Posts Tagged ‘Lino e i Mistoterital’

Now YOU are Papelargo!

24/04/2017

Papelargo é uno degli esseri più inquietanti incontrati dai Mistoteritals. Ricorda il papero Donald, ma ha i colori sbagliati ed é molto, ma molto più largo. La fissità della sua espressione non lascia trasparire i suoi veri stati d’animo. Non bastasse ciò, spesso si presenta con una maschera da trota sulla nuca. Fino ad oggi non é stato possibile approfondire la ragione della sua esistenza e delle sue frequenti apparizioni nei pressi della band. Protagonista di un fumetto itinerante (il progetto prevedeva che tutto l’entourage di LMT ne disegnasse una pagina a testa), le cui tavole si sono arenate in qualche zona inesplorata del Fancléb.

Tutto TUTTO su Papelargo, nel sito ufficiale della band.

Gianni!

23/04/2016

Gianni! Giuro, non ti ricorderemo mai con tristezza!

Da sinistra, in piedi: Ted Nylon, Ylena Camosha, Moe Herr, Lauro O’ Cardigan, Brian Feboconti. Accucciati da Sin.: Phil Anka, Steve Cotton Job, Ronnie Shetland. San Pietro Incas, Alé 23/4/16

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Freak

24/02/2016
Freak, ci fai un autografo? Qui su questa foto ufficiale di Enzo Tortora? Guarda Freak, abbiamo questo demo, ti va di ascoltarlo? Cantiamo davvero malissimo!
Nessuno canta male come Freak Antoni“, ci rispose in via Zamboni che sarà stato il 1982.
Eppure si poteva: alfieri del “peggio é meglio”, avevamo peggiorato una canzone degli Skiantos modificandola in “Sono rotto, sono gretto… È normaTe“.
Un paio di anni dopo, lui parlava bene di noi ad ogni occasione e noi, frenetici, tirfulgidi, lanciatissimi nelle nostre armature rockettare anni ’80, non potevamo dire al tenerissimo Antoni che essere connessi al “demenziale” ci pareva sempre più il bacio della morte… Una sorta di prigione a forma di settantasette bolognese.
Gli si voleva bene e basta, al Freak che a sua volta amava persino il nome, della nostra band ed era deliziato dai titoli dei nostri album, come “Bravi Ma Basta” e “Sbagliandosi in Para“. Ci indicava come evoluzione della scena di cui lui era stato uno degli iniziatori.
Su quella scena lo avevamo incrociato, dentro, fuori, dietro le quinte e tutte le volte aveva una giacchetta diversa: Freak coi capelli dritti a una rassegna rock in culo all’Abruzzo, Astro Vitelli in una compilation di band improbabili fatte, quasi tutte, da figuri che conoscevamo, Roberto Antoni poeta alla Festa Nazionale di Cuore, Beppe Starnazza a celebrare il momento avanguardista di fumetti-arte-musica che ci fu a Bologna all’inizio degli anni ’80.
Ma anche, più intimamente, ad inaugurare il primo parco Lennon d’Italia, a portare le nostre piccole primogenite sui gonfiabili progressisti di quartiere, la domenica pomeriggio. In salette prova sgamberlatissime… a casa sua, ad aspettarlo nel salottone assieme a Dandy, mentre la nonna gli intimava di uscire dal bagno.

(altro…)

Odilio & Knapp

29/08/2015

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Odilio & Knapp son qui raffigurati insieme, sul vecchio manifesto di Lino e i Mistoterital, perché assieme restano scolpiti nei più bei ricordi dei nostri amati Palombari dell’Inconscio Musicale.
La band, per un certo periodo, favoleggiò su come doveva essere la grande tournée mondiale con la quale, anzianissimi, avrebbero salutato le scene (partendo dalle quinte e risalendo, via via, fino alle prime. Gli arredi teatrali sono suscettibili).
Prima di tutto sarebbe stato un enorme tendone da circo, pieno di pataccari, artisti funambolici e, ovviamente, animali mai visti prima dalla brava gente.
Odilio Spadacena era il tacchino da riporto-orologi di Bob Rodiatoce, ai tempi in cui ricopriva la carica di Gran Puntualino della Band. Bob lanciava un appuntamento e Odilio puntualmente riportava tutto. Vista la sua abilità organizzativa, i Teritals gli affidarono la gravosa opera di scovare, con grande anticipo, le bestie giuste per quella loro tournée. La prima che il volatile ingaggiò fu proprio Knapp, piccolo Formichiere di Tolosa che ballava sfrenato davanti ai passanti, nella bella cittadina ligure. Divennero una coppia anche nella vita, mentre Odilio preparava con lenta cura il cast zoologico.
Finché, un brutto giorno, il tacchino scoprì la vera ragione per cui LMT volevano questa magniloquente messa in scena: era solo per aver l’occasione, una volta alla settimana, di dare serata libera agli animali e mettere fuori il cartello “Stasera normali Cani”, cosa che trovavano essere prima di tutto un bellissimo titolo, oltre che una cazzata che avrebbe celebrato definitivamente la ridondanza e l’insensatezza della Band Tessile.
La delusione per Odilio & Knapp fu così cocente che si dimisero, si autosospesero, si retrocessero e abbassarono il loro livello di trasparenza fino al 20% . Da allora stanno lì, sul manifesto, fissati in un gesto che assieme significa amicizia e balcanizzazione (e Liberace, ovviamente).

Rinacerata

18/08/2015

800rinacerataLa dolce Rina ha una storia dolorosa. ce l’ha dentro un quaderno a righe di seconda, scritta coi Giotto Fibra. Per il resto sta bene.
È nata da uno degli assurdi esperimenti di Big Camillino, il pazzo, cattivissimo gelato-biscotto (vedi) che vuole lo sterminio di tutte le misto-creature.
Rina doveva diventare una spietata killer in grado di incenerire gli avversari, quel che abbiamo invece é una morbida perissodattile-tostapane, che ama guardare Cartoon Network con le amiche e quando vuoi ti serve dei buonissimi farciti allo zibibbo.
La copertura esterna di Rinacerata é di autentico Makintosh scozzese, in origine in tinta unita. Divenne a fiori improvvisamente dopo che Rina andò a vedere “Yellow Submarine” nel cinema parrocchiale Tiberio, a Rimini.

Pesce Klooso

15/08/2015

700pesceKloseIl Pesce Klooso sta nel manifesto di LMT in quanto portatore della chiave del tafanario dove la band tiene gli abbozzi, i manoscritti delle canzoni e tutte le carte delle merendine mangiate durante le trasferte per concerti. Il Klooso capisce quando non é aria (infatti é acqua) e si allontana per evitare che i Teritals, assaliti da pudore e vergogna prendano la loro intera produzione musicale e la diano in pasto ai pesci (altri, più grossi).
Il Klooso é originario dei fiumi della Cirenaica, ma i cambiamenti climatici del pianeta, di cui lui ha letto su Wikipescia, lo hanno convinto ad anticipare i colleghi (che poi in Autokrill finiscono quei buoni panini al salnitro).
Narra l’aneddotica teritalsa di innumerevoli occasioni in cui i nostri rockerz preferiti, nella fretta di rimettere mano ai canovacci delle song, si siano sbagliati e abbiano preso in realtà le cartacce delle merendine, eseguendo e mettendo esse nei loro album. Ma tanto era uguale.

più bestie si vedono

11/08/2015

Durante una amorosissima incursione senza pudore negli archivi del Fancléb dei Mistoterital, la Fansina “Next GenerationDina Gabar (sono ammiratrici autogeneratesi dopo lo stop della band nel ’91) ci ha intimato di rendere pubblico e fruibile certo materiale odoroso di storia (e di cazzate). Il piglio con cui lo ha fatto e il suo dito puntato (é qui accanto al mio occhio destro anche ora, pronto a colpire) mi ha convinto a procedere con questa pubblicazione, corredata di info riguardanti i besti dentro al manifesto.

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Mille Atolli

31/05/2015

E, grazie ai bravissimi e cari Riccardo Amadei e Les Pastis, ieri ci siamo viziati. Dal tavolo da disegno al palco, per salutare il Milleluci in occasione della chiusura estiva. E come dice Roberto Grassilli, amicodisegnatorecompagnodiavventure:
Quando l’afrore di chi suona si struscia, con niente affatto casuale malizia, sulla passione viziosa di chi disegna, nascono idee bastarde col pelo di tutti i colori.‪#‎chidisegna‬ ‪#‎rimini‬ ‪#‎myrimini‬ ‪#‎livemusic‬ ‪#‎event‬
(
Marianna Balducci)

ps= La canzone dei Mistoterital che sono andato ad eseguire sul palchetto assieme a Riccardo é stata Atollo K.

Le foto sono quasi tutte di Fabio Gervasoni

Brevi ma Belli

02/05/2015

Questo Primo Maggio il concertone in Piazza Maggiore, a Bologna, si é aperto verso le ore 17,30 con la bizzarra presenza di alcuni Mistoterital, introdotti da Luca Bottura. Essi hanno servito sul crescentone una “Tienti le Tue Trote” acustica, sgolata, derattizzata, non approvata dal loro manager. Nella brevissima apparizione, i LMT hanno anche declamato i versi già ascoltati al TPO qualche settimana fa, come una sorta di “promessa di fedeltà loro magrado” delle band esordienti al mondo zapruderato e infingato del rock italianno.
Questo é potuto accadere perché il concerto é dedicato a Freak Antoni, perché Luca é matto e perché abbiamo deciso di fare solo cose brevissime in posti sempre più importanti (prossimo live-act: i primi 22 secondi di “Sbarbe della Bassa” nel cortile del Quirinale).

 

IL ROCK ITALIANO HA MESSO I DENTI

14/04/2015

Questa Lamentazione Papemetrica é stata composta da Phil Anka in occasione della cerimonia detta “Lardo ai Giovani“, officiatasi a Booh-Lagna il dì 11 aprile 2015, anno di un signore, e da lui declamata di fronte ai convitati.

le chitarre non si sentono /
le voci non si sentono /
nella mia spia sento più lui di me /
adesso facciamo il rullante /
potete cambiarvi nei bagni /
potete cambiarvi lì dietro /
c’é il rimborso viaggio ma la cena dovete pagarvela voi /
vi offriamo la cena ma il viaggio dovete pagarvelo voi /
scusa nella mia spia sento solo il basso /
il vostro demo era meglio del vostro primo disco /
vi ho letti su rockerilla /
vi ho letti su buscadero /
ma ormai rockerilla fa schifo /
ma ormai buscadero non lo compro più /
se tocco il microfono sento la scossa /
l’assessore sale solo un attimo a dire due parole /
scusami ma adesso nella spia sento di nuovo solo lui /
in che senso non c’é la batteria? /
questo é troppo demenziale /
adesso faccio anch’io un gruppo demenziale /
ma il demenziale lo sanno fare tutti /
ma il demenziale erano solo gli Skiantos /
no, senti nella mia spia ci sono tutti gli altri e non la mia voce /
mi ricordate gli Skiantos /
mi ricordate gli Elii /
mi ricordate qualunque gruppo tranne quelli a cui vorreste somigliare /
il nostro nuovo disco é un disco che guarda avanti /
ve lo avevamo scritto che a noi servono tre microfoni /
non c’é rimborso ma vi ospita un nostro amico che ha una mansarda /
non c’é il rimborso ma vi mettiamo primi nella locandina /
ci hanno sbagliato il nome sulla locandina /
non c’é il nostro nome nella locandina /
lo so ti rompo i maroni ma nella spia adesso sento Radio Maria
l’Italia non va bene per il rock /
l’italiano non va bene per il rock /
si il nostro tempo é finito ma quelli prima di noi hanno smarronato di 20 minuti! /
ragazzi ci sono i carabinieri /
ragazzi stasera avete spaccato /
ragazzi mi dispiace ma con i tiromancino che suonavano qui vicino… /
senti… lasciamo perdere… me la spegni questa spia?

“Lardo ai Giovani” (ma a noi invece cipster cicoria)

11/04/2015

11/4/15 a Booh-Lagna. Alcuni Teritals,Ted, Lauro, Job, Phil, hanno omaggiato Freak un anno dopo con una mini-esibizione al TPO.

Altri “Altri Nani”

28/10/2014

Traccia per la copertina di Altri Nani di Lino e i Mistoterital, 1991. L’etichetta discografica la respinse temendo che la Disney potesse farci causa (???). Noi sei siamo “nanizzati” nello stile giusto (da sinistra: Ted, Ronnie, Bob, Steve, Phil, Lauro) ma dovetti cambiarla in quella che conoscete.

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CLARENMARIO TERITAL

13/07/2011

oggi, perquantodì, 13 truglio 2011

  • Si festeggia la Sagra Del Gran Zibibbo di Grezzago, durante la quale è vietato lo zibibbo.
  • 20 anni fa LMT partivano in Tourneé per promuovere “Altri Nani“. Purtroppo la loro Opel Tourneé si guastò senza riverenza appena dopo 400 metri.
  • Oggi piantate le carote (ma non cambiate quelle trote)

2004 anno bisesterital

05/01/2004

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Per augurarvi un Garrulo 2004, il Fancleb della Band di cui mi onoro di aver fatto parte, ha riordinato, dimensionato, uplodato, sottotiolato le immagini della Reunion “Di Nuovo Tante Scuse di poco più di un anno fa.
In quell’occasione, 6 dicembre 2002, Lino ei Mistoterital si sono ri-esibiti dal vivo dopo 11 anni di inattività criogenica.
Dalla salvifica macchinetta digitale di Federico “Hanfed” Giacanelli, più di 70 immagini della magica serata,disposte bene bene dentro tre Gallery qui sotto linkate. Enjoiatevele e Buon Anno!

Un Lungo Gafà

21/09/2003

emmaguitar_th.jpgPapà, cos’è un Gafà?” chiede la mia Maggiore, al termine di una spettacolare sequenza di “ruote”, sul parquet del soggiorno.
Un che cosa?” replico, offuscato, spugna abrasiva in mano, fondo di pentola tosto e odoreggiante.
Un Gafà!” insite Emma, che nel frattempo ha disegnato Doremi e Lullaby e le ha colorate di tutto punto. “lo dici tu nella tua canzone!
Allora… aspetta. Ho detto diverse cose nelle canzoni dei Tertals, talvolta, in effetti, oscure anche a me stesso. Ma il “Gafà” proprio non me lo ricordo. Un inedito di Ted Nylon finito nelle mani della biondina frutto dei miei lombi? Emma si è già stancata di atttendere una mia risposta e ora sta pencolante sul divano, immersa nella lettura di un Manuale di Biologia. “Senti“, le chiedo a disagio “me la canti? No so di che canzone…Emma, comprensiva, non alza gli occhi al cielo e intona:
Attiro menomme a pagina 7 / son cinque le vette di un lungo Gafà
Per merli e formica si sono sbagliato / si era incendiato un lungo Gafà
è il sussidiario…

Ah, ecco! è “Sussidiario“! Traslato nel lessico di una personcina che non ha ancora l’età da nozioni scolastiche, e che se mai sentirà qualcuno parlare di Ciro Menotti e di Muzio Scevola, difficilmente costui sarà la Signora Maestra. Il sussidiario,quello vero, di carta, e il suo modo di consegnare alle permeabili memorie degli scolaretti quei frullatoni di sapere spicciolo, non esistono più da molto tempo e questo mi provoca il pensiero che forse, fra qualche anno, il testo della nostra song quasi ventenne non risulterà più intelleggibile. Sarà uguale a come arrivavano a me le frasi arcaiche delle romanze che cantava la mia mamma facendo i lavori di casa, o i versi dell’opera sentita alla radio, o, meglio ancora, le invocazioni sopravissute in latino nelle funzioni dove esercitavo come chierichetto (consolatrix afflictorum… Asterix contro Giulio Cesare?).
Osservo Emma che comincia ad allestire assieme a Gioconda un musical espressionista, e provo un senso di grande consolazione. Se fra molto tempo qualcuno avrà ancora occasione di ascoltare le composizioni di LMT, e se l’ascolto risulterà, alle giovani orecchie del futuro, una specie di grammelot di geroglifici sonori, potremo dire che, alla fine, una delle missioni della Band sarà compiuta.
Il testo completo e tutto il resto su “Sussidiario“, clicca qui.