini del deserto non è stata una buona idea: sono così orgogliosi che se il turista gli chiede di rifargli il letto, lo sgozzano seduta stante. Mirammar ha appena inaugurato una serie di piscine all’aperto, erroneamente scambiate dai media per fosse comuni: «Macché cadaveri,» ha spiegato, «erano solo bagnanti che facevano il morto».

MONAMUR GHEDDAFI
Figlio del Colonnello e una ballerina del Crazy Horse, ha una solida fama di tombeur: le donne non riescono a dirgli di no perché è ricco, fascinoso e soprattutto perché le imbavaglia. Da vent’anni corre dietro a tutte le sottane d’Europa, come dimostrano le sue numerose love story con Guardie scozzesi, Evzones greci e monsignori cattolici. Tra i suoi flirt, Stefania di Monaco, che lo lasciò dopo aver scoperto che, malgrado l’aspetto, non era un domatore di leoni psicopatico, e Carla Bruni, alla quale ispirò la tenerissima ballata Cochon, ne me touche pas ou j’appelle la police. E’ accertato che Monamur voleva la mano di Camilla Parker Bowles, ma non era una proposta di matrimonio; convinto che la donna gli avesse rubato i bagagli all’aeroporto, le augurava la pena islamica per i ladri.

MUAMMARCORD GHEDDAFI
Frutto dal matrimonio tra il Rais e la cassiera di un cineclub di Derna, fin da ragazzo ha il culto di Federico Fellini: è convinto che il maestro riminese in realtà fosse libico purosangue, e che tutti i suoi film, a dispetto delle apparenze, siano ambientati a Giarabub. In onore del suo mito, Muammarcord indossa sempre un cappello nero a larghe falde e una sciarpa bianca, e il suo passatempo preferito consiste nel radunare inermi cittadini sulla spiaggia, vestirli da clown e obbligarli con voce in falsetto a camminare in tondo suonando la tromba, oppure immergere giunoniche attrici in fontane di petrolio (l’acqua è razionata). Spera di aprire il suo paese all’Occidente per poter importare le tettone e le culone felliniane di cui la Libia per ora è sprovvista. L’Italia punta molto su di lui: è l’unico che potrebbe sbarazzarci per sempre di Sandra Milo.

VAMMORIAMMAR GHEDDAFI
Il più intrattabile della famiglia, ha ereditato il carattere irruento del padre e i tratti bruschi della madre, una pesciarola appartenente alla tribù dei Vattelapijàh. Per addolcirlo, il Colonnello l’ha inviato a studiare all’estero, esperienza da cui Vammoriammar ha tratto profitto: oggi sa insultare in diciotto lingue, bestemmia correntemente in arabo, latino, ebraico e giapponese ed è in grado di creare incidenti diplomatici con qualunque stato del sistema solare. Ha peraltro una grande capacità di mobilitare le masse panafricane: gli basta aprire bocca perché una folla inferocita lo insegua per tutto il continente. Ma ben pochi scommettono su di lui come prossimo leader, al massimo è candidabile al ruolo di controfigura di Larussa nei talk-show italiani.

MIDIAUNAMMAR GHEDDAFI
Figlio di Gheddafi sr. e della cinesina del Rabarbaro Zucca, è stato spinto all’alcolismo dagli imprenditori italiani: ansiosi di combinare affari, gli offrivano tutti giorni lauti pranzi e cene, e guai se non accettava un goccio d’amaro dopo il caffè. Oggi l’abitudine è diventata vizio, tanto che una clausola segreta degli accordi italo-libici prevedeva il pagamento di una parte dei danni di guerra in bottiglie di Genepì, e il nostro governo si è impegnato a costruire un liquorodotto che collegherà la villa di Midiaunammar alla fabbrica dello Jaegermeister. Potrebbe essere lui il successore del Rais: nei recenti disordini ha conquistato la fiducia del popolo neutralizzando con un rutto un intero squadrone di mercenari; quindi, balzato su un tank, ha arringato i cittadini con un discorso memorabile: «E se son pallida come una strassa, vinassa vinassa e fiaschi de vin». Sta di fatto che, fra tutti i Gheddafi, oggi Midiaunammar sembra quello meno ubriaco.

(dal Misfatto del 27/2/2011)