Posts Tagged ‘Rimini’

Aliens Again

sabato, giugno 8th, 2013


illustrazione realizzata per il volume “Alieni a Rimini, come integrarsi fra i riminesi senza perdere il buon umore“, scritto da Lia Celi per la collana de ‘L’Arengo Quaderni’ del Comune di Rimini. 2005, Ecoline, pastelli, Photoshop. Riveduta e corretta digitalmente dall’autore nel 2013 per la riedizione del libro a cura di NdA Press.

RIMINI IM BREISGAU

giovedì, ottobre 4th, 2012


C’è la Rimini dove vivo e un’altra Rimini nel Baden-Württemberg, Germania. La mia Rimini è quella della foto a sinistra, dissimile dall’altra per alcune piccole differenze. Siete in grado di notarle?
SOLUZIONE: nella Rimini im Breisgau (a destra), si nota subito una maggior cura di case e strada, (ma quelli, si sa, sono tedeschi). I lampioni sono tradizionali, discreti come si conviene in un centro storico e tengono conto dei problemi di inquinamento luminoso. Le case sono della medesima tipologia, perchè lassù non è stato consentito di edificare, con la scusa della ricostruzione post-bellica, brutte palazzine o condominii ciclopici accanto a casette di due o trecento anni fa. Quindi niente balconi alla Penis der Hunde. A questo proposito, sullo sfondo, invece della Eterna Gru dell’Eterno Cantiere, si intravede, in Rimini-Burg, la torre del Palazzo del Cimiero, assente nell’immagine di sinistra perchè purtroppo, nell’urbe romagnola in cui mi onoro di vivere, tale edificio settecentesco (con base quattrocentesca), pur sopravissuto in buona parte ai bombardamenti, venne venduto dalla curia alla speculazione dell’epoca. Al suo posto sorge oggi il noto palazzo Fabbri (altro triste scatolone del centro città).
La ciliegina però, a mio parere, è costituita dal “dissuasore moblie”, ovvero quel “robo là” in grado di sparire sottoterra grazie a un telecomando in possesso dei soli residenti. Beati loro. Vedete, nella via Agostino Bertani dove abito io, invece, nonostante le abitazioni abbiano la porta direttamente su una strada che si stringe fino a meno di quattro metri, auto e camion passano gagliardamente impipandosene delle limitazioni sia di accesso che di velocità. Qualche volta anche contromano.
Alla prossima puntata del “Viaggio nella Favolosa Rimini im Breisgau”!

Natale targato Rimini. Due!

venerdì, dicembre 7th, 2007

Natale a tutta ManettaE se il sette si inaugura la Casa di Eutyches (vedi questo post), l’otto si va tutti a teatro (Novelli) a raccogliere la grana per la Caritas.

Inutile fare quelli che “questo natale si deve risparmiare“: in giro c’è la solita ingordigia, la solita ansia, la solita purcarìa.

Allora tanto vale far sgrondare qualche oncia del nostro grasso dentro le casse di chi lavora sul campo a favore di chi ha davvero fame, sete e freddo. Servirà solo a mettere una piccola pezza, ma dopo digeriremo meglio i nostri monumentali cenoni, quindi, romagnoli di costa che leggete, vnite, tanto lo facciamo per noi stessi. Io contribuirò con una specie di “vignetta di Manetta” in diretta, proiettata dietro ad assessori che cantano e glorie locali che danno il meglio di se’.

(n.b.: sono nel cartellone perchè l’anno scorso alla fine dello spettacolo si erano scordati di ringraziarmi. Quest’anno si sono messi avanti e sul sicuro ;)

Da chi sta fra i gelati e le bandiere

mercoledì, gennaio 11th, 2006
Remin - Rimini

Un ricordo di Faber, 11/01/06.
Rimini” (dall’album omonimo), tradotta in romagnolo. Si trova nella raccolta “Canti randagi“, 1995, Dischi Ricordi. Oggi, in via straordinaria, il mio iPodino domestico farà qualche ora di eavy-rotation dedicata a De Andrè. Udibile sul terzo canale di RadioNation (quello delle prove), altresì all’indirizzo streaming: http://radionation.it:8888/listen.pls
E verso le 18 e sblisga andrò al Mercato Vecchio: dovrebbe esserci un assembramento spontaneo con chitarra e calici di vino. Per onorare uno dei nostri poeti/cantanti che più mancano all’intelligenza di questo paese.

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Cartoline dalla Romagna

venerdì, settembre 5th, 2003

C’è un giudice che abita nella mia strada. E’ due numeri civici più in là, ho chiesto di lui ieri sera al signor Armaroli che è il mio confinante dall’altra parte. Armaroli trascina in strada Ugo, il barboncino fatto come uno sgabello da pianoforte, dinamico come uno sgabello da pianoforte. Nella nostra stradina irrompe un rispettablie sbotto d’aria, io lego la bicicletta e ascolto il vicino confermarmi che il giudice vive là sopra da molti anni, e che una volta era peggio. Una volta capitava che telefonassero dalle case dell’Arco d’Augusto, 500 metri distanti da qui, per intimargli di abbassare il volume della tv. In caso di partite della nazionale metà del centro storico di Rimini non aveva necessità di consultare alcun organo di informazione per essere al corrente del punteggio. Lisa la dirimpettaia ci ha sentiti ed esce a confermare che quest’estate il giudice ci ha dato dentro più del solito, forse per colpa del Garbino, il vento malevole della costa, che ha soffiato di frequente. Stiamo zitti ed ascoltiamo un altro pezzo di arringa che esce dalle finestre di quel primo piano stentato, come da misure architettoniche concepite quando anche qui tutti erano più bassi e smunti. A tratti gli passa sopra lo spettacolo che c’è in piazza: il nipote matto di Casadei fa una versione dance club di “Ciao Mare”. I vecchi, che ascoltavano il violino del prozio Secondo quando inventava “Romagna Mia”, se ne vanno scuotendo la testa.

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