Posts Tagged ‘sanremo’

Nonna Maria Unica Giuria

13/02/2015

Ritrovo un post del 2004, che per alcune volte ripubblicai in occasione di sanremo. Dato che mia nonna é da un po’ che taceva, lo riedito qui, così vi faccio conoscere un’altra presenza femminile che, prima e oltre la casalinga inglese, costituisce uno degli ingredienti con cui sono fatto.

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Dentro di me c’è sempre la mia nonna materna, la mamma in seconda nella cui casa vivevamo, la rotonda signora anziana che liquidava con burbere sentenze in dialetto bolognese tutto quello che vedeva in tv.
La nonna Maria preme con più urgenza quando assisto a spettacoli un po’ più degradanti della media. Sarà che vuole ancora comunicare, dalla sua nuvola, con il suo nipotino preferito, sarà che certe cose trovano una perfetta definizione solo in vernacolo, ho pensato di affidare alla mamma di mia mamma questa rubrica, anche se lei non è più su questo pianeta da tanti anni ormai.
Mi improvviso medium da due soldi e lascio a mia nonna il compito di trovare la definzione calzante per ognuno dei cantanti del 54esimo festival di Sanremo.
André Il nostro amore: «Va là pòver pipiulòt» (Va là povero pulcinotto)
Bungaro Guardastelle: «Insònni d’un ismè» (rintronato d’un rincoglionito)
DB Boulevard Basterà: «Ach purcariì» (che porcheria)
Dj Francesco Era bellissimo: «An s’pol vedèr un zavai axè» (non si può vedere un “coso” del genere)
Daniele Groff Sei un miracolo: «Me degh c’lè un miraquel che ti lè» (io dico che è un miracolo che sei lì a cantare)
Linda Aria sole terra e mare: «Moddio, l’è la giostra di cavalèin» (mio Dio, è una “giostra di cavallini” ovvero: e’ spaventosamente grassa)
Danny Lo Sito e Las Ketchup Single: «Mo cus’ela c’la gatèra» (ma cos’è quella “gattèria”: rumore di gatti che litigano)
Mario Venuti Crudele: «Stu que l’um pèr un supiòn» (Questo qua mi sembra uno che se la tira)
Marco Masini L’uomo volante: «stu què l’è pèis comm l’eib di bùu» (questo qui è pesante come l’abbeveratoio dei buoi, cioè pesantissimo)
Paolo Meneguzzi Guardami negli occhi (prego): «…sinfuniì» (che lagna)
Andrea Mingardi E’ la musica: «Mo va là vecc maat» (ma va’ via vecchio matto)
Massimo Modugno & Gipsy King Quando l’aria mi sfiora: «Zzzzzzz» (pisolo di metà serata)
Morris Albert – Mietta Cuore: «Eni anc què?» (svegliandosi dal pisolo: sono ancora qui?)
Neffa Le ore piccole: «L’um pèr l’ucon dl’a prèesa» (mi sembra “l’ocone della pressa”, come dire “nasone”)
Pacifico Solo un sogno: «c’al bafiòt l’unm sa ne’ ed me ne’ ed te» (quel baffetto non sa ne’ di me ne di te”)
Adriano Pappalardo Nessun consiglio: «A la moota!» (ma buttati nel letame)
Omar Pedrini Lavoro inutile: «Mo da bòn c’al brot quel l’è al muròus d’la Casalegno?» (ma davvero quel brutto coso è il fidanzato della Casalegno?)
Stefano Picchi Generale: «Mo chi el ste sulfanèr» (ma chi è questo venditore di zolfanelli)
Piotta Ladro di te: «Tàuset, cavròn» (tosati caprone)
Mario Rosini Sei la mia vita: «Mo un piò fàat umarcett» (mah, uno strano omarino)
Simone E’ stato tanto tempo fa: «Ma va a Jesi» (Ma vai a Jesi, che da noi era come dire vai in un luogo lontano da qui, molto lontano)
Veruska Un angelo legato a un palo: nessun commento, a questo punto la nonna aveva ormai abbandonato la sua poltrona in vimini, indignata.

davanti alle rovine di sanremo

11/02/2015
  • quando dei “comici” ti fanno desiderare l’irruzione del venerabile Jorge de “il Nome della Rosa”
  • sai che Conti in certi momenti mi sembra il cugino non abbastanza intelligente per emigrare di François Hollande
  • la spagnola, la boh, il maròn e il disagio mentale
  • Ah volevo dirvi che settimana prossima la mia nipotina fa la comunione qui a Gatteo Mare. C’é un rinfresco, la vasca delle palline e il collegamento con la Cristoforetti
  • la spagnola é vestita talmente da spagnola che nemmeno la Barbie edizione speciale Morte di Francisco Franco
  • Nek é il Cracco di chi non sa farsi una pasta in bianco?
  • siamo fatti per amare ma anche per fare la cacca, e qui a Sanremo le due abilità si fronteggiano fieramente
  • bisogna centrarli in testa sennò risorgono ancora e ancora. The Singing Dead ‪#‎Sanremo2015‬
  • Bruttismo, bruttezza, bruttità e bruttaggine
  • Italia sì, Italia no il paese di Ferragno Tizio
  • Ammazza che zozzeria
  • Pietà di me mio Dio nel tuo amore. Nel tuo affetto cancella il mio peccato. E lavami da ogni mia colpa, purificami da ogni mio errore.

Serene analisi

16/02/2010

Alla mia età matura e dopo tante edizioni viste e satireggiate, posso formulare un giudizio sereno e distaccato su Sanremo. Penso quindi che questa disgustosa sarabanda di materiali sonori degradati, di canzoni putrefatte al punto da rendere necessario l’esame del dna per poter risalire a qualche radice artistica e/o della tradizione canora tricolore, ha risucchiato per decenni risorse, fatiche, lavoro, speranze dell’ambiente musicale, rovinando la testa e il cuore di tante persone. Penso che dovremmo smettere (avremmo dovuto da molti anni) di riunirci per guardare il festival, così come non ci passa nemmeno per la testa di incontrarci per osservare altri generi di attività delinquenziale. Penso, signor Presidente e ho finito, che se fossimo un paese un filo meno necrotizzato, dovremmo andare in massa all’Ariston, spaccare tutto e continuare a spaccare e spezzettare e sbriciolare fino a rendere impossibile qualunque ricostruzione del SInistro Carillon Nazionale. Altro che stare qui a fare i gialappi dei poveri.

Spietate Esecuzioni 2001

05/03/2001

cla-sanremo2001
Questa rubrichizza sanremese nacque appositamente per il portale Clarence.
Traendo energia dal fastidio causato dai testi delle canzoni presenti al festival, ho provato a vedere che succedeva raffigurando alla lettera quelli particolarmente irritanti.
La cosa ha divertito parecchio tutta la redazione e anche il sottoscritto, sicchè si è ripetuta per un paio di anni. Alcuni brani comunque risultarono totalmente
inillustrabili.

“Spietate Esecuzioni” – Clarence Speciale Sanremo 2001

Speciale Sanremo/7

04/03/2001

SPAGO
SPAGO
presenta la canzone L’ABISSO E LA POSSENZA

Spago è un artista amatissimo nei circoli di critica musicale ma
assolutamente nuovo per il grande pubblico. È al suo primo Sanremo
ma a guardare la massa di premi che si è aggiudicato a soli 23 anni,
c’è di che spaventarsi. Alla scorsa edizione del Festival Tenco s’è
aggiudicato la prestigiosa Sciarpetta d’Oro, premio che viene
assegnato solo una volta ogni sessant’anni e solo se c’è luna nuova.
Bondarciuck ha detto di lui: “se c’è un futuro della canzone
italiana, quello è Spago”. Aveva appena diciotto anni quando la sua
fama arrivò a Parigi assieme al primo singolo “Prolisso e la
Clemenza”: nel giro di pochi mesi si trovò ad esibirsi all’Olympia,
prima di Paolo Conte e subito dopo un’orso giocoliere. Il suo viso
bello, scostante, giovane, polifemico, nervoso, viene ormai
riprodotto su t-shirts in vendita tanto a Camden Town quanto a Porta
Portese. Eppure, in quel suo modo di scrivere canzoni, cosi
avviticchiate su concetti coassiali e nel contempo ipnotiche fino
alla totale destrutturazione del senso, c’è qualcosa di
potenzialmente popolare, popolaresco, addirittura cialtrone. Lo crede
la sua casa discografica, lo crede il suo produttore, lo crediamo noi
che scriviamo e che lo abbiamo amato dopo averlo visto in quella
memorabile, prima esibizione televisiva in diretta da una cassetta
postale.

Speciale Sanremo/6

03/03/2001

FAMYA QUARESIMA
FAMYA QUARESIMA
presenta la canzone VENIAMOCI INCONTRO

E’ una sorpresa piacevole trovare quest’anno a Sanremo la bella
cesenate Famya, in un ruolo che non le è consueto. Tutti la
ricordiamo come valletta di Bonolis in “Bollito di cervice” su Canale
Cinque, o più recentemente come una delle interpreti della sit-com
di Raidue “Ficchiamoci Dappertutto”, dove era la sensuale astronauta
Enrine. Dai suoi esordi a Mediaset (era una delle “Pinzette” nel
varietà “Prevenzione Dentale” del ’97) ad oggi la Quaresima è
dunque notevolmente cresciuta, non sappiamo se naturalmente o se con
l’aiuto di un buon impianto al silicone. Dalle sue dichiarazioni
scopriamo che Famya ha sempre amato cantare e che aveva già provato
ad imporsi con la sola voce all’inizio della carriera, quando nessuno
pareva interessato alle sue corde vocali, bensì al resto del suo
corpo. La scelta del look total naked può apparire un pò sfrontato,
ma la ragazza ha deciso di portare ancora avanti la sua evoluzione
artistica, eppoi tanto Sanremo e’ un troiaio.

Speciale Sanremo/4

01/03/2001

DONNA DIFIORI
DONNA DIFIORI
presenta la canzone AMORE POTATO

La perugina Donna Difiori è alla sua seconda esperienza all’Ariston e quindi è di diritto nella categoria Piante d’Alto Fusto. Cresciuta nel vivaio musicale del produttore Olmi, sboccia artisticamente nel 1997 con un primo singolo intitolato “Questo timido germoglio”. L’anno seguente, a ridosso della prima partecipazione a Sanremo, la conferma con l’album “Sintesi Clorofilliana”. Oggi, dopo due anni di silenzio, raccoglie i frutti del suo lavoro con una partecipazione piena e matura al Festival dei Fiori. “Il mio brano” ha detto in conferenza stampa “vuole anche essere un omaggio all’artista a cui mi ispiro maggiormente: Fiorella Mannoia”.

Speciale Sanremo 2001/3

28/02/2001

TONY BLESCIA
TONY BLESCIA
da Melzo, presenta la canzone SENZA TREMARE

Perchè il mitico bassista e cantante dei , il complesso che negli anni ’60 fece impazzire l’Italia, sceglie Sanremo per tornare ad esibirsi in pubblico? Noi non pensiamo che dipenda esclusivamente dalla malattia degenerativa che lo ha colpito da due anni. Tony Blescia è un musicista di razza, come quindici anni di carriera solista hanno dimostrato (dal primo album “Blescismus” del 1973 all’ultimo, in riunion con alcuni ex-Polmons nel 1988: “C’era ancora tanto da dire”).
Tony gode della stima e dell’affetto di molti produttori discografici europei e di tutti gli usurai della lombardia, tanti fans ascoltano ancora devotamente le sue canzoni, le sue tempestose vicende sentimentali con l’intera squadra dell’Atalanta sono ormai lontane nel tempo.

Facce da Sanremo 2001

26/02/2001

DJ SALVO MC NOCCHIOLONE
DJ SALVO MC NOCCHIOLONE
da Sessa Aurunca, presenta la canzone PALEOBABA’

E’ la punta emergente fra in Neomelodolci di Napoli. La sua scheda
artistica comprende tutti i centri sociali della Campania, dove è un
punto di riferimento per il servizio di catering, in particolare per
i dolci da ricevimento nunziale. Pasticciere di notte, artista di
giorno, intrattenitore di sera, bull terrier fra le 14 e le 15,30, si
è fatto notare alla rassegna “Rock e Pastiera” di Forcella, per il
piglio trasgressivo e il rapporto prezzo convenienza. Vincitore nella
sezione “promesse, non sicurezze” a Castrocaro, si presenta prodotto
dal noto chef partenopeo Estero V. Cocuzza.