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Cartoline dalla Romagna
venerdì, settembre 5th, 2003C’è un giudice che abita nella mia strada. E’ due numeri civici più in là, ho chiesto di lui ieri sera al signor Armaroli che è il mio confinante dall’altra parte. Armaroli trascina in strada Ugo, il barboncino fatto come uno sgabello da pianoforte, dinamico come uno sgabello da pianoforte. Nella nostra stradina irrompe un rispettablie sbotto d’aria, io lego la bicicletta e ascolto il vicino confermarmi che il giudice vive là sopra da molti anni, e che una volta era peggio. Una volta capitava che telefonassero dalle case dell’Arco d’Augusto, 500 metri distanti da qui, per intimargli di abbassare il volume della tv. In caso di partite della nazionale metà del centro storico di Rimini non aveva necessità di consultare alcun organo di informazione per essere al corrente del punteggio. Lisa la dirimpettaia ci ha sentiti ed esce a confermare che quest’estate il giudice ci ha dato dentro più del solito, forse per colpa del Garbino, il vento malevole della costa, che ha soffiato di frequente. Stiamo zitti ed ascoltiamo un altro pezzo di arringa che esce dalle finestre di quel primo piano stentato, come da misure architettoniche concepite quando anche qui tutti erano più bassi e smunti. A tratti gli passa sopra lo spettacolo che c’è in piazza: il nipote matto di Casadei fa una versione dance club di “Ciao Mare”. I vecchi, che ascoltavano il violino del prozio Secondo quando inventava “Romagna Mia”, se ne vanno scuotendo la testa.


